Torchlight 3, un’identità ancora da trovare – Provato

A poche settimane dall'arrivo in accesso anticipato, l'ARPG di Echtra Inc. risente del suo turbolento sviluppo, ma Torchlight III ha tutto il potenziale per crescere e migliorare

Provato
A cura di Daniele Spelta - 7 Luglio 2020 - 10:05

Quella di Torchlight 3 è una storia lunga e in buona parte ancora da scrivere. Arrivato di recente in accesso anticipato su Steam, l’action RPG in salsa hack and slash creato da Echtra Inc. ha infatti alla sue spalle un percorso decisamente accidentato. Prima di diventare ufficialmente il terzo capitolo della saga iniziata nel lontano 2009, questo episodio era stato inizialmente chiamato Torchlight Frontiers, uno spin-off in puro stile MMO voluto soprattutto da Perfect World Entertainment, publisher cinese che, grazie ad un esborso di circa 8 milioni di dollari, si era assicurato i servigi di Runic Games, autori dei primi due episodi.

Questo salto nel vuoto, come era facile immaginare, ha causato non pochi problemi, fra cui la chiusura stessa di Runic, il passaggio di consegne a Echtra Inc. e, infine, il ripensamento complessivo del progetto e un ritorno alle origini. Come ci ha rivelato Max Schaefer – CEO di Echtra – questo ritorno alle origini è stato inevitabile: «La nostra community non è abituata al modello free-to-play, dopo aver semplicemente comprato Torchlight I e II. Perciò era una modalità poco adatta fin dall’inizio. Secondo, stavamo elaborando un piano di monetizzazione piuttosto leggero, ma abbiamo riscontrato comunque che i lunghi giri del gioco a sostegno di una monetizzazione continua stavano cozzando con lo spirito di rendere semplicemente le cose divertenti sul momento».

Abbandonate così le velleità Massive, Torchlight Frontiers è tornato ad essere semplicemente Torchlight 3 ma, a pochi giorni dal lancio in Early Access, sono ancora ben visibili le tracce di questo tumultuoso processo creativo.

Incidenti di percorso

Con la sua grafica colorata e i suoi toni cartoon, Torchlight II era riuscito a ritagliarsi una buona fetta di pubblico. Era il 2012, stesso anno del lancio semi-disastroso di Diablo III e, forse con troppa fretta ed entusiasmo, molti erano arrivati a definire l’hack and slash di Runic Games come la pietra tombale posta sul cadavere del classico targato Blizzard. Inutile dire che così non è stato e, superate le fatiche iniziali e svariate espansioni più tardi, Diablo III è ancora vivo e vegeto. Nonostante il mancato sorpasso, la voglia dei fan di metter le mani su Torchlight 3 – o Frontiers ai tempi – era più che giustificata, nonostante il silenzio, i rimandi e le cancellazioni. Purtroppo, almeno in questi primi assaggi, sono più i dubbi che le certezze, uno scetticismo che si riflette con forza nel giudizio impietoso degli utenti e delle loro recensioni lasciate su Steam.

Torchlight 3, un’identità ancora da trovare – Provato

Come spesso accade, anche i primi passi mossi da Torchlight 3 assomigliano più a dei tentoni nel vuoto che non ad un solido procedere. L’annuncio è avvenuto in pompa magna durante uno dei tanti eventi digitali che hanno sostituito l’E3, in contemporanea con l’apparizione del prezzo e della versione anticipata su Steam. Idealmente è la passerella perfetta: migliaia di giocatori collegati con la conferenza Guerrilla Collective immediatamente dirottati sullo store di Valve, portafogli alla mano. Peccato però che i server fossero tutt’altro che pronti e i tentativi di accesso – anche i nostri – venissero respinti per problemi non specificati.

Sessioni dalla durata di un minuto, crash nel bel mezzo di una quest e lag a dir poco fastidiosi: non il migliore dei biglietti da visita. Fortunatamente Echtra Inc. si è subito messa al lavoro e buona parte di questi errori è stata corretta, anche se permangono misteriosi rallentamenti quando ci si trova in zone affollate. Inoltre, almeno in questo accesso anticipato, Torchlight 3 richiede una connessione online costante anche se si opta per il singleplayer, una scelta abbastanza peculiare – e fastidiosa visti i disguidi iniziali – e che perdurerà fino all’arrivo della 1.0.

