Recensione 12 min

Evil Genius

I cattivi di Demis Hannabis … e di Peter Molyneux
Se dovessi scegliere una serie di videogiochi realizzata dallo stesso programmatore senza indugio sceglierei quella di Peter Molyneux. Questo signore inglese ha certamente lasciato un segno pesante sul mondo dei videogiochi, segno che sembra destinato a diventare sempre più lungo. Giochi come Populous, Theme Park, Theme Hospital, Syndicate, Dungeon Keeper, Black & White non si dimenticano certamente in breve tempo. La Bullfrog…chi la ricorda può considerarsi un veterano del mondo dei videogiochi e probabilmente una lacrimuccia gli scorrerà giù per il viso. Tutti capolavori che però devono portare anche il nome di Demis Hannabis. Ai tempi di Theme Park era considerato come un bimbo prodigio, la perfetta spalla destra di Molyneux. Tutti i progetti citati hanno anche il suo tocco, la sua importantissima geniale collaborazione. Un giorno però il rapporto si spezza, probabilmente il più giovane vuole tentare qualcosa di troppo ardito, qualcosa che il più anziano cerca invece di evitare. Questo qualcosa prende il nome di Republic: The Revolution, il primo gioco della nuova software house di Hannabis, Elixir Studios. L’insuccesso è forte, il gioco stranamente deludente. Stranamente perché il genio di Hannabis riesce sempre a creare perlomeno qualcosa di originale, in Republic invece sembravano proprio mancare le idee.
Evil Genius è il nuovo tentativo di Hannabis di dimostrare che vale molto anche senza l’aiuto del suo padre putativo. E’ un gioco certamente più leggero di Republic, più demenziale, rivolto probabilmente ad un pubblico più ampio. E soprattutto è il ritorno al genere dei gestionali con un approccio veramente molto vicino, come vedremo, ad un altro grande classico del genere, sempre firmato Molyneux & Hannabis.

Piattaforma:
PC
Genere:
strategico
Data di uscita:
Sviluppatore:
Elixir Studios
Distributore:
Vivendi

