Xenon Racer in anteprima l’ultima gara su ruote

Un arcade racing come non se ne vedevano da tempo

Provato
A cura di Matteo Bussani - 15 Marzo 2019 - 15:06

Questo weekend ritorna la Formula 1, e se dovessi pensare che potrebbe essere l’ultimo campionato con veicoli a ruote della mia vita, vorrei che fosse il più bello di sempre. Xenon Racer nella finzione narrativa ci porta in un contesto simile, alle prese con l’ultimo grande campionato di veicoli a ruote in un ipotetico 2030 (neanche troppo lontano a pensarci bene). Una prospettiva tradizionale, interessante per dare al concept delle peculiarità di design e di gameplay inedite nel panorama dei racing.

Xenon Racer Provato

Xenon Racer a Cloud City

L’idea tanto originale è stata messa in campo da un team tutto italiano con sede a Milano, 3DClouds, che avrete già presente per il loro All Star Fruit Racing. Lo studio conta circa 20 persone di cui tutte con esperienza nel settore videoludico, con le idee chiare e la voglia di puntare in alto e realizzare titoli sempre più ambiziosi. Non facciamo fatica a credere nel loro progetto dopo aver visto il successo del loro primo gioco e l’evoluzione che c’è stata con questo Xenon Racer. Abbiamo colto così l’occasione per provare nei loro studi il titolo per iniziare ad avere un’idea sempre più chiara di quello che arriverà di qui a poco con la release definitiva.

A partire dal setting che vi abbiamo anticipato sopra, il gioco si identifica come un arcade racing game di vecchio stampo, con elementi presi a piene mani dalla tradizione videoludica del genere, Ridge Racer su tutti per avere un punto di riferimento. Le città del futuro ospitano circuiti di diverse forme e lunghezze. La loro caratterizzazione è molto curata, i designer di 3DClouds hanno preso le attuali ambientazioni e le hanno plasmate per renderle simili a una loro ipotetica versione 2030. Led, materiali lucenti e forme avveniristiche sono gli ingredienti base di questa ricetta. In totale troveremo 7 ambientazioni a loro volta suddivise in un totale di 40 circuiti. L’abbondanza non manca, e sicuramente ci sono piani per ingrandire questo numero con DLC ed eventi di vario tipo, anche se non ne conosciamo le forme.

Super Roads

Il driving-system

In quanto al sistema di guida tutto ruota attorno al concetto di drift. E come potrebbe essere altrimenti nell’ultimo campionato in cui le gomme possono stridere a contatto con l’asfalto? Con il doppio tap dell’acceleratore o la semplice pressione del freno si entra in uno stato di derapata controllata, che riduce il raggio di curvatura dell’auto e consente al giocatore di non finire contro il bordo pista. Con il drift si recupera anche una buona quantità di xenon che, una volta rilasciato, fa andare ancora più velocemente il bolide. Le meccaniche sono concettualmente semplici, ma sono da padroneggiare per riuscire a completare un giro senza urti. Questo ulteriore passaggio non è immediato, sebbene con le auto base e i primi circuiti ci sembrerà così. Gli urti sono da evitare perchè oltre a rallentarvi aumentano la percentuale di distruzione dell’auto che, arrivata al 100%, esplode per poi ripristinare il suo stato di salute, a fronte di una grande perdita di tempo.

A complicare il tutto troviamo un buon numero di auto, tutte modificabili per estetica e per performance (con tantissimi pezzi e possibili combinazioni), con caratteristiche tecniche agli antipodi. Ci sono auto bilanciate, altre totalmente votate al controllo e al drifting, mentre altre alla velocità. Ognuna è disponibile in due versioni, base e pro. La prima ha valori molto più limitati ed è abbastanza facile da gestire, la seconda invece è estrema e può dare grandi soddisfazioni a patto di saperne mantenere il controllo. E’ inutile che vi stia a ripetere i benefici e i malus di ciascuna, ma sappiate che la differenza fra di loro è abissale e trovare il setup giusto per ogni circuito è fondamentale per scalare le classifiche che saranno il vero cuore del gioco, oltre alla campagna, di cui per ora possiamo parlarvi pochissimo.

Splitscreen

Da soli, i coppia o in compagnia

Il gioco non latita poi nemmeno un sistema multiplayer, che funzionerà fino ad otto giocatori online e in due in splitscreen locale. Tutte queste funzionalità e modalità saranno disponibili al lancio per tutte le piattaforme su cui uscirà il titolo, compresa la piccolina di Nintendo Switch, incluse tutte le potenzialità multigiocatore online e in splitscreen. Si sta anche lavorando per avere piena compatibilità con un buon numero di volanti e aumentare le possibilità di gioco. Va da sé che, oltre alla qualità di Xenon Racer, che è evidente, ci sia un’attenzione particolare del team a tutti i dettagli accessori alla produzione che poi sono quelli che spesso non vengono considerati in fase d’acquisto, ma nel gioco vero e proprio fanno la differenza.

Lo stesso discorso lo si può fare sull’aspetto tecnico. Unreal Engine 4 è stato sfruttato a puntino dagli sviluppatori e offre una qualità dell’immagine di tutto rispetto con effetti di luce e modelli realizzati con dovizia di particolari. L’attenzione di cui sopra si trova anche nell’interfaccia e in particolare nei menù, interattivi con il garage alle spalle, e non semplicemente delle scritte con sfondo, come è capitato invece di vedere anche con team ben più blasonati.

Questa ulteriore esperienza con Xenon Racer ci ha lasciato ancora più soddisfatti che in passato. Il gioco è realizzato con grande cura da parte dei ragazzi di 3DClouds, che hanno piena consapevolezza dei loro mezzi e non vedono l’ora di farci mettere alla prova con la versione definitiva del gioco. L’arcade racing che ci portano alla nostra attenzione ha un setting efficace e un sistema di guida che poggia sulle basi del drifting mantenendo il gameplay semplice da capire ma profondo da padroneggiare. Non vediamo l’ora di vederlo all’opera su tutte le piattaforme all’uscita, fissata per il 26 marzo su PS4, XONE, PC e Nintendo Switch.




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