Torchlight 3, un’identità ancora da trovare – Provato

I dubbi sul futuro…

Gli interventi volti a migliorare la stabilità si susseguono senza sosta e, almeno su questo punto, si può solo fare un plauso all’impegno mostrato dal team di sviluppo. Superato l’ostacolo ci si sarebbe aspettati un’inversione di tendenza per i giudizi sulla pagina di Steam – e invece no. Perché? Il motivo è molto semplice: Torchlight 3 non sa cosa vuole fare da grande. Stilare un giudizio definitivo quando la road map è ancora lunga sarebbe ingiusto, ma se si guarda con attenzione cosa ha da offrire attualmente questo ARPG si resta abbastanza perplessi, soprattutto per quel che riguarda la personalizzazione del proprio personaggio e il sistema di quest.

Le classi presenti al lancio sono quattro e, in puro stile Torchlight, non sono i soliti archetipi fantasy già visti infinite altre volte. Avviato il gioco viene così chiesto di scegliere fra un mago del crepuscolo, un tiratore scelto, un forgiato, un mastrorotaia. Le prime due classi sono abbastanza autoesplicative, sono forse le meno interessanti e non hanno bisogno di molte presentazioni. Discorso diverso per il forgiato e il mastrorotaia. Il primo è un personaggio abile sia in melee che dalla distanza, ma soprattutto è un robot steampunk fatto di ferraglia e legno, una sorta di caldaia ambulante. Il secondo è invece un omaccione baffuto che, con il suo enorme martello, può evocare un treno nel bel mezzo della battaglia con tanto di torrette esplosive.

Torchlight 3, un’identità ancora da trovare – Provato

Un po’ per la loro estetica esagerata, un po’ per la capacità di sfuggire ai soliti canoni fantasy, almeno in apparenza i quattro protagonisti hanno tutte le carte in regola per esser dei degni compagni di viaggio attraverso i pericolosi dungeon di Novastraia. Se si scende nei dettagli ci si accorge però che la situazione è ben diversa. Inoltre, sempre stando alle parole di Schaefer, una quinta classe è già in lavorazione, anche se attualmente non è ancora stato deciso il modello economico da utilizzare, come espansioni complete o DLC più contenuti.

Torchlight 3 è un mezzo passo indietro se confrontato con il suo predecessore, in particolar modo per le skill e le possibilità di personalizzazione. Nel secondo capitolo ciascuna classe aveva a sua disposizione tre alberi delle abilità, al cui interno erano disposte a loro volta dieci tecniche da sbloccare. I numeri sono ora stati drasticamente ridotti, con solo sette skill che vanno a costruire due ramificazioni. Insomma, stiamo parlando di percorsi di crescita abbastanza spogli, con una gestione per le abilità molto semplificata e suddivisa in step che si sbloccano a livello 5, 10, 15 e 20. C’è poco spazio per la sperimentazione e le differenze fra le build per le varie classi finiscono con l’assottigliarsi pericolosamente, andando ad incidere negativamente sulla longevità di un titolo che dovrebbe proprio far della varietà sul lungo periodo uno dei suoi punti di forza.

Torchlight 3, un’identità ancora da trovare – Provato

Questa struttura semplificata ha anche delle ricadute sul gameplay, come si nota dal minor numero di shortcut attraverso cui attivare le skill, una scelta che chiaramente è stata pensata tenendo a mente la mappatura dei tasti su joypad. In un paio di sessioni ci siamo affidati proprio al pad di Xbox One e, con piacevole sorpresa, abbiamo scoperto che Torchlight 3 può essere tranquillamente giocato senza farsi venire i crampi alle dita tra infinite combinazioni sulla tastiera.

… Ma anche spunti interessanti

Consci di queste evidenti limitazioni, Echtra Inc. ha creato accanto agli skill tree altre modalità con cui definire nel dettaglio i propri personaggi, come ad esempio le reliquie, potenti artefatti da migliorare e che danno preziosi bonus durante gli scontri. Ad esempio, il nostro mastrorotaia era dotato di uno strumento chiamato Tormento, in grado  di evocare lo spirito di un ragno antico e di creare un’aura velenosa con cui indebolire goblin, zombi, ragni e tutti gli altri mostri che infestano gli anfratti oscuri di Novastraia. Inoltre, anche quando si sceglie di giocare in singleplayer non si è mai del tutto soli, vista la presenza di un companion – lama, gatti, gufi e altri animali e non solo – utile sia per infliggere danni aggiuntivi, sia per fornire bonus passivi e soprattutto per far da zaino di riserva in cui depositare i numerosi loot.