Per chi non dimentica Dungeon Keeper
Evil Genius ha molto più che una semplice somiglianza con l’ormai vecchio Dungeon Keeper. Entrambi i giochi ci richiedono la gestione di una base molto particolare. Nel vecchio gioco una base addirittura di mostri, nel nuovo una di cattivi! Evil Genius è quindi un gestionale, nella più classica accezione del termine. Il nostro compito sarà gestire degli uomini in una base segreta tra strutture particolarissime e missioni malvagie in tutto il mondo. Ma procediamo con calma.
Innanzitutto, due parole vanno spese sull’ambientazione che contraddistingue il gioco di Hannabis. La notiamo subito dal menu iniziale e grazie alla sua splendida musica. Quest’ultima è, infatti, veramente molto azzeccata, quasi cinematografica. Un motivetto anni ’60, di quelli sentiti a valanghe nei film di spionaggio. E proprio l’atmosfera da spionaggio anni ’60 è preponderante in Evil Genius. A questo aggiungete quel tocco di demenzialità che ha da sempre contraddistinto l’accoppiata di cui abbiamo parlato sin qui e avrete una miscela molto vicina a quella che ritroverete giocando Evil Genius. All’inizio della nostra partita saremo chiamati alla prima importante scelta: quella dell’avatar. Nel gioco ne sono disponibili tre: Shen Yu, Maximilian e Alexis. La scelta di uno piuttosto che dell’altro è puramente estetica, tuttavia l’avatar ha delle caratteristiche molto importanti che saranno esplicitate chiaramente nel corso del gioco. Dicevamo che il nostro obiettivo è gestire una base. All’inizio della partita, infatti, avremo un lotto di terra e una montagna. Attenzione, però, perché la montagna è cava: è proprio sotto di essa che dovremo dare sfoggio a tutta la nostra cattiveria. Nella parte cava della montagna potremo costruire gli edifici più strani e malefici che si possa immaginare, con lo scopo di conquistare il mondo! Ehm…beh, non siamo molto lontani dalla verità.
Il fulcro del gioco sono i servi. Diciamo subito che il gioco è venduto in Italia incredibilmente solo in lingua inglese, l’unica cosa di tradotto è il manuale. Quindi, per questa recensione, utilizziamo i termini come sono stati tradotti proprio nel manuale. I servi, dicevamo, sono fondamentali per poter interagire con la nostra base. Essi sono vestiti di giallo ed è simpaticissimo osservare i loro goffi movimenti, tutti indaffarati per adempiere al meglio ai nostri ordini e, magari, per evitare di incappare in qualche dolorosissima punizione. I servi potranno, così, costruire le stanze che intendiamo realizzare, piazzare degli oggetti, portare il denaro che guadagnamo nel nostro deposito, ma anche combattere. Infatti, la nostra base è sì nascosta, ma ben presto, a causa del volume di operazioni che eseguiremo, attireremo l’attenzione delle forze dell’ordine. Il mondo, infatti, è diviso in zone di controllo, ognuna delle quali è appunto pattugliata da una particolare forza speciale. Ad esempio, nel continente americano vi saranno i Patriot, in quello asiatico gli Hammer, in quello europeo i Sabre e così via. Ognuna di queste forze internazionali, ogni tanto, manderà nella nostra base delle forze speciali. Esse si aggireranno per le nostre stanze, catturando testimonianze, osservando le cose più strane ma, anche, rubando, uccidendo e distruggendo le strutture più importanti e costose. Evitare che tutto questo avvenga è quindi di fondamentale importanza. Le forze nemiche (ma ricordiamoci, sono i buoni!) possono essere uccise, catturate e messe in prigione, convinte con particolari attacchi psicologici. Queste operazioni possono essere compiute dai membri della nostra squadra di gestione della base. A questo si aggiunge il potere datoci dalle trappole. Potremo, infatti, disseminare per i nostri corridoi e per le nostre stanze dei particolari marchingegni quali meccanismi con api geneticamente modificate, seghe con lame rotanti, contenitori che sprigionano gas letali, sagome finte, mummie che escono da scatoloni e così via. Accanto ad ognuna di queste trappole va collocato un altro marchingegno che possa azionarla come, ad esempio, dei rilevatori di movimento o dei fasci laser. Appena una spia (ma attenzione perché anche i nostri stessi lavoratori potranno incapparvi) aziona una trappola ne cadrà inevitabilmente vittima. La cosa sfiziosa è che più trappole possono essere inserite nella stessa sequenza. Vi faccio un esempio. Se mettete un contenitore che sprigiona gas letali, ma vedete che difficilmente questo cattura le guardie perché esse sono veloci e lo possono evitare con facilità, potete mettere una trappola che possa distogliere la loro attenzione. Piazzando così una sagoma finta proprio sotto il contenitore riusciremo ad intrattenere le spie e potremo rovesciare loro quanto gas letale è più possibile. Insomma, queste combinazioni sono molto divertenti rendendo il gioco molto vario anche dopo diverse ore di gioco. Per realizzare una combinazione basterà clickare con il tasto sinistro sulla serie di trappole disposte vicine ed effettuare i singoli collegamenti. Insomma, non vi è nulla di lasciato al caso, tutto all’interno della nostra base sarà affidato alla nostra giurisdizione.
Tornando ai nostri servi, avevamo parlato solo di quelli basilari. In ogni caso, ognuno dei servi ha delle caratteristiche: salute, fedeltà, intelligenza, attenzione, resistenza. Ognuna di queste va corroborata con particolari strutture in nostro possesso. Ad esempio, le infermerie migliorano la salute, le sale mensa la resistenza, le sale di ricreazione l’attenzione. Se, al contrario, un lavoratore ha poca attenzione potrà combinare diversi guai, come far scattare su sé stesso le trappole. Se, ancora, ha un livello basso di resistenza, sarà poco produttivo nei combattimenti e così via. Ma i servi sono soltanto la base della piramide. Tramite la stanza degli allenamenti, infatti, potremo farli specializzare in un determinato settore. Per ottenere la specializzazione dovremo ottenere le informazioni giuste. Sparsi per il mondo, infatti, troveremo delle persone che possono fare al caso nostro. Basterà rapirle, interrogarle con i metodi più truci fino alla morte e avere la nostra unità speciale. Quindi, avremo tre categorie principali di servi: quelli militari, sociali e scientifici. All’interno di queste categorie vi sono le unità vere e proprie. Per i servi militari troviamo le guardie, i mercenari, i tiratori scelti, gli esperti in arti marziali. Per i servi sociali troviamo gli aiutanti, gli spin doctor, i diplomatici, i playboy. Per i servi scientifici vi sono i tecnici, gli scienziati, i bio-scienziati, i fisici quantistici. Ognuna di queste unità è fondamentale per un determinato scopo. Ad esempio, gli aiutanti (nel gioco vallet, il quale termine fa capire forse meglio le loro caratteristiche) sono fondamentali per placare gli incendi (uno che si dirama può anche distruggere tutta la base), ma anche per eseguire gli attacchi psicologici. Quando nella nostra base entra una spia e, magari, siamo stanchi di fare cadaveri (non perché lo siamo effettivamente, ma perché la nostra cella frigorifera si sta eccessivamente riempiendo…ahahahah…mmm scusate mi sono fatto prendere dal gioco) potremo cercare di convincere la nostra vittima della bontà delle operazioni che stiamo eseguendo. In queste circostanze vedremo il nostro aiutante prodigarsi in mille moine, in modo che la spia se ne scappi o semplicemente rinunci ad investigare. D’altra parte, unità come le guardie o i tecnici sono anch’esse fondamentali le une per gli attacchi dalla distanza grazie ai fucili, le altre per la riparazione delle strutture che rimangono danneggiate. Ancora, i playboy eccellono in tutte le abilità dei servi sociali e i vari tipi di scienziati sono molto importanti per la ricerca. L’addestramento delle varie unità avviene tramite una comoda schermata, grazie alla quale potremo decidere il numero di unità che vogliamo per ogni tipo di servo. Una volta impostato il numero vedremo, all’interno della nostra base, un maestro e un apprendista dirigersi nella stanza di allenamento e cominciare il tirocinio. Dopo qualche secondo ecco che avremo a disposizione la nostra nuova unità. Oltre ai semplici servi, avremo anche gli scagnozzi (henchmen nella versione originale). Questi sono assolutamente fondamentali per l’organizzazione del nostro sporco lavoro, diciamo pure che sono la nostra spalla destra. In Evil Genius ci sono undici diversi scagnozzi, ma ne potremo avere solo sette per partita, i quali verranno sbloccati a poco a poco: all’inizio, infatti, ne avremo solo uno. Questi possono essere comandati come il nostro avatar e sono fondamentali per diversi aspetti. Innanzitutto, sono più forti nei combattimenti e più resistenti agli attacchi avversari. Inoltre, con il progredire del gioco, diventano sempre più potenti. Essi, infatti, sono dotati di tre poteri particolari. Realizzato il giusto livello di esperienza, i poteri speciali verranno sbloccati e potremo utilizzarli sulle cavie di turno. Ad esempio, sarà possibile effettuare attacchi psicologici o psichici o radunare tutti i lavoratori e condurli in un particolare settore della base. L’attacco psichico è particolarmente sfizioso, in quanto riduce immediatamente a larve umane i nostri nemici, pronti a questo punto ad essere fatti a pezzi.
