AereA

Recensione
A cura di Doctor.Oz - 26 Luglio 2017 - 0:00

Esistono lavori e lavori, alcuni interessanti altri meno, alcuni impegnativi altri faticosi, ma di certo quello che spesso non si conosce è la pericolosità legata al nostro mestiere. Sì, avete capito bene, perché non sempre parlare e scrivere di videogiochi può essere semplice, in alcuni casi, addirittura, perfino pericoloso. Come in questo caso, quando in una ridente mattina estiva ci è stato dato il codice per recensire un giochino così musicale e colorato da non lasciar pensare al dramma che si sarebbe compiuto di lì a poco. E noi ignari, perseguendo l’ideale di un giornalismo sano ed obiettivo, ci siamo lanciati in questa nuova sfida offertaci dai ragazzi olandesi di Triangle Studios. E come è andata? Possiamo dire che alla fine ce l’abbiamo fatta, lo abbiamo completato e ve ne parleremo. Perché non è stata la difficoltà o la complessità del titolo ad intimorirci, ma i grandi sbadigli che esso ha generato a più riprese rischiando più volte di ucciderci con la noia. Ma noi, indomiti, siamo arrivati fino alla fine e siamo qui per potervene parlare. Proprio come dei veri sopravvissuti.


Sonata al Chiaro di Luna – Adagio
Quando si parla di titoli mediocri, si cerca sempre di distinguere le parti in cui quel determinato titolo affonda come un piombo nel pantano della mediocrità, e le parti in cui, magari per qualche bella idea, riesce a risollevarsi rendendo il giudizio meno categorico e più incline a ritrattazioni di tutti i tipi. Bene, con AereA non è mai così, a partire dall’incipit della storia, passando per il gameplay e arrivando alle considerazioni legate allo stile utilizzato. Ma procediamo per ordine. Catapultati in un mondo magico e musicale, conosceremo Guido e Demetrio, due direttori d’orchestra dai nomi improbabili e tra loro amici fraterni. Essi, oltre a comporre della buona musica, sono degli studiosi occulti ed amano studiare la magia insita negli strumenti musicali. Tra gli strumenti studiati, spiccano degli Strumenti Primordiali, potenti reliquie che permettono a chi le suona di avere dei poteri strabilianti. Demetrio, che è sicuramente più furbo di Guido e che capisce che studiare fa bene sì ma molto meglio avere dei poteri illimitati con i quali governare il mondo, decide di impadronirsi delle Reliquie e di mettere a ferro e a fuoco il mondo conosciuto. Sarà allora di una task force formata da quattro intrepidi eroi scelti da Guido in persona e muniti di strumenti musicali, il compito di ritrovare quelli potente reliquie e di riportare pace ed ordine in un mondo diventato oramai disarmonico, invaso da esseri malvagi che hanno corrotto la bellezza della musica. Una premessa che di certo non ci ha fatto balzare dalla sedia, triste preludio del dramma che si compie una volta avviata la prima partita. Fin dai primi momenti, difatti, AereA ci appare come la brutta copia dei suoi predecessori presentandosi con sistema di gioco basato su alcuni famosi dungeon crawler (qualcuno ha detto per caso Diablo?) ma derivativo a tal punto da ridurre ai minimi termini il sistema di loot e di crescita del personaggio. Ma andiamo con ordine, che di strada ce n’è ancora da fare e siamo solo al primo movimento.