Le prime impressioni, come spesso accade, non dicono tutto. Torchlight III non è affatto un clicker game senza cervello e il vero errore è stato non metter subito in evidenza tutto ciò che è stato costruito attorno ai due alberi delle abilità tradizionali, come lo stesso Schaefer ha affermato: «Dobbiamo migliorare nel rendere questi sistemi visibili e comprensibili all’inizio del gioco, perché a una prima occhiata ai tradizionali alberi di abilità, il sistema sembra più piccolo. Le apparenze ingannano!».

Torchlight 3, un’identità ancora da trovare – Provato

Parlando proprio dei bottini, il drop rate è stato migliorato dopo un avvio così così e, almeno sotto questo aspetto, Torchlight 3 mette subito in mostra una buona quantità di armi e armature, che spaziano da sporchi calzari dal valore infinitesimale fino ad arrivare a loot leggendari di cui far bella mostra durante le sessioni in multiplayer. Inoltre, vista l’assenza di statistiche per i personaggi – non c’è traccia di forza, destrezze e altre caratteristiche – le armi possono essere utilizzate senza troppe limitazioni e nulla vieta di dotare il coriaceo forgiato con una rivoltella. Anche in questo caso si notano però delle mancanze e, se di elmi, pantaloni e spadoni ce n’è in abbondanza, la scheda del personaggio manca di spazi dedicati ad amuleti o anelli.

Il passato non si cancella

Complessivamente Torchlight 3 non è quel disastro totale che viene descritto dalla schiera di fan a loro dire traditi da questa nuova iterazione, ma è evidente l’eredità di alcune meccaniche e scelte tipiche degli MMO che ora hanno meno giustificazioni, come un’interfaccia composta da menù, tooltip e tasti inutilmente grossi e che spesso finiscono con il coprirsi a vicenda.

Una delle principali novità di questo terzo capitolo è il forte, un HUB personale da migliorare e potenziare con semplici ritocchi estetici e costruzioni più funzionali, come la forgia o l’altare su cui incantare gli oggetti posseduti. Proprio in questo spazio si sente con più forza l’eco di un passato da MMO. Molte delle funzionalità disposte nelle fortezze potevano essere trasferite senza problemi alle cittadine presenti nelle macro-aree e, difficile immaginare il contrario, tutte gli addobbi altro non sono che le vestigia dei potenziali acquisti in-game di un titolo free-to-play.

Torchlight 3, un’identità ancora da trovare – Provato

Con il passaggio ad una politica di vendita tradizionale è sparita questa economica ben poco limpida, ma è venuto così meno anche il senso di investire risorse solo per piazzare una panchina più piacevole nel bel mezzo della piazza. Questo non vuol dire che il forte sia uno spazio privo di senso. Infatti, come Schaefer in persona ha tenuto a precisare nella nostra chiacchierata che «quello che volevamo fare era rendere il  forte semi-pubblico. Vogliamo che i giocatori vedano i forti delle altre persone nel mondo e possano perfino usarli. Quando incontrate il forte di un altro giocatore, potete usare il suo tavolo di incantamento, per esempio, e qualunque ricetta di incantamento quel giocatore abbia appreso. Potete usare il suo Albero della fortuna come un tempio, per un incremento temporaneo alla percentuale di trovare oggetti magici.»

In conclusione, dopo un avvio stentato, Torchlight 3 ha tutte le carte per riscattarsi e la scelta di arrivare in accesso anticipato potrebbe rivelarsi proprio la mossa vincente, un’ancora di salvezza in grado di nascondere sotto il tappeto un lancio disastroso.

Se volete giocare su PC, vi raccomandiamo alcune proposte per tastiere da gaming che arricchiscano la vostra postazione.

- Esteticamente sempre piacevole e fresco
- Loot abbondanti
- Le reliquie e i companion sono una piacevole aggiunta...
- ... Ma attualmente manca ancora di profondità
- Rischia di essere un ibrido senza una vera identità
- Ancora qualche incertezza tecnica di troppo

La storia ci ha insegnato che il giudizio su certi titoli va sospeso in attesa di tempi migliori e, non a caso, Diablo III è il perfetto esempio vivente di questo concetto. Con questo augurio chiudiamo il sipario sul provato di Torchlight III, confidando che molte delle mancanze segnalate in questo accesso anticipato altro non siano che difetti di gioventù. Insomma, dobbiamo restare ottimisti anche davanti al netto cambio di prospettiva che ha subito la serie tra il secondo capitolo e questa ultima iterazione, figlia di idee accantonate durante lo sviluppo, ripensamenti e modifiche che rischiano di scontentare sia i tradizionalisti sia chi si augurava un totale distaccamento dalle radici.




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