Un altro aspetto di fondamentale importanza in Evil Genius riguarda le missioni. Nella parte destra della nostra interfaccia un’icona a forma di mondo ci permetterà di entrare nella schermata World Domination (conquista del mondo). Qui la mappa del pianeta sarà divisa in zone di competenza, ognuna contraddistinta dal proprio colore in base alla suddivisione tra forze speciali di cui parlavamo prima. Potremo spostare le nostre unità in ogni parte della mappa. Questo per tutta una serie di scopi che andiamo ad analizzare. Sostanzialmente, potremo eseguire quattro tipi di operazioni: cospirare (plotting), rubare (stealing), nascondersi (hiding) o eseguire atti spregevoli. La cospirazione ci servirà quando dovremo conquistare informazioni su un particolare personaggio, rubare ci permetterà di arrotondare il nostro conto e come vedremo è assolutamente fondamentale, nascondersi ci renderà invulnerabili agli occhi delle varie spie che controllano anche qui, eseguire gli atti spregevoli è quella operazione che in un altro gioco equivarrebbe all’eseguire delle missioni. Ad esempio, ci potrà essere richiesto negli obiettivi del gioco di catturare un particolare criminale, di rubare una tecnologia o un bene prezioso. In questi casi, una stella luminosa sulla mappa di dominazione del mondo ci indicherà il luogo nel quale agire. Noi dovremo piazzare le nostre unità e agire di conseguenza. Ogni tipi di atto spregevole, infatti, richiede un determinato tipo di unità in una determinata quantità. Solo quando avremo il numero minimo di queste ultime potremo dare inizio alla missione. Questa avrà un suo livello di rischio e richiederà un determinato quantitativo di tempo. Mettere nella parte della mappa più unità di quante richieste, e magari mettere anche uno scagnozzo, sono tutti elementi che aumenteranno le probabilità di successo. Un’altra complicazione è data dalla temperatura (heat) che contraddistingue ogni parte della mappa. Se in quella determinata zona abbiamo compiuto atti spregevoli o abbiamo lasciato per troppo tempo le nostre unità a rubare o a cospirare, la temperatura salirà. Più quest’ultima è alta più sarà facile per le spie stanare i nostri uomini e farli fuori, dove l’espressione “farli fuori” in questo gioco, come ormai avreste dovuto capire, sta per “uccidere”! Oltre alla barra della temperatura, vi sarà quella della notorietà (notoriety). Questa sarà unica per tutto il mondo, a differenza di quella della temperatura che va associata ad ogni singola parte della mappa di dominazione del mondo. Più è elevata la nostra notorietà più la minaccia della nostra malvagità sarà chiara al mondo intero. Insomma, lo scopo ultimo del gioco è proprio raggiungere il 100% della notorietà. Questa cresce esclusivamente con la positiva riuscita degli atti spregevoli. Diciamo infine che, come accennavamo, è molto importante rubare in Evil Genius. Per farlo dovremo lasciare le nostre unità in particolari zone della mappa (selezionabili in base alla temperatura) e impostare il loro operato su “stealing”. Così facendo porteranno un certo quantitativo di denaro nel nostro deposito. Lasciare delle unità in modalità “stealing” può anche farci diventare ricchissimi in pochissimo tempo, ma non lasciarli e spendere molti soldi per la nostra base (e vi assicuro che i soldi se ne vanno tranquillamente con grande rapidità) ci potrà condurre facilmente in banca rotta. Non avere soldi per costruire è molto deleterio, in quanto alcune strutture e alcune unità sono fondamentali in particolari momenti.
Un ruolo importantissimo, come abbiamo detto, è costituito dalle varie stanze edificabili all’interno della nostra base. Per costruire una stanza dovremo scegliere il luogo, selezionare le sue dimensioni e piazzare al suo interno gli oggetti che desideriamo. Una volta compiute queste operazioni, un nostro servo prenderà della dinamite, farà esplodere la roccia e a poco a poco piazzerà gli oggetti che abbiamo ordinato. L’esplosione della roccia ha praticamente la stessa animazione che aveva in Dungeon Keeper facendo scorrere un brivido sulle schiene dei più nostalgici. I nuovi tipi di stanze da costruire verranno sbloccata a seconda degli obiettivi che abbiamo raggiunto, in modo che non potremo realizzare tutto subito. Tra le varie stanze troviamo l’infermeria, la stanza per lo staff, la stanza di controllo, l’armeria, la stanza di allenamento, quella per la ricerca, la centrale elettrica, la cucina, il freezer per i cadaveri, i dormitori e altro ancora. All’interno delle varie stanze è fondamentale collocare bene i vari oggetti. Ad esempio, nella stanza di controllo vanno disposti la scrivania del nostro avatar e il tavolo per le riunioni, nella stanza per la ricerca le varie apparecchiature, nella stanza di allenamento tutti quegli oggetti utili per la creazione di nuove unità. Inoltre, nelle stanze nelle quali i nostri servi dovranno lavorare potremo collocare un orologio. Questi scandirà i turni di lavoro e sempre grazie ad esso potremo collocare un maggior numero di servi in una determinata stanza piuttosto che in un’altra. A far lavorare di più e meglio i servi serve anche il nostro avatar. Collocandolo, infatti, vicino a uno o più servi farà crescere la solerzia e la precisione del lavoro di quest’ultimi. Agendo su una struttura, inoltre, il nostro avatar è anche in grado di renderla più produttiva. Un discorso a parte merita anche la ricerca. Insomma, Evil Genius è in grado di fornire delle novità anche andando molto avanti nel gioco. Per esempio, potremo cominciare a servirci della ricerca solo dopo aver completato l’obiettivo due e quindi un bel po’ in avanti nello svolgimento del gioco stesso. Di questi elementi ve ne saranno diversi. Ad esempio, gli scagnozzi o i vari tipi di unità o, ancora, le varie stanze saranno disponibili solo andando molto avanti nel gioco, il che rende quest’ultimo, lo ripetiamo, molto ben variegato. Certo, non dovremo far molto di più che continuare a gestire la nostra base e a compiere le varie missioni, ma potremo approcciare queste operazioni in maniera sempre diversa appunto perché le risorse a nostra disposizione cambiano. Tornando alla ricerca, a questa è dedicata una parte a sé stante dell’interfaccia. Nella modalità ricerca potremo sbizzarrirci sulle varie tecnologie da ricercare e migliorare. Per avviare una nuova ricerca dovremo avere nel nostro laboratorio una macchina per le ricerche, una banca dati e una o più apparecchiature sperimentali. Queste ultime vanno rubate in giro per il mondo e adattate al nostro laboratorio. Nell’interfaccia della ricerca avremo una serie di oggetti di partenza che dovremo combinare fra loro per ottenerne di nuovi. Gli oggetti di partenza saranno inseriti una volta che i nostri scienziati, girando per la base, saranno colpiti da un particolare oggetto e penseranno che è possibile migliorarlo o che, magari, possa essere la base per una nuova invenzione.
Insomma, come vedete Evil Genius è un gioco molto complesso con tutta una serie di meccanismi intrecciati tra loro e abbastanza difficili da individuare ad una prima occhiata al gioco. Il fatto che il software sia interamente in inglese, aggiunto alla complessità generale appena citata, ci ha portato ad aiutarci molto con il manuale: moltissime cose si scoprono solamente tramite quest’ultimo. Si tratta, quindi, di una complessità che sarà certamente ben accolta dagli appassionati del genere dei gestionali, ma che potrebbe far storcere il naso a chi si aspetta qualcosa di maggiormente immediato. Un altro aspetto negativo riguarda i cosiddetti tempi morti. Infatti, l’allenamento delle varie unità o la creazione di nuove stanze richiedono un lasso di tempo abbastanza elevato, cosa che rallenta di molto il ritmo di gioco. Insomma, a volte capita anche di dover aspettare decine di minuti prima di poter agire perché ci mancano gli uomini giusti, i soldi o le stanze necessarie per un determinato processo. Ma i lati negativi terminano veramente qui. Evil Genius è un gioco molto brillante, che si lascia giocare tranquillamente e che, soprattutto dai punti di vista della varietà e dell’originalità, dà il meglio di sé.

