Asylamba: Influence, la recensione di un rts-puzzle game fra le galassie

By |giugno 7th, 2018|Categories: RECENSIONE|Tags: |
A parte il nome pressoché impronunciabile e che mi ricorda – non chiedetemi perché – un qualche tipo di danza latinoamericana, Asylamba: Influence è una delle più piacevoli sorprese di questa prima metà del 2018. Vuoi perché del tutto inaspettata – fa parte di quei titoli di Steam che spesso passano senza lasciare alcun segno – vuoi per il suo costo veramente economico – stiamo parlando di un prodotto venduto a circa 5 euro – l’opera realizzata da Gil Clavien, Noé Zufferey e Jacky Casas ha subito fatto breccia nel mio cuore e si è rivelata una formula fresca e dinamica, capace nel suo astrattismo estetico di nascondere una componente strategica di tutto rispetto. Pur non avendo le ambizioni di uno Stellaris o di un Endless Space 2, Asylamba: Influence è uno di quei passatempi perfetti che, senza nemmeno che ce ne si accorga, diventa la droga di cui non si può più fare a meno.
Uno spazio da dominaree
Si parla di strategia in tempo reale, si parla di galassie da conquistare e di pianeti da colonizzare e la prima immagine a cui corre la mente sono quegli enormi vascelli spaziali di Homeworld, oppure i duelli senza fine tra gli sciami Zerg e i Marines di StarCraft. Bene, in Asylamba: Influence non c’è nulla di tutto ciò, scordatevi esplosioni e pew-pew fra le stelle, perché la forza della propria fazione non è legata alla potenza dei suoi cannoni, ma all’influenza che i suoi emissari sono in grado di esercitare sui corpi celesti non ancora colonizzati. Questo approccio pacifista è il cuore di Asylamba: Influence e ha permesso al team di dar vita ad un design semplice e allo stesso tempo innovativo, (più o meno) senza spargimento di sangue, ma non per questo meno spietato e agguerrito. 
Le regole del gioco sono semplicissime e, soprattutto, sono sviscerate fin nel minimo particolare nel lungo e approfondito tutorial, passaggio obbligatorio prima di accedere ai due capitoli principali della campagna. In questa serie di missioni introduttive viene spiegato come esercitare la propria influenza sui sistemi confinanti con la propria capitale, meccanica che ruota attorno a quattro tipologie di unità: gli eruditi, i preti, gli artisti e, infine, i commercianti. Per ciascuna di queste figure esiste un parametro corrispettivo indicato sui vari pianeti e, più è basso tale valore, con più semplicità l’emissario “colonizzerà” il corpo celeste. Questi ultimi sono inoltre caratterizzati da un valore legato alla popolazione, un numero che, al suo crescere, indica un tasso di difficoltà maggiore per le proprie unità, che dovranno essere utilizzate in modo più copioso per far entrare il pianeta nella propria confederazione. Questa è la meccanica di base di Asylamba: Influence, attorno alla quale i dev hanno però intessuto una serie di bivi e di decisioni che vanno ben oltre il sistema carta, forbice e sasso – anche se qua le variabili intervenienti sono quattro – nel momento in cui entrano in gioco le fazioni nemiche, fase dove alla mera azione si sovrappone anche la reazione.
Una colonia fra le stelle
Il sistema di gioco comprende molteplici ingredienti, senza però arrivare ad eccessive punte di difficoltà e ermetismo, anche grazie ad una UI chiara e di semplice lettura, basata su un sistema di icone che rimandano con immediatezza ai vari nodi che collegano tra di loro tutti gli elementi, ad esempio nella somiglianza visiva tra tipologia di unità e corrispettivo parametro del pianeta. A questo si aggiungono poi i box testuali che chiariscono il significato di tutto ciò che sta a schermo, siano essi gli edifici, siano esse le risorse economiche o il prestigio accumulato. Inoltre, il gioco è quasi interamente tradotto in italiano, quasi perché alcune linee sono state dimenticate e sono localizzate o in francese o in inglese. Il bilanciamento dell’azione è mantenuto tramite vincoli necessari, come i costi di reclutamento per gli agenti, il loro numero limitato e la quantità di risorse per reclutarne di nuovi. Asylamba: Influence è un titolo capace di coniugare la strategia in tempo reale con elementi da puzzle game, perché la conquista del prossimo pianeta ha molti tratti in comune con un vero e proprio enigma, dati gli stretti confini entro cui ci si può muovere: ogni corpo ospita un singolo edificio, un eccesso di unità fa precipitare l’economia e non tutte i nodi sono collegati tra di loro e la strada verso la conquista della capitale altrui non avviene mai in modo retto, ma segue le biforcazioni delle “strade” presenti nella conformazione della galassia. 
