All-Star Fruit Racing | Recensione Switch

Certe ambizioni vanno prima di tutto inseguite. All-Star Fruit Racing è stato l’esordio di un team tutto italiano, che ha voluto omaggiare i primi anni del videogioco “di massa” con un videogioco di kart accessibile e divertente. Quando l’avevamo recensito su PlayStation 4 qualche mese fa avevamo detto che era uno dei pochi prodotti che poteva permettersi la pubblicazione in estate. L’ambizione dei 3DClouds è però continuata e il gioco è stato distribuito anche su Nintendo Switch. Oggi siamo qui per dirvi com’è andata.

All-Star Fruit Racing Switch

È come Sugar Rush, ma senza zucchero

Al nocciolo All-Star Fruit Racing non cambia rispetto alle altre versioni. Si tratta sempre di un videogioco di corse dall’anima squisitamente arcade, ambientato in un mondo surreale che ha come tema portante la frutta. Il plot non c’è e di nuovo va bene così, e il gioco stesso punta su questo proponendo il minor numero possibile di distrazioni: finito (o saltato) il filmato introduttivo si passa immediatamente al menu principale, dove scegliere un pilota, un circuito e partire. La maggior parte dei tracciati sarà però utilizzabile liberamente solo dopo averli sbloccati vincendo una delle coppe della Carriera, nei fatti la modalità principe dell’offline. In totale sono undici trofei (ciascuno con un tema portante e difficoltà crescente) che porta a un predeterminato numero di gare con classifica a punti. I circuiti così sbloccati saranno poi raggruppati nella modalità libera (gara singola, campionato e competizioni personalizzate) in cinque grandi isole (Cocosunshine, Winterkingdom, Papayagrove, Chungnook e Bananabay) da scegliere liberamente.

All-Star Fruit Racing Switch

Esattamente come sulle altre console il sistema di guida si regge sui due grilletti del pad, il destro per l’accelerazione e il sinistro per la derapata. Come ogni arcade che si rispetti più che la velocità massima a contare è la derapata, che il sistema di gioco incentiva con l’“effetto fionda”. Più si riesce a tenere la macchina in derapata più sarà alto il bonus di accelerazione ottenuta una volta raddrizzato il kart. Il tutto però senza esagerare, in quanto una derapata troppo lunga farà finire in testacoda. Volendo si possono completare le gare anche senza ricorrere a questa tecnica, ma se contro la IA si ottengono tempi accettabili anche semplicemente allenandosi sulla traiettoria ottimale di ogni pista, appena si va online o le cose si fanno più serie (come nelle prove cronometrate) molte volte non si riuscirà a vedere neanche la medaglia di bronzo.

All-Star Fruit Racing Switch

A livello di cast sono invece presenti ventidue personaggi, molti dei quali andranno sbloccati progressivamente (non fatevi ingannare se all’inizio sono tutte donne, ci sono anche gli uomini) e a cui è associato uno specifico frutto. Attorno a questa tematica concettuale si poggia tutto il gioco, che si professa un buon dispensatore di curiosità e indizi (specialmente durante i caricamenti) riguardo questi alimenti.

All-Star Fruit Racing Switch

Una mela al giorno…

All-Star Fruit Racing tenta però di non ridursi a un semplice esercizio di guida arcade, e tenta di aggiungere un elemento di imprevedibilità con i Fruit Tank. Si tratta di quattro serbatoi (celeste, arancione, verde e rosso, ciascuno corrispondente a una stagione) che una volta riempiti permettono di attivare un’abilità che permette di guadagnare velocità o di ostacolare gli avversari. A seconda della modalità il riempimento potrà essere automatico oppure compiuto raccogliendo i simboli corrispondenti sulla pista, ma in ogni momento potremo comunque scollegare uno dei quattro serbatoi per poter scegliere quale abilità utilizzare durante la gara attuale. Se invece vengono riempiti tutti e quattro si potrà attivare l’abilità unica del pilota. Nei fatti tale abilità è il solo discriminante (fuori dall’estetica) sulla scelta dei piloti. Né questi ultimi né i kart hanno infatti dei dati tecnici o differenze di prestazione, e se da un lato questo relega molto più le gare all’abilità del singolo giocatore, dall’altra rende il cast un po’ troppo monocolore.