Quando il cartoon è videogioco
La grafica di Evil Genius è molto cartoonesca e riesce a ricreare perfettamente le atmosfere demenziali anni ’60 che il gioco richiede. Soprattutto le animazioni sono molto ben realizzate, fluide e divertenti. Insomma, è soprattutto grazie a loro che Evil Genius riesce a strapparci qualche rilassata risata, magari pensando ai tempi che furono e alle partite a Dungeon Keeper e soci. Molto belle sono anche le riflessioni, le quali ricoprono praticamente ogni superficie e sono calcolate rigorosamente in tempo reale. Certo, in Evil Genius non si può parlare di migliaia di poligoni, di effetti grafici di ultima generazione o di illuminazioni in tempo reale, ma quello che c’è si difende molto bene, regalandoci un impatto visivo assolutamente gratificante. Il tutto, inoltre, gira senza grossi problemi anche su macchine non proprio potentissime. Assolutamente positivo, forse ancor di più, è il discorso che riguarda il comparto audio. Le musiche di accompagnamento sono veramente molto ben realizzate, soprattutto il tema principale ci è parso di qualità sopraffina. Ottimi anche gli effetti sonori e l’audio direzionale, il quale più di una volta ci farà trasalire a causa di spie troppo agili nell’infiltrarsi o di macchinari che esplodono precocemente. Concludiamo, ribadendo che purtroppo Evil Genius è distribuito in Italia da Vivendi in una versione solamente parlata e scritta in inglese e che non è prevista una localizzazione in tempi brevi nel nostro idioma.

