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The Legend of Zelda: Skyward Sword HD | Recensione – Ritorno ad Oltrenuvola

Finalmente la seconda occasione che l'avventura più romantica di Zelda ha sempre meritato, anche in vista di Breath of the Wild 2.

The Legend of Zelda: Skyward Sword HD ci ricorda che la storia è ciclica. Nel 2011 l’avventura di Link usciva su Nintendo Wii, una console dei miracoli arrivata al limite dal punto di vista tecnico, intorno alla quale ci si iniziava ad interrogare sul suo futuro. Dieci anni dopo ritorna, in edizione rivista e corretta, per la prima volta definitiva, su Switch, una console dei miracoli arrivata a mostrare anch’essa i propri limiti, per fortuna non con Skyward Sword HD, e intorno alla quale ci si interroga sul suo futuro.

The Legend of Zelda: Skyward Sword HD

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
avventura
Data di uscita:
16 Luglio 2021
Sviluppatore:
Nintendo
Distributore:
Nintendo

Questo non è un dettaglio che serve solo a rubare qualche riga di questa recensione, ma è fondamentale per capire che Skyward Sword meritasse già all’epoca una vetrina migliore per essere presentato al pubblico.

Era il primo The Legend of Zelda a rompere le classiche dinamiche di gameplay del decennio (e spicci) precedente, con il compito di rappresentare anche l’origine di tutta la lore della saga. Zoppicando, con idee più o meno buone e fasi più o meno riuscite, era una produzione con l’unico problema di essere castrato da un hardware ormai preistorico e uno schema di comandi implementato in corsa che faceva le bizze per tutta la durata del gioco.

Lasciando da parte la retorica del “fanno solo remastered e remake”, è giusto che The Legend of Zelda: Skyward Sword HD esista perché, di fatto, non è mai uscito nella sua dimensione migliore. A questo proposito vogliamo togliere il dente e iniziare a parlare del gioco in sé: la questione prezzo.

 

Se siete tra quelli che considerano eccessivo il prezzo pieno per questo titolo non vi biasimiamo, né ho personalmente intenzione di farvi cambiare idea. Skyward Sword HD è stato rivisto dal punto di vista tecnico e il mondo di gioco non sembra fatto di granelli di polvere da due metri di distanza in poi, ha finalmente la possibilità di non utilizzare i sensori di movimento (nonostante i Joy-Con funzionino in maniera ottima), ed ha con sé una serie di piccoli ma fondamentali update alla quality of life. È sostanzialmente giocabile per la prima volta in maniera decente, togliendosi di dosso tutte quelle soluzioni anacronistiche o poco funzionali che aveva in origine.

Se tutto questo non vi convince, non sarà certo questa recensione a farvi cambiare idea. Perché The Legend of Zelda: Skyward Sword HD ha dalla sua anche un bagaglio niente male: ha introdotto le versioni embrionali molte delle cose meravigliose che avremmo visto in Breath of the Wild qualche anno dopo. È un titolo importantissimo per il franchise, lo è sempre stato ed ora lo si può apprezzare finalmente a tutto tondo.

Cartolina.

The Legend of Zelda: Skyward Sword HD, per chi non è mai stato ad Oltrenuvola

Quella di Skyward Sword è una vera e propria storia delle origini. Il racconto di come la Spada Suprema è stata forgiata, e di come tutti gli elementi fondamentali della lore di Zelda sono stati creati. Ed inizia, come ogni volta, con Link che si risveglia.

Oltrenuvola è un regno creato dalla dea Hylia per salvare tutto il popolo della terra dalla furia di Mortipher, un mondo fatto di isole galleggianti nel cielo in cui le persone vivono da un’eternità ormai, senza sapere cosa c’è al di sotto delle nuvole se non per le leggende ed i racconti tramandati da sempre. Oltre ad un’ambientazione evocativa come non mai ed una palette cromatica che rompe praticamente gli schemi di ogni produzione precedente, ma con un grande debito verso Wind Waker, The Legend of Zelda: Skyward Sword è l’episodio più romantico della saga, nel senso più letterale e suggestivo del termine.

Mentre Link si prepara verso il suo archetipico viaggio dell’eroe, che inizia con una competizione di Solcanubi che coinvolge i suoi compagni dell’accademia di cavalieri, Zelda si prepara a conoscere il suo destino, e quello di tutte le altre sacerdotesse che, come lei, si avvicenderanno nell’incarnare le spoglie terrene della dea Hylia. Il rapporto tra i due personaggi è, per la prima volta, molto più accentuato e caldo di quanto non si sia visto prima.

Zelda e Link nel prologo dell'avventura.

