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Finalmente tornano le Battaglie Spaziali, con Star Wars Battlefront 2

Poche sono le cose certe di questo mondo, ma una è sicuramente il desiderio spasmodico dei giocatori fan di Star Wars di rivedere le leggendarie battaglie spaziali nella saga di Battlefront. Se con il reboot di qualche anno fa non avevamo potuto saziare questa incredibile fame, oggi possiamo dire di aver finalmente avuto modo di affrontarle esattamente nella mappa Fondor secondo la nuova declinazione offerta da Battlefront 2. Ed ecco allora che siamo qui a raccontarvi la nostra esperienza dopo un paio di partite, la prima dalla parte degli “attaccanti”, ovvero i ribelli, e la seconda da quella dei difensori, ovvero dell’Impero.

Le potenzialità del Frostbyte
Prima di tutto, è fondamentale sottolineare quanto la potenza bruta del motore di gioco Frostbyte regali un’immagine a schermo in grado di sposare pienamente le aspettative di un pubblico viziato da un capitolo precedente graficamente esplosivo. I laser invadono lo schermo, esattamente nella stessa maniera in cui le navi più o meno piccole costellano il fondale nero del profondo universo, sfrecciando a destra e a manca per la mappa di gioco. Una mappa molto vasta che lascia ai giocatori la possibilità di esibirsi in voli acrobatici degni dei film da cui traggono ispirazione. In particolare Fondor era costituita dalla presenza di uno Star Destroyer imperiale da abbattere, con la battaglia che imperversava proprio nelle sue adiacenze. Le fasi di questo scontro, come oramai è consuetudine per molte modalità dell’universo di Battlefront e, similmente a quelle che in precedenza avevano caratterizzato l’antenato, sono tre e donano un ritmo particolare al combattimento. Prendendo le parti dei ribelli, nella prima è necessario sconfiggere le due Light Cruisers imperiali, nella seconda bisogna invece colpire i generatori degli scudi fino alla loro distruzione, nella terza invece abbattere i giunti e poi attaccare il reattore. Prendendo invece quelle degli imperiali bisogna semplicemente impedire le suddette, sconfiggendo non soltanto le navi nemiche, ma anche tutte quelle vengono segnalate come obiettivo, dominate dalle Corvette ribelli: controllate dalla IA, estremamente coriacee e molto fastidiose se lasciate libere di colpire nel bel mezzo della mappa. 
Un universo da rispettare
Per la scelta del veicolo personale invece abbiamo trovato rispettivamente X-Wing, A-Wing, Y-Wing e Tie Fighter, Tie Strikers, Tie-Bomber, tutti appartenenti alla trilogia originale e che ricoprono il ruolo di caccia a tutto tondo, caccia leggero, e caccia pesante. A ciascuno di essi sono associate, oltre alle classiche manovre e pattern di attacco con i laser, tre diverse abilità con cooldown, in modo da cambiare totalmente l’approccio al match. Poi si aggiungono alcune carte, tra cui è possibile sceglierne due, che forniscono perks passivi al mezzo, migliorando per esempio i tempi di raffreddamento dei laser. Ci sarà poi la possibilità di utilizzare in altre mappe i veicoli appartenenti ai diversi periodi storici della saga di Star Wars, come quello repubblicano dei capitoli I-II-III.
Una volta ottenuto un buon punteggio durante la partita, viene concessa al giocatore la possibilità di accedere a veicoli unici, legati a doppio filo a personalità note dell’universo di Star Wars, su tutti il Millenium Falcon di Yan Solo e la Slave I di Boba Fett. Questi non sono legati alla mappa e perciò possono generare anacronie durante gli scontri, che i puristi faranno fatica ad accettare.
Pad alla mano il gioco si è rivelato immediato, con un’astrazione dei comandi tale da rendere l’azione più immersiva possibile, senza che il giocatore debba scervellarsi di fronte a combinazioni complesse di tasti, e tale da permettere un controllo impeccabile del mezzo anche con la interessantissima visuale in prima persona.
Piattaforma:
PS4
Genere:
sparatutto
Data di uscita:
Sviluppatore:
DICE
Distributore:

– Semplice e immediato
– Graficamente imponente
– Sono le battaglie spaziali di Star Wars




Le battaglie spaziali di Star Wars Battlefront 2 tanto richieste e tanto volute dalla community sono arrivate. Il motore Frostbyte e l’astrazione dei comandi rendono semplice e rapida l’immedesimazioni nel ruolo di piloti spaziali, ma dall’altra parte non ci portano a ritrovare una particolare evoluzione dell’esperienza rispetto a quella che il gioco antenato ci aveva regalato a suo tempo. L’effetto, nonostante tutto, è comunque coinvolgente e d’impatto, visto il ritmo regalato dalla suddivisione in fasi delle partite e dalla possibilità di ingaggiare uno scontro a bordo di un Millenium Falcon, il grande sogno di tutti i ragazzi cresciuti a pane e Star Wars.