HARDWARE

Requisiti minimi:
Pentium III 800 Mhz o equivalente, 128 MB RAM, scheda video 3D da 16 MB DirectX compatibile, 1,4 GB di spazio libero su disco fisso.

MULTIPLAYER

Assente.

– Molto valido dal punto di vista gestionale
– Complesso
– Esilarante

– Troppi tempi morti
– Non adatto a tutti

8.0

Ci aspettavamo molto dal ritorno di Demis Hannabis al gestionale e, tutto sommato, non siamo assolutamente delusi, anzi. Evil Genius è un gioco fresco, divertente, esilarante e che richiede contemporaneamente materia grigia (nel districare le varie missioni enunciate in maniera sempre alquanto criptica) e una buona capacità organizzativa. Gli unici elementi negativi vanno indicati negli eccessivi tempi morti causati dalla lentezza nella generazione delle unità e nella creazione delle varie stanze e nella complessità di base dei meccanismi che, se da un lato potrebbe far felici gli appassionati del genere, dall’altro potrebbe allontanare molti potenziali giocatori. Per il resto siamo veramente contenti per il ritorno al genere dei gestionali di uno dei grandi maestri di questa tipologia di gioco. Non è un ritorno in pompa magna, perché Evil Genius resta un gioco di sordina, ma crediamo che si tratti di un ritorno che possa comunque soddisfare tutti gli appassionati di questo immortale genere.