Broken Sword – Il Sonno del Drago

A cura di Fabfab - 10 Febbraio 2004 - 0:00

Quando si tratta di mettere mano a vecchi classici c’è sempre un’elevata dose di rischio: qual è la cosa migliore da fare? Mantenere un gameplay il più possibile fedele all’originale, col rischio di non incontrare i gusti del pubblico moderno, oppure innovare più o meno pesantemente la struttura di gioco col rischio di scontentare l’appassionato cultore della saga?
“Broken Sword” affonda le sue radici in un passato di avventure grafiche divertenti ed assolutamente originali che negli ultimi tempi sembrano essere passate parecchio di moda: ha senso tentare di resuscitarle? E con quale formula?

Il mondo è in pericolo…un’altra volta!
Tutto comincia con un aereo che precipita in Congo ed un omicidio a Parigi perché a rimanere coinvolti in questi episodi sono George Stobbart e Nico Collard: ben presto i due si troveranno coinvolti in un’antica cospirazione collegata in qualche modo agli sconvolgimenti che recentemente stanno imperversando sulla terra. Spetterà alla nostra ironica coppia riunirsi e cercare di venire a capo dell’intricata faccenda!
Broken Sword – Il Sonno del Drago presenta, allo stesso tempo, elementi di continuità e di distacco verso i suoi due illustri predecessori: innanzitutto il titolo non è più un’avventura punta e clicca come ai bei vecchi tempi, se non in alcuni rimandi del sistema di gioco. Al posto del cursore da spostare sullo schermo per far muovere i personaggi e farli interagire con l’ambiente oggi è possibile spostare semplicemente George e Nico col tasto direzionale: invece che spostare la freccia sopra tutti gli elementi del fondale nell’attesa che questi cambi forma e si possa, in tal modo, compiere un’azione, questa volta dovremo semplicemente (e più naturalmente) guardarci attorno. Le possibilità d’interazione vengono evidenziate dal brillio dell’oggetto (ma solo se lo stiamo osservando) oppure dalla comparsa del tasto azione sullo schermo: è stato infatti adottato un sistema che definirei “alla Zelda”; in basso a destra sono posizionate le icone dei quattro tasti principali della nostra Xbox (A, B, X, Y), ad ognuno dei quali viene assegnata l’azione o una delle azioni esperibili in quel momento. Tanto per capirci, di fronte ad una porta sbarrata con un tasto potremo cercare di aprirla, con un altro sbirciare dal buco della serratura, con un altro ancora accostare l’orecchio per percepire eventuali rumori: l’unica differenza con Zelda è che non saremo noi a scegliere le azioni da associare ai tasti, ma queste compariranno automaticamente ogni volta che potremo in qualche modo interagire e non c’è possibilità di compiere altre azioni oltre a quelle contemplate.
L’altra grande novità del titolo è il suo debutto nella terza dimensione: proprio allo sbarco nel 3D dobbiamo la conseguente decisione di mettere a riposo il cursore, a vantaggio di una maggiore libertà di movimento. Protagonisti ed ambienti perdono quel look fumettoso che li aveva contraddistinti fino ad ora in favore di figure più realistiche ma non per questo meno carismatiche; gli ambienti guadagnano una maggiore profondità e verosimiglianza, con inquadrature fisse e molto cinematografiche.

George e Nico
L’ingrediente principale del gioco sono ovviamente gli enigmi, presenti in dosi massicce: anche in questo caso è stato tuttavia operato un significativo cambiamento e le sfide demenziali e spesso “assurde” dei precedenti titoli lasciano il posto a puzzle decisamente più logici e per questo, forse, più semplici ed immediati. Per forza di cose i tasti di un pad sono limitati così come le azioni eseguibili, quindi oltre alla logicità degli stessi un altro limite è rappresentato dalle poca varietà di azioni disponibili: provandole tutte prima o poi si imbrocca quella giusta! Alcune sfide, nonostante ciò, richiederanno parecchia pazienza e materia grigia per essere superate.
I puzzle variano dal semplice spostamento di casse o massi alla manipolazione di oggetti, da dialoghi mirati attraverso i quali ottenere preziose informazioni alla necessità di coordinare le azioni dei due protagonisti.
Per non stancare il giocatore con un’azione di gioco troppo ragionata sono state introdotte anche sezioni decisamente alternative: George e Nico possono correre, saltare, arrampicarsi, strisciare ed appiattirsi contro i muri e fanno ampiamente ricorso a queste loro inedite risorse anche se per lo più le azioni stesse sono guidate ed è impossibile sbagliare. Rimangono i cosiddetti action event, situazioni di particolare pericolo in cui occorre premere il pulsante indicato con la giusta tempistica per salvarsi: in caso di fallimento vi toccherà risorbirvi tutta la scena, ma difficilmente capiterà di doverli ripetere più di una volta.
A livello di sceneggiatura il titolo dà invece il meglio di sé con una storia intricata ed appassionante, molto cinematografica come locazioni e circostanze e con dialoghi brillanti e divertenti che riescono ad alleggerire anche i momenti più verbosi.

Grafica e sonoro
La grafica è molto buona pur non raggiungendo il livello che ci si sarebbe aspettato su una Xbox: le texture avrebbero potuto essere più definite, le inquadrature fisse sono spesso spettacolari ma talvolta possono creare qualche problema, le animazioni dei personaggi sono pregevoli ma i loro movimenti sono funestati da frequenti scattosità. La cosa che però irrita maggiormente sono gli infiniti, frequenti caricamenti, la cui insistenza spezza troppo spesso l’azione di gioco e la cui lunghezza sembra superiore addirittura a quelli della versione per PS2!
Ottimo, infine, l’audio, con una colonna sonora all’occorrenza epica e d’atmosfera ed un doppiaggio in italiano per una volta di buona fattura, grazie a dialoghi brillanti e all’umorismo dilagante in ogni situazione.
Molto buona la longevità, che vi terrà impegnati parecchie ore, specie i meno avvezzi al genere, senza tuttavia risultare mai frustrante.


– Ottima trama e dialoghi brillanti
– Protagonisti carismatici a cui ci si affeziona subito
– Enigmi vari ed impegnativi, senza eccedere


– Alcuni enigmi sono fin troppo pacchiani
– Tecnicamente non perfetto
– Per i più smaliziati potrebbe risultare più facile del previsto


8

Tornano George e Nico, più in forma che mai (e non solo in senso figurato, aspettate di vedere il fisicaccio di lui e le curve di lei!) e per un genere che sembrava definitivamente passato di moda si riapre uno spiraglio di speranza: Broken Sword – Il Sonno del Drago riesce a rinnovare la vecchia formula delle avventure punta e clicca, aggiornandolo alle esigenze dei videogiocatori odierni. Qualcosa, inevitabilmente, è stato sacrificato, qualcos’altro è stato aggiunto ma il risultato finale è un prodotto convincente sotto ogni aspetto: forse i veterani storceranno il naso per l’assenza del puntatore e il sensibile abbassamento del livello di difficoltà, ma tutti gli altri si troveranno di fronte ad un ottimo prodotto, con una trama avvincente e terribilmente appagante da giocare. Peccato solo che a livello tecnico non siano state sfruttate a dovere le potenzialità di Xbox: ancora una volta il multipiattaforma incide negativamente su un videogame che sarebbe stato sicuramente migliore se sviluppato in esclusiva per la console.




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