Oltre allo sblocco di nuovi piloti e circuiti, la seconda grande categoria di ricompense ottenute sarà quella della componentistica per i kart. Nel menu è infatti presente l’opzione garage, che permetterà di personalizzare il proprio veicolo in ogni sua parte, dalla livrea alla componentistica. Di nuovo si tratta di una personalizzazione puramente estetica, che punta alla soddisfazione di vedere il proprio kart griffato sulle piste online.

All-Star Fruit Racing Switch

Nei fatti sono proprio le piste l’elemento più riuscito della produzione 3DClouds. I circuiti sono particolarmente veloci e mediamente piuttosto lunghi. Esteticamente virati su un’apparenza piuttosto esotica, presentano molte biforcazioni e percorsi alternativi. Ulteriore varietà viene conferita dai diversi tipi di gara (abilità casuali, abilità a caricamento, dragster, eliminazione) e dai campionati personalizzati. Dalle curve quasi verticali, salti surreali da altezze impossibili e salite che non fanno vedere la cima, passando per gare dove semplicemente conta arrivare alla fine del percorso la varietà non manca, aiutata da una buona colonna sonora e all’atmosfera colorata e surreale. Quelli più avanzati si distinguono decisamente in quanto sono ambientati su una fascia arcobaleno che corre nello spazio, la cui semi-trasparenza rende difficile calcolare distanze e traiettorie delle curve.

All-Star Fruit Racing Switch

Pranzo al sacco?

Come le versioni “sorelle”, All-Star Fruit Racing per Switch mantiene una buona solidità grafica. Il lavoro di conversione si può dire riuscito, e il gioco non perde un fotogramma sia quando è su TV che quando si decide di giocare in modalità portatile. C’è la possibilità di un multigiocatore online, ma ancor più in questo caso ci sentiamo di consigliarvi di giocarci in cooperativa locale. In tal senso ci sentiamo di evidenziare come la console Nintendo amplifichi non poco la vocazione al “party” del gioco, in quanto il programma riconosce i Joy-con come separati e permette di giocare in due senza troppi fronzoli. Il motore grafico da ugualmente buona prova anche in tali occasioni, anche se la scelta di escludere la mappa del circuito durante le corse del multigiocatore non piacerà a tutti. Va da sé che giocare su tablet con più giocatori è comodo solo fino a un certo punto.

All-Star Fruit Racing SwitchÈ però un peccato che tale vocazione contrasti con un comparto tecnico ancora non del tutto rifinito. La versione Switch non presenta gli stessi problemi che c’erano su PS4 quali texture caricate in ritardo, cosa che giova all’aspetto generale con paesaggi più uniformi e colori più accesi, ma sulla console Nintendo il gioco pecca sulla realizzazione delle ombre e sui caricamenti. Durante le gare vedrete infatti l’ombra disegnarsi in tempo reale a poca distanza dal vostro kart, creando un effetto che, seppur palese solo su TV, a volte fa veramente strano. Infine il gioco ha dei caricamenti stranamente lunghi, arrivando spesso a bloccarsi per qualche secondo quando ha a che fare con campionati o circuiti particolarmente elaborati.

-Veloce, immediato e con molte modalità
-Grafica colorata e tracciati variegati
-La portatilità gli si addice
-Cast un po’ anonimo
-Compromessi grafici, specialmente in modalità portatile
-Caricamenti eccessivi

7.2

All-Star Fruit Racing era e rimane un buon prodotto d’esordio, per quanto non eccezionale. Un videogioco di kart accessibile e divertente, oltre che spiccatamente “family-friendly”. Su Nintendo Switch il gioco si comporta abbastanza bene, anche considerando che su questa console la concorrenza in materia di videogiochi di kart è decisamente più “spietata”. Il gioco comunque mantiene un po’ di difetti congeniti, come la guida non eccessivamente tecnica e il cast monocolore. Dispiace poi vedere come i compromessi grafici (come il sistema di ombreggiatura non perfetto e i caricamenti un po’ troppo estesi) rovinino un po’ la sua riscoperta vocazione portatile.