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What the Golf è ciò di cui avete bisogno nella vostra vita – Recensione

Finge di essere un titolo di golf, invece è un demenziale e intelligente omaggio al videogioco: stiamo parlando di What the Golf e del perché migliorerà il vostro umore senza troppi sforzi

Avete presente il gioco del golf? Ecco, non c’entra niente con What The Golf. O, per meglio dire, c’entra solo di traverso. C’è la pallina, questo sì. E a volte, nemmeno sempre, c’è la buca verso la quale farla rotolare, placidamente o meno. Tutto quello che troverete in mezzo, invece, è il motivo per cui questo gioco, che abbiamo recensito al suo approdo anche su Nintendo Switch, è una di quelle cose di cui si ha bisogno nella vita per ridere senza troppo impegno.

Demenziale e geniale

What the Golf

Piattaforma:
PC, SWITCH
Genere:
azione, sportivo
Data di uscita:
Sviluppatore:
Triband
Distributore:

Il golf non sarà proprio uno sport per tutti – e non ne stiamo facendo un discorso di tasca, dato che di solito è identificato come lo “sport da ricchi” per antonomasia – ma le cose cambiano quando in quelle stesse meccaniche si incastra il piglio unico della demenzialità.

Proprio su quello, Triband Productions ha costruito l’intera struttura del suo What The Golf, che sembra un po’ la risposta, anche per la sua direzione artistica, a una domanda che legittimamente nessuno si sarebbe mai posto: cosa sarebbe accaduto se il golf e il folle Untitled Goose Game avessero (non sappiamo bene come) generato un erede?

Vi ritrovate così al centro di una campagna divisa in dieci macro-aree, ciascuna caratterizzata da diversi campi da golf da completare. La logica è quella che conosciamo bene: una pallina, una buca finale e l’obiettivo di raggiungerla con meno colpi possibili. Tuttavia, ben presto il fronte si ribalta e la tradizionale mazza, che potete controllare sia con i tasti direzionali che con il touch screen, diventa il pretesto per lanciare sedie da ufficio, pecore, razzi e qualsiasi altra cosa vi venga in mente – di livello in livello – verso l’obiettivo.

Le varianti sul tema sono tante, divertenti e a tratti geniali, per merito di un level design leggero ma ispirato, quasi mai proibitivo, in cui vi ritroverete a cercare di raggiungere la buca ora facendo ruzzolare direttamente il golfista, ora facendo i conti con l’orbita terrestre perché siete finiti nello spazio, ora trasformandovi in novelli Lionel Messi per prendere la pallina direttamente a calci – in uno scenario in cui la buca è diventata una porta degna del Camp Nou.

Non è tutto: una delle cose che What The Golf fa meglio, oltre all’offrire del sano e immediato divertimento, è omaggiare il videogioco. Chiunque conosca da tanto tanto tempo questo medium non potrà non ridere di gusto ritrovandosi catapultato dentro la reinterpretazione in chiave golf di Super MarioMetal Gear Solid, ArkanoidSuperhot, solo per citarne alcuni: già da questo, è facile comprendere quanto l’idea della pallina da far ruzzolare in buca sia stata stravolta, al punto che ci sono livelli da giocare in soggettiva mentre dei nemici vi sparano (ma solo se vi muovete, come in Superhot, appunto), telecamere di sorveglianza da eludere come novelli Solid Snake o goomba moderatamente arrabbiati che non vogliono farvi raggiungere la buca.

Il bello della sfida

Geniale nelle sue idee fuori da ogni logica e nelle fonti di ispirazione che di tanto in tanto omaggia, il level design di What The Golf è già un ottimo motivo per cui vi divertirete per parecchie ore (ne serviranno circa cinque per completare tutti i livelli, indicativamente) con il gioco di Triband. A questo si affianca però il fatto che ogni singolo livello sia stato anche impreziosito da sfide aggiuntive: dopo averlo completato, infatti, potrete affrontarlo per due livelli extra, in cui il medesimo campo da golf avrà delle varianti e potrebbe spostare anche la buca, chiedendovi di ripianificare il vostro approccio a fronte di nuove ostili follie che sono lì ad attendervi.

I livelli sono così ben progettati che gli stessi sviluppatori, ben consapevoli dell’ottimo lavoro svolto, hanno deciso di metterli a disposizione anche per delle modalità extra: all’infuori della campagna potrete infatti anche affrontare una sfida giornaliera, che mette insieme una sequenza di stage che dovrete completare, nel complesso, col minor numero di lanci – per entrare nelle classifiche online e far mangiare la polvere agli altri giocatori.

