Recensione 11 min

Animal Crossing (Usa)

Una nuova vita
Tuu, tuuuuuu… ciuff, ciuff, ciuff, lentamente, mentre vi risvegliate dal lungo sonno, vi accorgete di trovarvi sulla carrozza di un treno; il sedile su cui siete seduti è di legno, come quelli di una volta, mentre nella fila davanti a voi sonnecchia un cinghiale che, ogni tanto, si sveglia di soprassalto, disturbato, forse, da qualche scossone della carrozza stessa. Dove accidenti vi trovate?
L’ultima cosa che ricordate è uno strano cane bianco con una chitarra… neanche il tempo di fare un po’ di chiarezza nei vostri pensieri che un gatto nero su due zampe e con un orribile maglione ad esagoni vi si para davanti per chiedervi l’ora, dopo di che vi si incollerà come un francobollo e non ci sarà verso di liberarsene per tutto il resto del tragitto! Il vostro strano compagno di viaggio è un tipo molto curioso: vuol sapere tutto di voi, come vi chiamate e dove siete diretti. Badate di rispondergli correttamente, mi raccomando, perché le informazioni che gli fornirete non saranno più modificabili per il resto del gioco! Il gattaccio ficcanaso finirà anche con lo scoprire che vi state dirigendo verso la città con l’intenzione di stabilirvici, ma che avete con voi poco denaro e nessuna idea di dove cercare casa (siete dei tipi che vivono un po’ alla giornata, lo sapete): per fortuna il suo amico Tom Nook sarà in grado di procurarci sia la casa che un primo impiego, in modo da racimolare i soldi con cui pagarcela. Gli basta fare una breve chiamata col suo cellulare ed ecco che il buon Nook verrà a prelevarvi alla stazione per portarvi a fare il giro delle case in vendita: ha così inizio la vostra nuova vita nella città dei vostri sogni!

Piattaforma:
CUBE
Genere:
simulazione
Data di uscita:
Sviluppatore:
Interno
Distributore:
Nintendo

Un mondo “reale”
Comincia così l’avventura di Animal Crossing, il gioco ideato da Takashi Tezuka, conosciuto in Giappone col titolo di Animal Forest ed uscito inizialmente sul N64, che raggiunge per la prima volta l’occidente o per meglio dire una parte di occidente, quella che parla americano! Eh si, solo in Usa potevano godersi questo capolavoro, questo almeno fino ad ora che, con l’aiuto dell’indispensabile freeloader anche i giocatori europei possono godersi le più impensate chicche provenienti da America e Giappone. Le scuse addotte per giustificare la mancata conversione spaziano dall’impossibilità di tradurre gli innumerevoli testi presenti nel gioco all’incapacità del videogiocatore medio europeo di apprezzare un titolo come questo: per fortuna l’uscita del dischetto blu (il sopraccitato freeloader) ha risolto il problema della miopia dei distributori nostrani.
Meno male, perché Animal Crossing (d’ora in poi solo AC) è uno di quei titoli destinati a diventare un momento irrinunciabile della vita videoludica del fortunato possessore!
Per chi non lo sapesse AC è un simulatore di vita virtuale, una sorta di The Sims rielaborato però dalla notoria fantasia malata dei programmatori nipponici, che sono riusciti a conferirgli un aspetto davvero insolito e demenziale ma, allo stesso tempo, terribilmente accattivante e coinvolgente: il gioco, semplicistico ed elementare all’apparenza, diventa ben presto una vera droga, che dà dipendenza ed è in grado di contagiare sia l’acquirente che eventuali amici o parenti e di diffondersi come una vera malattia.
Non creda chi abbia giocato a The Sims di aver già visto tutto e di poterne tranquillamente farne a meno, perché non è così! Questa “simulazione di vita quotidiana” ha luogo in un buffo villaggio popolato dagli animali più vari, con i quali è necessario interagire costantemente; la vita scorre in tempo reale, il gioco, basandosi per questo sull’orologio interno del Game Cube, è sempre perfettamente correlato al momento reale in cui lo abbiamo avviato per cui, giocando alle 22 di sera, ad esempio, il villaggio sarà immerso nel buio e gli abitanti staranno tutti in casa con le loro luci tutte accese, mentre alle 10 di mattina il sole splenderà alto nel cielo (sempre che non sia una giornata di pioggia) e tutti i vostri concittadini saranno indaffarati a svolgere le loro mansioni quotidiane. Così come nella vita reale il tempo scorre e le cose si modificano, così anche nel gioco le ore passano lentamente, al giorno succede la notte, cambiano le stagioni o le condizioni atmosferiche e sul nostro calendario si succederanno feste e ricorrenze particolari: Natale, Capodanno, il vostro compleanno saranno ricordati e doverosamente festeggiati!
Il bello, poi, è che l’intero gioco è stato programmato in modo da assicurare avvenimenti, festività, appuntamenti e quant’altro per almeno tre anni di vita virtuale.

