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Total War: Rome Remastered | Recensione – Ricostruire un impero

Con Total War: Rome Remastered, Feral Interactive dona una nuova veste allo storico strategico, ma questa operazione nostalgia evidenzia anche la fortunata evoluzione della serie

È difficile parlare in modo freddo e distaccato di Total War: Rome Remastered. Feral Interactive – già team di sviluppo alle spalle dei port per macOS e recentemente per i sistemi Android – e SEGA hanno infatti deciso di ridar lustro a quello che viene ritenuto, a ragion veduta, uno fra i migliori capitoli della saga, il titolo che ha dato il via ad una fra i più longevi brand nel panorama degli strategici in tempo reale.

Total War: Rome Remastered

Piattaforma:
PC
Genere:
strategico
Data di uscita:
29 Aprile 2021
Sviluppatore:
Creative Assembly, Feral Interactive
Distributore:
SEGA

Sono passati ben diciassette anni da quel lontano 2004 e in questo lasso temporale la serie si è evoluta e ha abbracciato ulteriori contesti storici, fino a lasciarsi alle spalle le vicende di imperi e regni per dedicarsi anima e corpo all’universo fantasy di Warhammer.

La domanda è dunque molto semplice: come è invecchiato Total War: Rome e qual è il contributo di questa operazione lifting? La risposta è decisamente più complessa rispetto alla questione posta.

I contenuti

Partiamo con l’analizzare quello che oggettivamente può esser descritto senza troppa difficoltà, ossia i contenuti di questa nuova edizione. Total War: Rome Remastered è a tutti gli effetti un’opera onnicomprensiva e offre al giocatore, in un unico pacchetto, sia il titolo base che le due principali espansioni, dedicate alla campagna di Alessandro Magno e alle invasioni barbariche.

Sommando questo lungo arco storico, si procede quindi senza soluzione di continuità dall’età ellenistica fino al tramonto della civiltà classiche, una vasta parentesi al cui interno sono nate, fiorite e decadute potenze come la stessa Roma, Cartagine, le poleis greche o, ancora, le varie tribù galliche, tutti attori che possono essere interpretati in Total War: Rome Remastered e che garantiscono infinite ore di sana strategia.

Total War: Rome Remastered è un felice ritorno a casa

Se cercate quindi un modo rapido e conveniente per colmare qualche lacuna all’interno della vostra collezione, questa è di certo un’ottima occasione. Inoltre, con una lista di nomi via via crescente a cui dover prestare attenzione, Creative Assembly – la principale firma alle spalle spalle dei numerosi Total War – ha nel tempo quasi abbandonato l’edizione originale, che risulta ad oggi decisamente indigesta e mal ottimizzata per i PC moderni, con un supporto tecnico che lascia parecchio a desiderare. Non crediamo quindi di mentire se vi diciamo che Total War: Rome Remastered è senza ombra di dubbio il migliore – e forse anche l’unico – modo per rivivere l’epopea della Città Eterna. Più o meno, come vedremo oltre.

Le novità

Se facessimo un rapido sondaggio e chiedessimo ai fan della serie quale sia il titolo che ricordano con maggior affetto, molti risponderebbero senza troppo pensarci proprio Rome: Total War. Ecco, se questi stessi giocatori vedessero le reali fattezze del titolo originariamente pensato da Creative Assembly, le loro opinioni crollerebbero come un castello di carte. Capiamo l’effetto nostalgia e l’effettiva bontà di alcune meccaniche di gioco, ma basta recuperare qualche screen di oltre quindici anni fa per comprendere di come si stia parlando di preistoria videoludica.

Di lavoro per Feral Interactive ce ne era davvero tanto, a partire dall’UI. Non è questa la sede adatta per spiegare a fondo cosa sia un Total War e come sia strutturata la sua campagna, ma gestire durante i turni le varie città, gli eserciti e gli agenti era una mezza impresa. Per scorrere i vari menù occorreva infatti districarsi in un coacervo di interfacce per lo più vuote, cercare esattamente una voce finita chissà perché in un ambiente misterioso, il tutto mentre la mappa spariva letteralmente sommersa da tooltip, indicatori di cui si sarebbe fatto a meno ed elenchi che spiegavano ben poco.

La nuova UI permette di controllare rapidamente tutti le informazioni necessarie

La versione aggiornata è un mezzo miracolo sotto questo punto di vista. Le interfacce sono state infatti ricostruite da zero e poco hanno da spartire con la loro forma precedente. Ad esempio, gli edifici da costruire e le nuove truppe da reclutare sono ora racchiusi in un paio di comodi riquadri posti nell’angolo dello schermo, con un paio di scroll del mouse si accede ad una visuale tattica dall’alto o, ancora, i menù dedicati alla diplomazia sono ora rapidi ed intuitivi.

Allo stesso modo, anche le liste degli eserciti e degli agenti sono state aggiornate e in pochi click si ha a portata di mano lo status delle legioni, degli assassini o degli ambasciatori. Altri elementi sono invece stati presi in prestito dai capitoli più recenti, come le notifiche ad inizio turno e un sistema di avvisi ricco di spiegazioni e che mette al corrente di unità non utilizzate o di città sul piede della rivolta.

Le modifiche effettuate da Feral Interactive non si limitano alla componente strategica, ma anche le battaglie in tempo reale hanno avuto la loro abbondante dose di rimaneggiamenti. Il cambiamento più evidente mouse alla mano è il nuovo sistema di comandi o, per meglio dire, il sistema di comandi a cui siamo stati abituati nelle ultime iterazioni del brand. Nel lontano 2004 pianificare un attacco coordinato era un’impresa da veri generali ed era difficile dirigere con precisione le varie unità, che di conseguenza rimanevano impassibili davanti a devastanti cariche di cavalleria, oppure attaccavano in formazioni tutt’altro che ottimali.