Anche in questo caso, la scelta è intelligente ed apprezzabile, poiché anche una volta terminata la campagna il giocatore sarà motivato ad affrontare le sfide e a tentare di ingegnarsi per completarle con sempre meno tocchi. Il livello di sfida è tarato con intelligenza: i livelli basici ci sono, ma sono controbilanciati da quelli in cui effettivamente dovrete aguzzare un minimo la materia grigia per arrivare nel modo più efficace possibile al vostro obiettivo.

E, visto che il videogioco competitivo è sempre un ottimo motivo per rovinare un’amicizia (Mario Kart, stiamo parlando di te), abbiamo apprezzato anche la presenza della modalità party: armati di un Joy-Con ciascuno, due giocatori possono sfidarsi contemporaneamente, seduti fianco a fianco, sullo stesso percorso, con la vittoria che andrà a chi avrà raggiunto per primo la buca il maggior numero di volte in una sequenza di livelli.

Va da sé che, tra barili esplosivi, automobili che tentano di far schizzare via la vostra pallina, improvvisati Giorgio Chiellini che difenderanno l’obiettivo cercando di non farsi dribblare e gatti neri che sosteranno proprio tra voi e la bandierina, il passo dalla sfida alla follia totale sarà ancora più breve, in compagnia di un amico – anche perché potreste ben presto finire a tentare azioni di disturbo e furberie di ogni sorta, pur di arrivare primi alla buca.

Immediatezza e intelligenza

Ci vuole una grande mente creativa, per mettere in piedi un videogioco pregno di follia che trasudi intelligenza da ogni singolo pixel – ed è un merito che vogliamo riconoscere ai ragazzi di Triband Productions. Sebbene i temi dei livelli, com’è naturale che sia, si ripetano via via (diverse sfide nello spazio, diverse che coinvolgono il calcio, diverse a tema Superhot e via dicendo), è apprezzabile la vulcanicità creativa dimostrata nell’introdurre variazioni a una formula che potremmo tradurre semplicemente in una fetch quest continua: consegna la pallina dal punto iniziale al punto finale.

Apprezzabile anche l’introduzione del supporto completo al touchscreen, che già era stato sfoggiato all’uscita mobile, anche se non lo abbiamo trovato particolarmente preciso e dopo poco ci siamo accorti di preferire continuare a prendere a mazzate la nostra pallina sfruttando gli stick analogici.

Lo schema di controlli è minimale e intuitivo, la fisica della pallina e degli altri oggetti nello scenario si fa prendere le misure abbastanza nel breve – il che significa che riuscirete a leggere in anticipo, modulando la potenza e scegliendo la direzione del lancio, quali effetti potrebbero esserci in caso doveste andare a schiantarvi contro una pila di scatole di cartone, o un cavallo appeso a dei palloncini a testa in giù (già). Si tratta di un dettaglio non di poco conto, perché riduce al minimo la frustrazione nei momenti di trial and error in cui, magari, potreste rischiare di tirare, tirare e tirare ancora prima di capire come far volare la pallina (o qualsiasi altra cosa stiate lanciando) oltre il calciatore maligno che vi sta fissando dal green.

A coronare il tutto è anche un comparto sonoro che ben si lega alle atmosfere di un videogioco felicemente sbilanciato verso il faceto rispetto al serio, aiutando a creare un’atmosfera da esperienza ludica mordi e fuggi leggera, stimolante e durante la quale chi sarà nella stanza con voi vi chiederà, e più di una volta, «ma stai ridendo da sola mentre giochi?».

+ Riuscirà a strapparvi sempre una risata
+ C’è tanto con cui divertirvi, anche con un amico
+ Omaggi continui al videogame
– Controlli touch fortunatamente ignorabili

8.5

What The Golf è una di quelle esperienze di gioco leggere e che non si prendono mai sul serio che si rivelano ideali per le sedute on the go su Nintendo Switch. Forte di una fisica intelligente che coinvolge oggetti tra i più disparati, il titolo è un divertente miscuglio di puzzle che di tanto in tanto legano i minimi termini del golf anche ai classici del videogioco, restituendo un risultato finale che brilla per level design, originalità e immediatezza.