Recensione 7 min

Final Fantasy XII

Giocare a Final Fantasy XII fa riflettere su come l’universo dei GdR stia sfiorando vette vertiginose, sotto molteplici punti di vista. In primis quello narrativo; in questo senso la serie di Square Enix è sempre stata avanti rispetto alla concorrenza e il dodicesimo episodio rappresenta un’ulteriore evoluzione. Lo sviluppo narrativo di FFXII sembra quello di una produzione hollywoodiana e questo elemento è difficilmente riscontrabile in un qualsiasi GdR moderno. Tutto ciò fa riflettere su quanto certi giochi di ruolo, in particolar modo i Final Fantasy, stiano raggiungendo dei livelli incredibili. In un solo gioco vi sono riunite una trama degna di un film da Oscar, delle meccaniche sempre più raffinate ed intelligenti e un mondo da esplorare di proporzioni ciclopiche. Di certo con il dodicesimo episodio tutti gli elementi appena elencati non fanno altro che elevare all’ennesima potenza il valore intrinseco di questo titolo e sono sicurissimo che, con il tredicesimo episodio, assisteremo a qualche cosa di ora come ora assolutamente inimmaginabile.

Piattaforma:
PS2
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
Sviluppatore:
Square Enix
Distributore:
Electronic Arts

Una nuova Fantasia Finale
Ma non spingiamoci troppo in là con la fantasia (appunto…) e concentriamoci su Final Fantasy XII, che è finalmente giunto anche in Europa, dopo tanto patire. In effetti la gestazione della nuova opera Square Enix non è stata delle più semplici. Gli sviluppatori giapponesi hanno impiegato quasi quattro anni per riuscire a confezionare un gioco dalle tinte indimenticabili, cesellando con crudele precisione ogni informazione o anche ogni semplice immagine. Del resto, quando gli appassionati di FF attendono un nuovo episodio con la bava alla bocca non è mai facile, ma quando il gioco è finalmente completo, l’attesa si scansa e lascia spazio all’esaltazione più pura, di quelle che una saga storica come questa riesce a fornire, episodio dopo episodio.
Su PlayStation 2 ci siamo fermati al discusso (e, a parere di che vi scrive, inutile) X-2, il primo sequel “ufficiale” di un singolo episodio. Senza dimenticare che anche il decimo episodio non ha certamente riscosso un successo unanime com’era accaduto per gli altri Final Fantasy. Quello di presentarsi con un “seguito” di cui ci si chiede ancora “perchè?” non è stata certo una mossa azzeccata di Square Enix. Tutte ragioni per le quali i fan della serie ponevano parecchie speranze su questo nuovo seguito, dato che una nuova mezza delusione non poteva essere sopportata. FFXII doveva essere un capolavoro di primissima categoria e dopo quattro anni di sviluppo, si può tranquillamente affermare che sì, Final Fantasy XII è il gioco che tutti quanti aspettavamo.

Il Sabato del villaggio
Della trama non vi voglio accennare assolutamente nulla, perché è bella, ricca di colpi di scena e merita di essere goduta sulla vostra poltrona di casa e assaporata filmato dopo filmato, schermata dopo schermata, dialogo dopo dialogo, al fine di comporre un puzzle narrativo di eccellente livello. Vi dico soltanto che il protagonista è un ragazzotto di nome Vaan e tutte le ambientazioni presenti compongono il mondo di Ivalice, che abbiamo già esplorato in quel capolavoro che risponde al nome di FF Tactics Advance per GBA e qui su PS2 si presenta splendida ed immensa come non mai. In effetti un primo plauso di questo articolo (e ce ne saranno tanti da qui alla fine, credetemi) va proprio alla qualità delle ambientazioni, che sono splendide nella loro conformazione ma soprattutto immense e ricchissime di situazioni. Questo lo si può capire benissimo anche soltanto dal villaggio iniziale che dopo un lungo prologo risulterà finalmente esplorabile. Rabanastre (questo è il nome del villaggio) è piena di negozi, ricca di stradine e vicoli da esplorare e soprattutto popolata da una marea di cittadini che rendono questa cittadina incredibilmente viva. Esplorando in lungo e in largo la sola Rabanastre, si può capire che il mondo di Ivalice sarà un qualcosa di veramente immenso, che va a sfiorare i confini dell’infinito. Il merito di tanta grazie va indubbiamente attribuito al comparto tecnico in generale, che spreme l’hardware della PS2 come forse nessuno ha mai fatto in tutti i questi anni. Le textures splendide donano un’incredibile caratterizzazione a qualunque tipo di ambientazione, che sia esso un semplice villaggio o un pericolosissimo dungeon. Non solo, ma anche altri elementi di enorme prestigio come la mimica facciale dei personaggi per esempio, la caratterizzazione di alcuni abominevoli boss o i sempre più incredibili filmati in FMV, da sempre un marchio indelebile delle produzioni Square Enix, sono tutti elementi che, incastonati tra loro, creano un comparto tecnico eccezionale sotto praticamente tutti i punti di vista. Certamente qualche caricamento di troppo è il prezzo da pagare per cotanta maestria, ma è un prezzo che tutto sommato siamo più che disposti a subire, se poi ci troviamo di fronte un mondo gigantesco da esplorare fino al suo ultimo angolo più recondito.