Sonata al Chiaro di Luna – Allegretto e Presto Agitato
Come in tutte le sinfonie o nelle grandi opere liriche, dopo un’apertura maestosa e inebriante condotta per mano da un motivo spesso sottile, si entra nel corpo principale della sinfonia cercando di riprodurre quello stesso motivo e declinarlo in modi diversi al fine di dare aria e spazio all’intera opera. Ecco, con AereA questo non succede e se potessimo paragonarla ad una grande opera lirica sarebbe il Barbiere di Siviglia di Rossini riprodotto come farebbe Elio, e cioè con una nota solamente. Perché quello che i ragazzi di Triangle Studios offrono è un gioco senza intensità, sempre uguale a sé stesso, ripetitivo e noioso. Ed il perché è presto detto. Messi di fronte al gameplay, ci siamo subito accorti di quanto esso non sia altro che una riduzione ai minimi termini di altri gameplay classici, oramai rodati negli anni da intere generazioni, ed implementato in una struttura di gioco vista e stravista senza di fatto aggiungere nulla di nuovo. Peggio, tramite un processo inevitabilmente derivativo forse dovuto alla mancanza di risorse e mezzi, Triangle Studios è stata costretta a ridurre all’osso un gameplay già di per sé classico, quindi visto e rivisto, senza poter inserire nessuna vera novità. E ciò è chiaro fin da subito nel momento in cui dovremmo scegliere tra uno dei quattro personaggi selezionabili, differenziati tra loro per tipo solo dal tipo di arma utilizzata, a distanza o ravvicinato, e di abilità. Seppur si presentino divertenti da usare nei primi istanti di gioco, la mancanza di un sistema di loot finirà, a livelli più elevati, nell’appiattirli terribilmente tutti uccidendo sul nascere qualunque varietà nel gameplay. Avete capito bene: in AereA, seppur si presenti come un dungeon crawler, manca un sistema di loot di equipaggiamento, rendendo l’avanzata nei livelli un mero trascinare avanti il personaggio, cercando di mandare nella tomba il più rapidamente possibile quanti più mob possibili al fine di accumulare note musicali che potranno essere convertite, una volta ritornati alla Scuola di Musica ovvero l’hub di gioco, in esperienza. Con l’esperienza guadagnata nei vari livelli, potrete far apprendere al vostro eroe nuove abilità o aumentargli quelle caratteristiche fisiche che gli permetteranno di avere più punti ferita, più mana o di arrecare più danni ai nemici sparsi nella mappa. Qui e lì capiterà di trovare qualche oggetto consumabile, utilizzabile in un menù di scelta rapida limitato a quattro slot, con il quale potrete ricaricarvi un po’ la vita o i punti magia, a seconda di cosa avrete bisogno. Durante l’avventura, una decina di ore in tutte, a parte orde di nemici con più di qualche problema di intelligenza artificiale, troverete la bellezza di otto boss, ognuno di quali ispirato ad un diverso strumento musicale. Idea carina se non fosse che spesso il motore di gioco nei momenti più concitati abbia cali di frame rate e perda inaspettatamente masse poligonali qui e lì. Fate attenzione anche ai ripetuti freezing: quando vi troverete circondati da parecchi mob, l’unica cosa che potete fare è pregare che non si blocchi. Prendete tutto questo e aggiungetelo ad un’inspiegabile mancanza di una infrastruttura online, e avrete il gioco noioso per antonomasia. L’unica cosa che potrà salvarvi da tedio ed insofferenza, è la presenza della co-op in locale, che in compagnia di qualche amico e di un pomeriggio di nullafacenza, potrebbe risollevare il vostro giudizio del titolo regalandovi del momentaneo buonumore.

– Colorato e musicale
– La co-op in locale


– IA che è tutto fuorchè intelligente
– Nessun multiplayer online
– Combat System noioso e ripetitivo
– Problemi tecnici, vari ed eventuali


4.5

Inquadrare AereA nel suo complesso è abbastanza facile: è una melodia fin troppo semplice che si ripete con costanza e assiduità, senza cambi di ritmo o di accordi, dall’inizio alla fine dell’avventura, gettando il videogiocatore in un baratro di noia e ripetitività senza pari. La mancanza di un’infrastruttura online è il deciso chiodo sulla bara di un titolo che l’unico vero problema che possiede (a parte gli evidenti limiti tecnici) è quello di non aver avuto il coraggio di cercarsi un’identità propria, decidendo di tentare la strada più facile e cercando un’identità pallida ed opaca. Troppo derivativo e semplicistico nelle scelte di gameplay e di stile, AereA è un titolo che non ci sentiamo in grado di consigliarvi, a meno che non abbiate qualche amico e tanta voglia di investire del tempo in un gioco insufficiente in tanti suoi aspetti.




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