Dura la vita…
Riprendiamo il discorso interrotto nel primo capitolo: Tom Nook vi vende la casa che avete scelto, ma, non disponendo voi della cifra necessaria all’acquisto, dovrete stipulare con lui un vero e proprio mutuo che vi consentirà di estinguere il debito mediante un comodo esborso mensile.
La casa, all’inizio, non è particolarmente grande (anzi, si tratta di uno squallido monolocale), né bella, né confortevole, anzi è proprio spoglia e triste, ma vi dovete per forza accontentare.
Tom Nook vi offre un comodo lavoretto part-time che vi permette di cominciare a racimolare qualcosina, giusto per le prime spese, anche se presto vi troverete a spasso. Comincia così la vita virtuale del nostro buffo alter-ego.
La struttura di gioco è semplicissima, quasi elementare: dovete riuscire ad integrarvi nella vita della piccola cittadina in cui risiedete, conoscere tutti gli abitanti (ognuno è un qualche tipo di animale) caratterizzati ognuno dal proprio carattere, da gusti e linguaggi differenti; quasi tutti i vostri vicini di casa sono molto buffi e capita di trovare po’ di tutto, dalla gattina fatalona al gorillone con baffi e smoking, dal gallo culturista alla cagnolina timida… in questo ambiente l’unico ad avere un aspetto vagamente umano è il giocatore (ma in realtà sembrate un bambolotto, con la faccia più o meno tonta).
Il gioco non ha uno scopo preciso, né una fine predeterminata: quello che dovrete fare è, semplicemente, “vivere” nei panni del vostro alter-ego digitale nella piccola cittadina che vi siete scelti (e che il gioco genera ogni volta casualmente: questo fa si che la città generata risulti sempre diversa per ogni giocatore!). Dovrete pertanto preoccuparvi di tessere tutta quella serie di rapporti sociali che contraddistinguono anche la vita reale: potrete interagire con i vostri nuovi concittadini chiacchierando con loro, facendogli dei favori (solitamente si tratta di recuperare per loro alcuni oggetti specifici, trovati i quali verrete ricompensati con soldi, oggetti ed amicizia), scrivendo loro delle lettere e facendogli anche dei regali.
Una particolare attenzione è stata dedicata alla comunicazione: avrete infatti la possibilità di dialogare con i vostri concittadini non solo utilizzando delle frasi precostituite (con il classico sistema delle opzioni multiple tra cui scegliere), ma addirittura scrivendo loro messaggi personalizzati da spedire via posta. L’IA del gioco è spesso in grado di interpretare le frasi che scrivete (sempre che, naturalmente, utilizziate la lingua inglese…) a patto che abbiate l’accortezza di ricorrere a frasi dal contenuto elementare; purtroppo può anche capitare che il destinatario non riesca a comprendere il significato e non vi risponda.
L’interfaccia per la scrittura delle lettere ha un aspetto simile a quello di una piccola tastiera: non è comodissimo digitare le varie lettere selezionandole con il tasto direzionale, ne convengo, ma almeno questa scelta spinge il giocatore ad evitare di formulare pensieri non troppo complessi.
Le attività con cui riempire le vostre giornate sono innumerevoli e tutte finalizzate ad uno scopo preciso; potrete pescare, andare a caccia di insetti, collezionare quadri, cercare fossili (tutte attività finalizzate alla raccolta di “materiale” per il museo cittadino), raccogliere conchiglie, scavare alla ricerca di tesori nascosti, seminare fiori, creare i propri abiti, piantare o tagliare alberi al fine di rendere più armonioso il paesaggio e tutte queste attività non sono che una parte delle tante cose che potrete fare, tutte finalizzate, almeno all’inizio, alla raccolta dei soldi necessari per estinguere il vostro debito con Tom Nook.
Una volta saldati i vostri creditori, potrete scegliere come meglio investire i vostri sudati risparmi, magari decidendo di ingrandire la vostra casetta (che da monolocale può essere ampliata fino a diventare una villa con più piani e con tanto di cantina dove conservare i vostri oggetti).
Nel negozio di Tom Nook e disseminati in giro per la vostra cittadina potete trovare ogni genere di oggetto: carta da lettere, frutta, mobilio, tappeti e mille altre amenità con cui abbellire la vostra dimora, oppure da vendere per racimolare soldi o da regalare agli amici. Pensate che, tra le varie chicche presenti, spicca in particolare la possibilità di trovare un NES con giochi incorporati: questi sono tutti dei classici titoli Nintendo dell’epoca che fu (personalmente ho trovato un gioco di golf ed un platform con palloncini…). E’ importante arredare con attenzione e, soprattutto, con gusto la propria abitazione perché periodicamente la vostra abitazione verrà visitata e giudicata da un’apposita commissione che vi assegnerà dei punteggi.
Da segnalare, infine, la possibilità di personalizzare la propria casa ed i propri abiti ed oggetti (ma solo alcuni, tipo gli ombrelli) mediante la creazione di textures personalizzate con un proprio disegno.