Tornando a parlare del decimo episodio, la maggior parte delle critiche vertevano su come per questa saga era giunto il momento di attuare un processo di cambiamento, soprattutto perchè le capacità di PS2 lo permettevano. Per Square Enix, insomma, era giunto il momento di osare e proporre un episodio nuovo sotto molteplici punti di vista.
Con FFXII questa volontà pare sia stata portata a compimento, dal momento che l’ultima fatica Square Enix ha apportato effettivamente alcune radicali novità, anche all’interno del gameplay stesso e in particolare nel sistema di combattimento. Per ogni scontro che inizia non c’è un cambiamento di schermata come avveniva nei prequel, ma il tutto si svolge in tempo reale. Tuttavia, chi pensa che anche gli scontri siano in tempo reale con gli attacchi dinamici in stile gioco di azione, è in errore. In un certo senso, il cosiddetto ATB è ancora presente, anche se il tutto avviene in maniera differente. Quando decidiamo di combattere, appariranno sullo schermo due linee di colore differente: se la linea è di colore rosso, significa che il nemico ci sta per attaccare, mentre apparirà una linea azzurra dal momento che abbiamo selezionato l’attacco da scagliare verso il nostro nemico. Inoltre c’è una terza linea, verde, che apparirà quando un nostro alleato lancia, ad uno dei suoi compagni, una magia curativa. Una volta apprese queste tecniche scagliare un qualsiasi attacco è piuttosto semplice, dal momento che è sufficiente selezionare il tipo di attacco desiderato e aspettare che la già citata barra ATB si carichi, mentre tutto avviene rigorosamente in tempo reale. Questo tipo di scontri, al lato pratico, funziona che è una meraviglia, soprattutto perchè diminuiscono notevolmente i tempi morti dei precedenti episodi. L’unica piccola stonatura è che la vittoria dei combattimenti non da più i guil come in ogni FF che si rispetti, dal momento che gli unici due modi per guadagnare qualche soldino consistono nel vendere i cosiddetti “bottini di guerra”, ovvero dei gingilli perfettamente inutili per la crescita dei nostri personaggi ma, per l’appunto, preziosissimi quando si tratta di venderli nei negozi, oppure risolvendo svariate sub quest. Molte di queste infatti, se portate a compimento, vi ricompenseranno con tanti guil.
A questo sistema di scontri, è strettamente legata la funzionalità denominata Gambit, una delle novità maggiormente gradite ideate da Square Enix. Utilizzando il Gambit tramite il menu di gestione, è possibile “consigliare” i nostri due alleati su come agire negli scontri e quali strategie tenere in considerazione al momento di combattere. Per esempio, ad un nostro alleato possiamo “comunicargli” di lanciare un’abilità o un oggetto curativo ogni volta che un suo compagno si trovi ad avere un numero di HP inferiore al 70% o di attaccare un nemico piuttosto che un altro. Il tutto funziona, anche perché l’I.A. dei compagni è tale da poter applicare in tutto e per tutto le direttive assegnate loro nella schermata del Gambit senza nessun inceppo. Certo, noi stessi possiamo scegliere all’interno dello scontro quale attacco debbano utilizzare, ma ciò non è consigliato, specie nelle battaglie più ardue e concitate. Più direttive riuscite ad assegnare ai vostri alleati e meglio è, in modo che possiate concentrarvi soltanto su Vaan, aumentando le possibilità di successo.

