Total War: WARHAMMER II – The Queen & The Crone, recensione

By |giugno 4th, 2018|Categories: RECENSIONE|Tags: |
Total War: WARHAMMER è il progetto più ambizioso di Creative Assembly e The Queen & The Crone, il nuovo DLC per il secondo capitolo, è l’ultimo tassello di quest’opera magna. Se il precedente Rise of The Tomb Kings è stata una vera e propria espansione, forse la migliore mai realizzata in tutta la saga ambientata nell’universo di Games Workshop, questa nuova aggiunta si configura come un prodotto più limitato e dall’impatto più contenuto, ma non per questo trascurabile. Come suggerisce il nome stesso, questo pacchetto aggiunge due nuovi lord alle fazioni degli Alti Elfi e degli Elfi Oscuri – gli indiscussi protagonisti di Total War: WARHAMMER II – assieme ai quali sono state introdotte due nuove fazioni per queste razze, rispettivamente Avelorn e Har Ganeth.
Il Bene…
Le protagoniste di The Queen & The Crone sono Alarielle, la Regina Eterna dell’Avelorn, e Hellebron la Decrepita, signora sanguinaria di Har Ganeth: l’alfa e l’omega, due esatti opposti che si bilanciano nella spietata corsa verso la conquista del vortice che si staglia in mezzo ad Ulthuan. I due nuovi lord leggendari rappresentano l’esatta contrapposizione tra due estremi, esasperano le differenze inconciliabili che da sempre straziano la razza degli Elfi e questa profonda dicotomia è stata sfruttata per inserire delle meccaniche di gioco nuove e uniche per queste nuove fazioni. Alarielle, compagna di Tyrion, signore di Lothern, è l’impersonificazione della natura, la reincarnazione della dea Isha, la maga più potente di Ulthuan, capace di sfruttare i suoi poteri per migliorare la felicità del suo popolo e l’ordine pubblico della propria fazione. L’Avelorn è una fazione degli Alti Elfi e come tale condivide con le altre le meccaniche propria della razza, grazie alle quali influenzare le relazioni tra le altre fazioni. Accanto a questa caratteristica, utilizzando Alarielle, si aggiungono però ulteriori livelli di complessità: la Regina Eterna e le regioni da lei controllate godono infatti di importanti bonus quando i territori dell’Ulthuan sono liberi dalle forze del male, ma all’opposto si scontrano con pesanti ripercussioni economiche, diplomatiche e belliche quando i villaggi e le città elfiche sono invase dalle forze del Chaos, oppure dalle tribù della Norsca. Situato nell’estremo settentrionale dell’isola, l’Avelorn è l’emblema della lotta tra Alarielle e la corruzione dell’oscurità e tutta la sua campagna è strutturata attorno al respingimento dell’invasione proveniente dal nord, grazie alla quale sono state introdotte missioni ad hoc e passaggi fondamentali che concorrono verso la conquista del Vortice. 
… E il Male
Se Alarielle rappresenta la luce, Hellebron è l’incarnazione dell’oscurità, la pura essenza della malvagità e come regina strega di Har Ganeth si nutre del sangue degli schiavi catturati in battaglia. Proprio come per l’Averlorn, anche questa nuova fazione di Elfi Oscuri condivide gran parte delle sue caratteristiche con quelle tipiche della propria razza, a cui si aggiunge però un uso innovativo degli schiavi. Questi ultimi devono infatti essere sacrificati durante la Notte della Morte, un rito da indire costantemente per mantenere in forza Hellebron ed unità la fazione. La sete di sangue e la necessità di carne fresca contraddistinguono le forze guidate dalla Decrepita per un’aggressività ancora maggiore rispetto a quella degli altri Elfi Oscuri e l’andamento della campagna è segnato da continui spostamenti, saccheggi e guerre, indispensabili per nutrire la regina. Senza schiavi da sacrificare, la fazione verrebbe infatti penalizzata da malus economici, ma soprattutto da pesanti deficit in battaglia per le unità, Hellebron compresa, che calcherà i campi fiaccata dalla fatica e con un morale inferiore. 
Nel complesso, le nuove fazioni introdotte rimangono fedeli al background della propria razza, di cui non stravolgono il modus operandi durante le fasi gestionali, con catene di edifici pressoché identici, ma grazie alle unicità di Alarielle e di Hellebron, attraverso i rispettivi riti, lo svolgimento delle partite viene impreziosito da pochi ma cruciali dettagli, che espandono anche la lore sempre più riccamente dettagliata di Total War: WARHAMMER II.