C’è un chiaro interesse amoroso tra i due, per la prima volta palese e non accennato o lasciato alle fantasie dei fan, ma che viene intralciato dal corso del destino come ogni avventura che si rispetti vuole. Il prologo che vi ritroverete a vivere è caldo ed avvolgente, forse lento per quelli che sono gli standard videoludici odierni, ma con una narrazione che vi farà subito amare il mondo di gioco, e farà venire in voi la voglia di buttarvi al più presto sotto le nuvole per scoprire cosa c’è.

Se giocherete dopo l’esperienza di Breath of the Wild probabilmente vi ritroverete confusi. Perché The Legend of Zelda: Skyward Sword HD ripropone ovviamente i “vecchi” Zelda, quelli precedenti alla rottura dell’episodio per Wii U e Switch. Produzioni che si basavano su tre elementi: esplorazione, combattimento e avventura, e ogni videogioco calzava più o meno pesantemente su alcuni di questi.

Se Breath of the Wild è esplorazione allo stato puro, Skyward Sword è invece più incentrato sull’avventura, ma ancora di più sul combattimento. Quello del Link di Oltrenuvola è un percorso che troverete a volte opprimente perché, per esigenze narrative, si può fare una cosa ed una soltanto per andare avanti con la storia. Si possono nel frattempo cercare i collezionabili tra pezzi di cuore, insetti e materiali per potenziare i propri oggetti, ma la storia avanza tramite azioni lineari.

Ghirahim nel suo primo ingresso in scena.

Lo stesso villain, lo stregone Ghirhaim, è interessante perché lontano dai canoni estetici a cui si era abituati all’epoca ovvero un androgino spadaccino con i capelli a caschetto, ma non è mai realmente incisivo e il suo coinvolgimento nella storia sembra più una comparsata obbligata che altro. Vi ritroverete ad amare i personaggi secondari, rimarrete a bocca aperta quando scoprirete una nuova zona del mondo, vi emozionerete quando si inizieranno ad unire tutti gli elementi che vengono suggeriti dalle prime ore di gioco, ma avrete anche momenti di stanchezza.

La necessità di tornare più volte in parti del mondo che, sì, rivelano delle nuove aree ad ogni visita, in puro stile metroidvania, ma sono sostanzialmente gli stessi tre luoghi che vengono espansi di volta in volta genera una spiacevole sensazione di backtracking che era chiara all’epoca, e lo è ancora oggi. Le situazioni sono sempre diverse, ci sono pretesti più o meno brillanti per stravolgere la morfologia delle zone o costringervi ad esplorare in un modo diverso, ma non sempre funzionano tutte bene. Il prezzo da pagare per aver creato un intero mondo di gioco con solo tre zone, invece della canonica mappa con gli altrettanto canonici otto dungeon.

Ma, nonostante i problemi che The Legend of Zelda: Skyward Sword HD si porta dietro e che non possono essere risolti da un lavoro di rimasterizzazione, rimane un’avventura magica ancora oggi. La più avventurosa di tutto il franchise, che come ogni sperimentazione ha cose che funzionano bene ed altre meno.

Le boss fight sono degli enigmi, ancora più che in passato.

Uno strumento per ogni occasione

Dietro all’utilizzo dei sensori di movimento, all’epoca il Wiimote ed oggi i Joy-Con, c’era un’idea geniale, una di quelle che accompagna da sempre ogni Zelda che, ad ogni iterazione, cerca un legame diretto e forte con l’hardware con cui deve avere a che fare. Il fatto che tutti i movimenti che Link compie siano relegati ai movimenti fisici riesce a liberare il pulsante A, una manna per un videogioco d’azione, e una manna per Skyward Sword che puntò molto sul combattimento e le fasi concitate, come dicevamo.

Gli scontri sono un puzzle già loro stessi. I nemici hanno scudi, punti deboli da tagliare, afferrare o spingere in un modo preciso, e non si tratta mai di agitare i controller a casaccio. Liberare il pulsante A significa anche dare la possibilità di equipaggiare un oggetto più velocemente, proprio sfruttando l’input che altrimenti sarebbe stato occupato dall’azione di attacco.

Le zone adesso sono molto più evocative e belle da vedere.

Skyward Sword è centrato sull’idea di Link come un avventuriero che, tra combattimenti ed esplorazione, deve passare dalla spada ai rampini, la frusta, la giara magica, e tutta la serie di oggetti (tra i più strani della serie) che troverà nel corso del gioco. Una dinamica che era enormemente più veloce rispetto al passato, ma che si scontrava con la tecnologia Motion Plus (evoluzione dei sensori di Wiimote) che prometteva una precisione 1:1 ma che, alla fine, non funzionava sempre come avrebbe dovuto.