Licenza di uccidere
Procedendo con l’avventura, potremo poi disporre di una nuova possibilità d’attacco, chiamata Apoteosi, ovvero un attacco speciale posseduto esclusivamente da ogni personaggio. Ogni apoteosi è suddivisa in tre livelli; inizialmente il loro utilizzo consuma completamente la barra MP, ma una volta che si è appresa l’Apoteosi di livello successivo la barra dell’MP si suddivide in due: la particolarità sta nel fatto che l’Apoteosi di livello 1 consumerà solo una metà di barra, mentre l’Apoteosi di successivo livello consumerà entrambe le barre. La medesima cosa avviene quando si apprende l’Apoteosi di livello 3: la barra si spezza in questo frangente in ben tre parti e il meccanismo è identico a quello poco fa descritto. Non solo, ogni personaggio può anche combinare la sua tecnica Apoteosi con quella di un alleato, dando vita ad un attacco semplicemente devastante.
Un altra implementazione particolare è quella relativa alle Licenze, ovvero l’unico sistema per utilizzare armi, abilità, magie, Esper (le evocazioni) e anche alcuni Gambit. In pratica, per poter adoperare una qualsiasi azione facente parte di una delle “categorie” appena citate, bisogna attivare la Licenza per utilizzarla, oltre che possederla materialmente (ad esempio acquistandola). Vincendo uno scontro, verrà assegnato, per ogni membro del proprio party, un certo corrispettivo di Punti Licenze. Ogni abilità, arma e così via possiede un valore in termini di licenza e che potrà dunque essere sbloccato soltanto con i punti richiesti. Il tutto avviene in maniera intuitiva, lasciando al giocatore tantissima scelta.

Final Fantasy XII è un capolavoro eccezionale e questo non si discute. Se lo acquisterete, vi troverete ad affrontare un’avventura lunghissima ed appassionante, grazie ad un gameplay che combacia perfettamente l’innovazione con la tradizione. E ancora, un intreccio narrativo di assoluto spessore che vi sorprenderà e un comparto tecnico da urlo, da questo punto di vista uno dei migliori della generazione appena trascorsa. Quest’ultima frase ci fa pensare che in effetti FFXII è un gioco appartenente ancora alla generazione che sta ormai tramontando, e questo nuovo episodio della saga Square Enix ne è senza dubbio alcuno il “canto del cigno”, non solo per ciò che concerne la PS2 ma proprio per la generazione videoludica che si sta concludendo. Eppure, questo è uno di quei giochi che vi obbligherà a spegnere per qualche tempo i vostri vari Xbox 360 o Wii, perchè ne vale assolutamente la pena. Ci sono voluti quattro anni per avere tra le mani il nuovo Final Fantasy e finalmente è arrivato. Bello, immenso, appassionante come pochi, il GdR definitivo. Non c’è altro da aggiungere.

– Ivalice è immensa
– Sistema Gambit ok
– Comparto tecnico eccezionale
– Trama appassionante
– Uno dei migliori GdR di sempre

– Qualche caricamento di troppo

9.5

Final Fantasy XII l’abbiamo atteso per quasi quattro anni, eppure ne è valsa la pena. Square Enix come al solito ha confezionato un gioco semplicemente epico. Il comparto tecnico spreme l’hardware della PS2 fino al midollo, le tante innovazioni introdotte al gameplay funzionano alla grande, la trama è splendida e ben raccontata, Ivalice è un mondo incredibilmente vasto e ricchissimo di cose da fare, di nemici da sconfiggere, di amici da conoscere. Se decidete di entrare nel mondo di FFXII, vi troverete un universo bellissimo, praticamente privo di difetti e che vi terrà impegnati per moltissimo tempo. Grazie Square Enix e bentornata, “Fantasia Finale”.