I roster
Gli eserciti che calcano il Nuovo Mondo – ma anche il Vecchio, perché se possedete anche Total War: WARHAMMER le nuove fazioni entrano nel computo di quelle utilizzabili nella campagna Mortal Empires – sono stati ulteriormente arricchiti da The Queen & The Crone, a partire ovviamente dai due nuovi lord leggendari. Alarielle è una maga tanto potente quanto fragile, capace di influenzare l’andamento dello scontro agendo soprattutto sulle proprie truppe. All’opposto, Hellebron è specializzata nel combattimento corpo a corpo ed è in grado di rendere le schiere degli Elfi Oscuri ancora più letali, forse anche troppo: alla prova dei fatti, grazie alle sue abilità attive e passive, la strega di Har Ganeth si è rivelata oltremodo efficace, capace di rendere pressoché invincibili ad esempio le Guardie Nere di Naggarond. Visti i suoi poteri, Hellebron rischia di diventare la scelta più scontata e ricorrente nelle sfide online, appiattite da una presenza sempre più invasiva di Elfi Oscuri. 
Accanto alle due protagoniste, le schiere delle due razze interessate sono state infoltite anche da nuove unità davvero interessanti. Fra gli Asur, l’aggiunta più interessante sono di certo le Sorelle dell’Avelorn, un’unità mista capace di attaccare dalla distanza e molto valida anche nel corpo a corpo, esattamente come le Guardie del Mare di Lothern, in grado inoltre di infliggere danni penetrati, utili a fermare le truppe dotate di scudi e armature. Assieme alle Sorelle dell’Avelorn, anche Guerrieri Ombra sono un’arma letale se sfruttata a dovere, soprattutto nelle fasi iniziali della battaglia, dato che possono essere schierate in avanguardia, hanno un raggio d’attacco decisamente buono e soprattutto possono sparare in movimento. Inoltre, Alarielle può reclutare truppe provenienti dalle file degli Elfi Silvani, come gli Uomini Albero e le Driadi, veri muri di radici e rami capaci di fornire un’ottima linea difensiva. Sul fronte opposto, i nuovi arrivi per gli Elfi Oscuri sono forse meno interessanti tatticamente – ma non esteticamente, perché i designer di Creative Assembly hanno fatto davvero un lavoro encomiabile – e sono adatti soprattutto a chi predilige un attacco frontale e rapido. Le Sorelle del Massacro sono la fanteria perfetta nel corpo a corpo e si gettano nella mischia con furia, ma l’assenza di un’armatura le rende fragili dal punto di vista difensivo. Grazie alla loro velocità, gli Stregoni dell’Apocalisse sono una cavalleria temibile quando coglie di sorpresa la propria preda, grazie anche alle magie che scatenano sulle file nemiche. Inoltre, infliggendo danni da veleno, possono rallentare e fiaccare le unità che si parano sul loro cammino. Infine, il nuovo DLC aggiunge anche i cosiddetti Reggimenti della Fama, variazioni di unità “ordinarie”, più costose e con statistiche decisamente più interessanti rispetto alle loro controparti.

– Due nuove fazioni sbloccate nella campagna
– Nuove meccaniche ad hoc per i nuovi lord…
– Interessanti nuove unità per gli Alti Elfi…


-… Ma nulla di sconvolgente
-… Meno ispirate quelle degli Elfi Oscuri
– Qualche dubbio sul bilanciamento di Hellebron


7.5

The Queen & The Crone è una piacevole introduzione e per il costo molto contenuto a cui viene venduta – all’incirca 7 euro – le novità possono tranquillamente valere il prezzo del biglietto. Ovviamente si tratta di un’aggiunta pensata per chi ama e utilizza principalmente gli Alti Elfi e gli Elfi Oscuri, mentre se vi dilettate con le schiere degli Skaven o con gli Uomini Lucertola, potete tranquillamente aspettare qualche novità più vicina ai vostri gusti. Dal punto di vista qualitativo, qualche novità interessante c’è, soprattutto dal punto di vista delle nuove truppe aggiunte, anche grazie all’arrivo dei Reggimenti della Fama, mentre le meccaniche inserite nelle campagne dei nuovi lord leggendari hanno una portata comunque contenuta e mantengono le fazioni sempre dentro i binari della propria razza.