Una lotta senza esclusione di colpi
Come detto, è però nell’interazione contro le altre fazioni che Asylamba: Influence dà il meglio di sé, soprattutto quando ci si trova a fronteggiare più nemici sulla stessa mappa: in momenti come questo è necessario mantenere i nervi saldi perché, pur non risultando un gioco frenetico, bastano poche scelte errate per vedere invasa la propria capitale. Proprio per questo motivo ho avvertito la mancanza di una pausa tattica e, abituato a schemi imposti dalla maggioranza di titoli di questo genere, premevo senza risultato la barra spaziatrice, nella speranza vana di fermare l’azione per pianificare la prossima mossa. Mentre i vostri agenti vengono spediti ai quattro angoli delle galassie, anche le altre potenze fanno altrettanto, in una rat race senza esclusione di colpi: per aver la meglio in questa lotta, occorre quindi sfruttare in modo sapiente i pochi edifici nei punti chiave, come l’antenna da piazzare in un pianeta di confine e utile per contrastare l’influenza degli agenti avversari, il duomo, l’arco di trionfo o il corrispettivo edificio unico per le varie fazioni, in grado di creare un raggio di influenza che si espande attorno al pianeta su cui è stato insediato o, ancora, il consolato, indispensabile per accumulare punti prestigio. Quest’ultima risorsa dà accesso ai tre poteri: l’assassino, che porta all’uccisione di un’unità nemica, l’accumulo immediato di fondi economici e il colpo di stato, un boost con effetto istantaneo sull’influenza posseduta su un determinato pianeta.
Siamo soli nell’universo
La formula ideata dal team funziona in ogni sua componente e le partite, soprattutto se giocate ai livelli di difficoltà più elevate, diventano una sfida interessante, senza mai scadere nell’inutile frustrazione. Spiace un po’ quindi vedere che le modalità di gioco presenti non vadano oltre il discreto: a parte il lungo tutorial, vi sono infatti due campagne, ciascuna composta da una decina abbondante di missioni, le quali richiedono circa 10-15 minuti per essere portate a termine. La durata complessiva è quindi piuttosto breve, anche se le ultime sfide necessitano di qualche tentativo prima di essere portate a termine. La vera pecca non è però la durata del gioco – in fin dei conti, per cinque euro, non si può pretendere di più – quanto piuttosto gli obiettivi che si ripetono di frequente tra missione e missione, dove l’unica differenza è la conformazione della “mappa”. Inoltre, l’assenza dei salvataggi in gioco è una scelta piuttosto strana, perché è vero che le missioni non durano più di una manciata di minuti, ma tale opzione viene ormai data per scontata. 
Oltre alle due campagne, ci sono anche le classiche schermaglie contro la CPU, dove il numero delle mappe può crescere a dismisura grazie allo strumento di editor, fucina senza fine di galassie e battaglie. Al di là di queste limitatezze strutturali, Asylamba: Influence è un titolo capace di dare davvero assuefazione, anche grazie al suo lineare, freddo e asettico aspetto estetico – ammetto di non fare testo, perché passerei ore a vedere vagoni muoversi in Mini Metro – e dispiace davvero non poter condividere questa sostanza stupefacente assieme ad altri giocatori. Purtroppo non è presente alcuna modalità multiplayer, lo so che sarebbe stato uno sforzo fuori dalla portata di un team dalle dimensioni ridotte, ma le sfide in accanite corse all’ultimo pianeta contro giocatori in carne ed ossa è un tarlo che farà ben fatica ad uscire dalla mia testa.

– La formula di gioco funziona alla grande
– UI semplice ed intuitiva
– Difficile quanto basta
– Freddo e asettico: come lo spazio


– Missioni poco varie
– Il sogno resta il multiplayer
– Mancano pausa tattica e salvataggi


8.0

Asylamba: Influence è quel gioco che non ti aspetti, capace di mettere in secondo piano e di farti dimenticare l’ennesimo titolo dal nome altisonante appena acquistato. La struttura di base, con quel suo mix fra strategia e puzzle game, è qualcosa di davvero innovativo, allo stesso tempo intuitiva e funzionale, ma per nulla banale. Il design del gioco non è infarcito da elementi futili, le interfacce sono comprensibili e l’AI – soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati – si rivela aggressiva e in grado di studiare strategie ben diversificate. Forse si poteva chiedere di più alle missioni in termini di varietà e il sogno proibito resta quello di veder spuntare la voce multiplayer fra le modalità di gioco ma, nonostante qualche piccolo passaggio a vuoto – come l’assenza della pausa tattica – l’ago della bilancia pende nettamente verso il promosso.