Il gameplay
L’interfaccia del gioco è comodissima ed immediata da padroneggiare; la gestione degli oggetti è un’operazione molto agile, anche se gli spazi a disposizione nel proprio inventario sono relativamente pochi (15 spazi in tutto). Probabilmente la poca capienza è un espediente pensato dai programmatori per costringere il giocatore ad incrementare sempre il volume degli scambi, necessari per racimolare soldi od altri oggetti.
Sono presenti, inoltre, degli inventari particolari dedicati espressamente catalogarvi gli insetti ed i pesci catturati.
Innumerevoli sono le possibilità di rapportarsi ad un titolo come questo: potrete decidere di giocare facendo delle lunghe sessioni di “vita virtuale” (ma ricordate che il tempo scorre come nella realtà: un’ora di gioco corrisponde ad un’ora anche nel mondo di AC), oppure di giocare più volte nel corso della stessa giornata, ad orari sempre diversi, giusto per vedere cosa accade nei vari momenti del giorno e della notte e quali cambiamenti avvengono nella cittadina. Quest’ultimo modo non deve sembrarvi inutile perché alcuni situazioni o determinati oggetti possono essere rintracciati solo in momenti o giorni determinati! Le cose da scoprire non finiscono mai e si trova sempre qualcosa di nuovo ogni volta che ci si avventura in questo piccolo microcosmo.
Sarete voi a dover determinare lo scopo della vostra vita virtuale (un po’ come accade anche in quella vera): potete scegliere di diventare i più ricchi della città e permettervi ogni sfizio, oppure di riuscire a costruirvi la casa più grande o la meglio arredata, improvvisarvi architetto e ridisporre piante e fiori in modo da rendere la cittadina più piacevole a vedersi o, semplicemente, più funzionale alle vostre esigenze, oppure ancora improvvisarvi ricercatore e puntare a trovare tutte le specie necessarie per riempire i padiglioni del museo.
Insomma, ognuno può creare nel gioco un mondo a propria dimensione, divertente, rilassante ma, allo stesso tempo, appagante, al punto da rendere una realtà il rischio che il giocatore si leghi troppo al prodotto che, se non maneggiato con cura, rischia di creare dipendenza: un tale livello di coinvolgimento è possibile, ma occorre saper apprezzare in pieno un gioco che fonde idealmente una mentalità alla The Sims ed un tipo di ambiente demenziale molto giapponese.