Tutto questo, oggi, viene replicato interamente dai Joy-Con, i quali funzionano perfettamente e restituiscono l’idea originale degli sviluppatori con una resa finalmente ottima. Se volete vivere l’esperienza genuina, quella che il team di sviluppo ha pensato all’epoca, vi consiglio di giocare con la coppia di piccoli controller. Ma per chi non ha mai digerito all’epoca quella soluzione, e soprattutto per i possessori di Nintendo Switch Lite, The Legend of Zelda: Skyward Sword HD implementa per la prima volta i comandi classici.

Impa non è certo una che le manda a dire.

Come funziona il tutto? Ogni attacco della spada, controllo degli oggetti volanti, e qualsiasi movimento che era relegato agli assi del Wiimote, viene gestito dall’analogico destro che va mosso verso la direzione desiderata. A essere onesto, sebbene fossi personalmente contento di questa scelta all’annuncio, devo dire che fui scettico sulla resa effettiva e temevo che potesse essere più una pezza che una effettiva soluzione. Invece tolta la necessità di dover allineare il cervello all’idea che spostare lo stick a sinistra non significa colpire “a sinistra” ma “verso sinistra”, ho giocato Skyward Sword HD interamente con il Controller Pro senza problemi.

Tutte le azioni sono molto fluide ed intuitive, così come la selezione dell’equipaggiamento. Si perde l’intuitività di un singolo movimento del polso legata alla pressione di un tasto, ma anche in questo caso basta solo l’abitudine. In questo modo ci si ritrova di fronte ad un titolo che non è invecchiato eccessivamente come potrebbe sembrare. Il salto automatico può risultare fuori posto oggi, ma tutto il resto è incredibilmente a fuoco. La gestione della resistenza e le possibilità che offre nel gameplay soprattutto verticale (dicevamo delle idee di Breath of the Wild), il concetto dello scudo che si può infrangere e degli oggetti potenziabili, i dungeon disegnati intorno ad una specifica idea che viene evoluta fino al boss finale e tanto altro.

La storia di uno degli oggetti più iconici dei videogiochi.

Finalmente il vero Skyward Sword

Potremmo continuare dicendo che la colonna sonora è forse una delle più travolgenti dell’intera saga, che il modo in cui la storia si chiude iniziando però il ciclo che tutti conosciamo è struggente, ma la verità è che The Legend of Zelda: Skyward Sword HD è esattamente il modo in cui Skyward Sword doveva essere da sempre.

Il trucco di dipingere le texture come fosse un quadro ad olio, quasi arte impressionista, serviva all’epoca per ridurre il carico di lavoro di Wii e creare un mondo di gioco colorato e vivido. Oggi quelle texture sono in alta definizione, perdono magari quel significato estetico e in alcuni casi risultano solamente sfocate, ma adesso Skyward Sword ha dei panorami che non sembrano più fatti di sabbia in pixel e glitter, sono fisici e presenti.

Un senso di libertà unico.

I sessanta frame per secondo creano finalmente un’azione solida e piacevole da vedere e da giocare, ma soprattutto muovono cut-scene e dialoghi ancora più avvolgenti di quanto non fossero in origine. E, come dicevamo poco prima, adesso anche tutto il sistema che ruota intorno ai sensori di movimento ha finalmente un senso. Possono piacere o non piacere, e per questo c’è l’alternativa dei comandi classici, ma adesso possiamo finalmente provare con mano ciò che realmente Nintendo voleva dare in mano ai giocatori.

In più occasioni Eiji Aonuma ha dichiarato che la sua speranza era quella di riabilitare Skyward Sword un giorno. Ci sono voluti dieci anni, ma quel giorno è arrivato.

Se volete buttarvi anche voi nel cielo di Oltrenuvola in sella al vostro Solcanubi, potete ordinare The Legend of Zelda: Skyward Sword HD su Amazon al miglior prezzo possibile!

9,0

The Legend of Zelda: Skyward Sword HD

Piattaforme: switch
Se avete amato l’originale, The Legend of Zelda: Skyward Sword HD è la sua versione finale, definitiva e reale – una Director’s Cut, se vogliamo, visto che ultimamente va di moda. Per chi non ha digerito l’originale si tratta di una seconda occasione dedicata a chi ama mettersi in gioco. Se avete conosciuto la saga con Breath of the Wild vi ritroverete a scoprire il più fresco dei “vecchi” Zelda, e potrete conoscere l’avventura di Link più romantica ed avvolgente. Un viaggio appagante, nonostante i problemi e la negatività che si è portato dietro negli anni. Benvenuti, o bentornati, ad Oltrenuvola.

Pro

  • Finalmente il vero Skyward Sword
  • Controlli classici e di movimento adesso ottimi
  • Esteticamente e tecnicamente tirato a lucido
  • Lo Zelda più romantico con un worldbuilding strepitoso

Contro

  • I difetti del ritmo di gioco sono rimasti
  • Il prezzo è oggettivamente un deterrente
9,0