Recensione 4 min

Ace Combat 4

L’adattamento di Ace Combat 3 fatto da Namco per il mercato occidentale aveva purtroppo subito una vera e propria mutilazione nella sua complessa e suggestiva trama, tanto da risultare un gioco scialbo e privo di mordente, ovvia conclusione, un palese insuccesso.
Namco per rendere più appetibile la sua saga a tutti gli utenti sparsi per il globo decide di non stravolgere l’impianto di gioco che era stato creato con il primo Air Combat e proseguito dal successivo Ace Combat 2.
AC4 pone molta importanza sulla trama e su come vengono descritti gli eventi. Un racconto accompagnato da delle illustrazioni narra della vita di un giovane orfano di guerra che viene adottato da dai gestori di un bar di una cittadina occupata frequentata da alcuni piloti di una rinomata squadriglia nemica.
Il protagonista del gioco (ossia voi), risponde al nome di Moebius One, inizialmente non coinvolto in questo preludio, si legherà sempre più alle fitte e drammatiche vicende di guerra e ciò porrà ad una profonda riflessione sulla tragicità dei conflitti bellici e come un questi possano traumatizzare la vita di un giovane fanciullo.

Piattaforma:
PS2
Genere:
simulazione-volo
Data di uscita:
Sviluppatore:
Namco
Distributore:
Sony

GIOCABILITA’
Struttutato in 18 missioni, AC4, ha un approccio alla battaglia tipico di questa saga, infatti invece di essere istruiti ed indirizzati alla distruzione di un determinato numero di obiettivi, verremo ogni volta buttati nel centro del conflitto ed in quel caso saremo noi a decidere quanti e quali obiettivi colpire in base alla loro importanza ed al tempo a nostra disposizione. Un espediente, questo, che inevitabilmente dota il gioco di una discreta rigiocabilità anche una volta terminato, dato che i bersagli saranno tanti e tali da rendere impossibile un loro abbattimento all’interno di una singola missione.
I controlli che ci pongono ai comandi del nostro caccia sono di una impeccabile precisione e praticità d’uso; semplici e complessi al contempo ma perfettamente gestibili dal giocatore.
Un’interessate ed inedita modalità aggiunta a questo nuovo episodio è la possibilità di sfidare un altro avversario umano tramite split screen, solo che la battaglia si svolgerà esclusivamente fra i due contendenti in uno scontro uno contro uno.
Le missioni risultano in generale, piuttosto emozionanti per chi è novizio della saga di Namco, i fan invece le troveranno troppo poco varie e rare di sostanziali novità. Questo non vuol dire che questi ultimi non possano rimanere appagati da AC4, anzi ritroveranno tutte le caratteristiche che hanno reso celebre il gioco in tutte le sue svariate incarnazioni ma un maggiore grado di sfida e tensione bellica sarebbe stata cosa gradita.

GRAFICA
L’elemento che stupisce maggiormente l’apparato visivo è la cura certosina con cui sono stati relizzati i veivoli; mai prima d’ora si era visto un livello di dettaglio così elevato, dettagli, apparentemente superflui agli occhi meno attenti, risultano fondamentali per tutti gli altri che sanno distinguere una produzione di prim’ordine da una di rango dozzinale.
Il bump mapping applicato sulle livree lucenti dei caccia, fa si che ogni rilievo, ogni sporgenza e protuberanza venga messa in evidenza.
Come non stupirsi poi nell’osservare l’interno degli abitacoli con la perfetta riproduzione della strumentazione con tutti gli interruttori al loro posto e tutti i led immancabilmente illuminati ed evidenti, soprattutto nelle missioni notturne.
Inutile rimarcare la stessa pregevole fattura nella struttura esterna degli aerei con flap ed aerofreni perfettamente funzionanti.
Il tutto è reso ancor più realistico dall’implementazione di luci ed ombre dinamiche che si proiettano sul veivolo reso lucente dal riverbero solare creato anch’esso come pregevole effetto hardware, oppure il fantastico effetto di distorsione creato dall’accensione dei post bruciatori.
Si sa la perfezione è un dono raro e se lo si può esprimere per i mezzi volanti non altrettanto si può esprimere lo stesso gaudio per l’elemento fondale, strepitoso se visto da una certa distanza, al limite del fotorealismo, “pixelloso” se osservato da vicino.
Comunque un elemento altamente trascurabile considerando la pregevolezza predominante del comparto grafico.

SONORO
Fenomenale, di pari passo con la grafica, il rombo scaturito dai reattori per ogni nostra accelerazzione è di un’ imbarazzante realismo, l’apporto degli effetti è una manna per il valore complessivo del coinvolgimento, elevato ancor di più dalle voci e dai messaggi via radio dei nostri compagni.
Le musiche che seguono le nostre gesta spaziano dai più comuni, ma sempre esaltanti brani rock (alla Top Gun per interderci) ad altri più intensi ed epici.

LONGEVITA’
Come detto la particolare struttura delle missioni invita il gioco ad essere ripreso in mano anche una volta finito, ma non tutti troveranno questo elemento di sprono per affrontare le già viste ambientazioni dei 18 stage a disposizione.

EYE-TREK
In concomitanza con l’uscita di Ace Combat 4, l’Olympus ha prodotto gli occhiali EYE -TREK (si possono vedere alcune immagini quì a destra). In pratica questa periferica se collegata alle porte Multi AV e USB della vostra PS2, tenterà di creare un’esperienza di gioco altamente “immersiva”, già perchè all’interno degli occhiali sono posti due piccoli schermi a cristalli liquidi che, se indossati ed attraverso un complesso sistema, darà la virtuale sensazione di trovarsi di fronte ad uno schermo da 52” visto da una distanza di due metri. Il risultato che si ottiene in termini di coinvolgimento è apprezzabile e sicuramente Ace Combat 4, per la natura intrinseca del genere a cui appartiene, è il gioco che meglio si adatta a questo genere di apparecchio.

Fenomenali modelli poligonali degli aerei.
Realistici effetti sonori.
Grande equilibrio tra simulazione e arcade game.

Pessima resa grafica del suolo ad una distanza ravvicinata.
Poca innovazione.

8.7

AC4 è tutto quello che un fan di questa saga si aspetta, divertimento, spettacolarità e giocabilità estrema ma ciò che differenzia questo gioco dalle altre produzioni del genere è l’elevato grado di coinvolgimento, sicuramente tutto questo lo si deve al passaggio su di un hardware potente che ha giovato enormemente al comparto audio&video e anche se non vi sono picchi di innovazione rilevanti rispetto alle precedenti incarnazioni del gioco, Ace Combat 4 è quanto di più vicino al feeling adrenalinico che solo un vero pilota Top Gun riesce a provare…almeno credo!