Grafica e sonoro
Ad una prima occhiata, il comparto grafico del gioco potrebbe apparire insoddisfacente, poco definito e decisamente poco spettacolare, una mera trasposizione dal N64: bastano pochi minuti, però, per abituarci alla particolare soluzione stilistica che i programmatori hanno adottato.
Ambienti e personaggi sono deliziosi, disegnati con uno stile cartoonesco e demenziale tipico di molti produzioni giapponesi, che riesce a rappresentare efficacemente la personalità di ognuno degli abitanti.
I modelli 3D dei personaggi sono buffissimi, semplici ma dettagliati allo stesso tempo; quasi tutti (voi compresi) sono caratterizzati da un enorme testone posato sopra un corpo relativamente piccolo. Inoltre i volti godono di apposite animazioni, atte a rappresentare efficacemente i loro stati d’animo: non farete fatica a comprendere quando i vostri amici si arrabbiano oppure gioiscono.
Il paesaggio, i colori cambiano con lo scorrere del tempo: dopo il tramonto la luce viene man mano sostituita dal buio, mentre tutti gli abitanti accendono i loro lampadari; con il trascorrere delle stagioni gli alberi cambiano (perdendo o mettendo su foglie e frutti), cadono neve e pioggia, nuovi abitanti arrivano ed altri se ne vanno. I pesci che potete pescare e gli insetti che inseguite cambiano anch’essi a seconda che ci si trovi in inverno piuttosto che in estate.
Il comparto sonoro è in linea con lo spirito del gioco: deliziosi motivetti accompagnano il nostro peregrinare, mentre gli effetti risultano davvero simpatici e divertenti. Ogni abitazione è fornita di qualche impianto stereo ed ogni settimana il cane K.K. propone una selezione di brani con cui ampliare la propria collezione (pensate che la qualità di riproduzione della musica che ascoltiamo dipende dal tipo di impianto audio di cui disponiamo!), senza contare la possibilità di comporre noi stesse le musiche che volgiamo ascoltare.

Il multiplayer
Animal Crossing è anche un gioco multiplayer come probabilmente mai ne avete conosciuti finora: innanzitutto la vostra piccola, ridente cittadina può essere abitata contemporaneamente da quattro giocatori, anche se questi non possono giocare in simultanea ma devono, per forza, alternarsi. In questo caso, però, i quattro personaggi non si incontreranno mai perché, mentre uno dei giocatore è “attivo”, i personaggi degli altri giocatori risulteranno irreperibili. Vi potrà però capitare che, chiacchierando con qualche abitante, questi vi accenni qualcosa riguardo agli altri giocatori, magari lamentandosi perché non gli scrivono, oppure facendovi vedere le lettere ricevute. Insomma, gli altri abitanti non si riducono a meri fantocci automatizzati, ma interagiscono con voi ed influiscono concretamente nella vita quotidiana della vostra ridente cittadina; no non sottovalutare, poi, la possibilità di intralciare gli altri giocatori parlando male di loro!
Una seconda opzione è data dalla possibilità di visitare (letteralmente) le cittadine create dai vostri amici, viaggio per il quale è sufficiente disporre della memory card col salvataggio in cui è contenuta l’altra cittadina et voilà, il gioco è fatto! In questo modo potrete visitare interamente la città costruita dal vostro amico, scambiare oggetti con lui, parlare con i suoi abitanti (e se risultate sufficientemente simpatici questi vi seguiranno nella vostra città, abbandonando quella del vostro amico), comprare presso i suoi negozi e così via…
Infine anche se non avete un amico sottomano da cui farsi imprestare la memory card, non importa! Si possono, infatti, scambiare oggetti anche senza consegnarli di persona; è sufficiente andare dal buon Tom Nook, scegliere l’oggetto da spedire e convertirlo in una password da comunicare, poi, al relativo interessato, affinché la riceva, basta solo conoscere il nome esatto del personaggio a cui recapitate l’oggetto e il nome della sua città.
E’ proprio questa interattività l’elemento che sta già coinvolgendo migliaia di giocatori che approfittano anche di internet per mettersi in contato fra loro ed avviare proficui scambi di oggetti tramite codice.
Queste possibilità completano ed arricchiscono un titolo che in singolo, a lungo andare, sarebbe potuto risultare limitato.