Sensibili passi avanti sono stati effettuati anche nella gestione della telecamera. In passato le battaglie erano infatti inquadrate da troppo vicino, con una prospettiva schiacciata che impediva di tenere sott’occhio tutto quanto il campo di battaglia, mentre in questa edizioni lo zoom ha un arco molto più ampio.

Con un click si accede a tutta la mappa

Il modo migliore per apprezzare tutte queste novità è giocare un paio di turni con le impostazioni dell’originale Rome: Total War, per poi tornare immediatamente sui propri passi presi dallo sconforto al cospetto di una evidente arcaicità. Infine, pur non facendo gridare al miracolo ed evidenziando un netto distacco rispetto a Three Kingdoms e alla oramai – quasi – completa trilogia dedicata a Warhammer, anche l’aspetto grafico si presenta decisamente più al passo con i tempi, soprattutto durante le battaglie.

Le unità tutte identiche e fatte con lo stampino sono state sostituite con modelli differenziati, in modo tale da non assistere a delle antiche guerre fra cloni. Anche le animazioni risultano molto più fluide e, cosa molto importante, è finalmente possibile godere del titolo a risoluzioni maggiori e sfruttando tutto il potenziale degli schermi moderni.

Il giudizio della storia

In conclusione, Feral Interactive ha fatto un ottimo lavoro su questa rimasterizzazione e, se ci si attiene ad un giudizio tecnico, si può solo essere molto soddisfatti. Il discorso si fa più articolato se si giudica Total War: Rome Remastered tenendo in considerazione gli enormi passi avanti fatti dalla serie. Ritornare agli albori ha un effetto abbastanza straniante e ci si accorge ben presto di quanto alcune idee siano state superate.

Sui turni della campagna pesa infatti una evidente lentezza, dovuta ad esempio dal lento reclutamento delle truppe – si può arruolare solo una unità per città – dalla necessità di spedire gli ambasciatori ai quattro angoli della mappa per intavolare delle trattative diplomatiche o, ancora, dall’obbligo di dover imbarcare a mano le truppe per solcare il mar Mediterraneo.

Le battaglie sono spesso confuse e hanno ben poco di spettacolare

Per altri versi, Total War: Rome Remastered fa genuinamente sorridere per la sua semplicità, ai limiti dell’ingenuità. Rispetto ai capitoli moderni, gli insediamenti si contano sulle dita d’una mano, hanno una serie di edifici standard con poca personalizzazione, le fazioni sono molto generiche – per non dire proprio storicamente assurde in alcuni casi – e spesso la mappa si riempie di eserciti senza generali e composti da un paio di opliti.

Proprio su questo ultimo punto occorre spendere qualche parola in più ed agganciarsi ad uno degli aspetti meno migliorati in questa remastered: l’intelligenza artificiale. Senza giungere alla punte tragicomiche della versione originale, ancora una volta l’AI va in difficoltà quando si trova a dover gestire numerosi eserciti per coordinare un assalto ad una città e la situazione diventa ancora più spinosa quando si scende in battaglia.

La grafica ha subito piacevoli ritocchi

Durante gli scontri in tempo reale, le truppe nemiche restano spesso immobili o si muovono in modo decisamente fantasioso e un discorso analogo può esser fatto anche sul proprio esercito. Il pathfinding, soprattutto durante gli assedi, segue regole difficili da prevedere e alcune soluzioni tattiche, come impostare le unità da lancio in formazioni da schermaglia – che quindi fuggono in automatico davanti all’avanzata degli avversari – proprio non funziona.

Al di là dei rifacimenti grafici, il gameplay è rimasto quindi ancorato alle origini, con ben poche novità, come ad esempio i mercanti, le battaglie notturne – ora disponibili anche nel titolo base – o gli effetti climatici, tutti piccoli ritocchi che però non stravolgono le meccaniche di gioco.

Nelle battaglie l'AI risulta ancora parecchio arrugginita

Senza troppi giri di parole, se avete apprezzato gli ammodernamenti apportati dalle incarnazioni più recenti della serie, potreste quindi restare spiazzati al cospetto di schemi decisamente superati e quasi anacronistici.

Questo viaggio nel passato ci ha però ricordato anche di qualche chicca gettata nel cestino senza troppi onori, come gli epici discorsi prima delle battaglie, una colonna sonora indimenticabili o generali e governatori a cui affezionarsi turno dopo turno.

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7,0

Total War: Rome Remastered

Piattaforme: pc
Total War: Rome Remastered riesce perfettamente nel suo intento: portare ad uno standard moderno il titolo uscito originariamente nel 2004. Feral Interactive ha quindi lavorato di fino per costruire interfacce esteticamente appaganti e intuitive nella lettura, i modelli poligonali sono - nel limite del possibile - al passo con i tempi e acquistando un singolo gioco otterrete anche le due espansioni principali. Non ci troviamo quindi davanti ad uno di quei compitini fatti in fretta e furia tanto per giocare con i sentimenti dei nostalgici, ma anche i numerosi restauri eseguiti possono poco contro l'avanzare del tempo, che in questo caso si traduce con molte meccaniche rese obsolete dal progresso compiuto dagli altri Total War.

Pro

  • Interfacce degne di uno strategico del 2021
  • Sistema di comandi totalmente rivisto
  • Graficamente più che sufficiente
  • Tre giochi in uno
  • Per certi versi, ancora uno dei migliori Total War...

Contro

  • ... Ma decisamente superato per altri
  • L'AI non ha fatto grandi passi in avanti
7,0