Periferiche
Oltre alla possibilità di coinvolgere gi amici per visitare le loro città e scambiare oggetti, è possibile, per chi dispone di un e-Reader (uscito solo in Giappone ed America) utilizzare le apposite e-Card, che permettono di scaricare lettere, canzoni o oggetti, tra cui i vecchi giochi per il NES.
E’ possibile anche collegare Game Cube e Game Boy Advance (tramite l’apposito cavo) e sfruttare così la console portatile della Nintendo per visitare una nuova locazione, un’isola tropicale altrimenti inaccessibile: solo collegando le due console apparirà tal Kapp’n, l’unico in grado di traghettarci su un’isoletta dove è sempre estate, ottima per rifugiarvisi quando siete stanche della vita di città. Dopo il primo utilizzo del collegamento, i dati dell’isoletta rimangono in memoria e, disponendo di un amico con un altro Game Boy Advance e un cavo di link, ci si può anche scambiare l’isola.

– Un gioco infinito
– Demenzialità e carinerie tipicamente nipponiche

– Se non entrate in sintonia con lo spirito del prodotto, lo odierete.
– Non ha un obiettivo da raggiungere, nè un finale

9.0

Animal Crossing è un gioco molto particolare: non c’è un obiettivo da perseguire se non quello che vi porrete voi stessi, il gioco non ha né inizio né fine, termina quando ve ne stufate voi, non c’è una storia a cui appassionarsi, perché la vita è già di per sé una storia, spesso vi troverete a smettere di giocare semplicemente perché in quel momento non c’è nulla da fare, come accade nella realtà quando ce la meniamo. Se tutto questo non vi turba, se non vi suona strano o, peggio, poco divertente, allora provate questo Animal Crossing e potreste trovare il gioco che diventerà vostro inseparabile compagno per i prossimi mesi.
L’implementazione di un legame a doppio filo con il calendario reale è un punto di forza da non sottovalutare: vi capiterà di alzarvi presto la mattina per accendere la console ed andare per funghi prima che i vostri amici si sveglino e razzolino tutto, oppure vi troverete ad aspettare con ansia il giorno del vostro compleanno per ricevere i regali dagli altri animali…
Animal Crossing è un titolo capace di coinvolgervi in maniera totale, al punto da farvi dimenticare che la vita reale è quella che si svolge fuori dal vostro cubetto preferito: spesso, nel corso della giornata, vi verrà più di una volta la tentazione di giocarci giusto una mezz’oretta, magari solo per fare un salto da Tom Nook e vedere se gli sono quelle merci che aspettavamo, oppure per scoprire se qualche nuovo abitante ha traslocato nella nostra ridente cittadina.
Inoltre il divertimento aumenta esponenzialmente se avete degli amici con le loro città da farvi visitare oppure con cui scambiare oggetti.
Animal Crossing è un titolo immediato, coinvolgente, rilassante ed estremamente longevo: è una simulazione di vita ambientata in un bucolico mondo da favola ed ognuno è libero di giocarlo come meglio crede. Per giocarci occorre avere il Freeloader oppure una console ntsc: il gioco comunque vale tutti i soldi che costa, considerando anche che ha inclusa una memory card personalizzata (d’altronde il gioco, da solo, occupa tutta la memoria).
Sconsigliato solo a chi non conosca l’inglese, a chi odia le simulazioni di vita o non concepisce un gioco dove non esiste la minima traccia di violenza od altro!