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The Cruel King and the Great Hero | Recensione – Una favola poco coraggiosa

NIS America ci delizia con una storia toccante, minata da qualche difetto di troppo

The Cruel King and the Great Hero segna il ritorno della collaborazione tra Sayaka Oda, designer dell’apprezzato The Liar Princess and the Blind Prince, e NIS America. Se nel caso del titolo lanciato nel 2018 si trattava di un action-adventure con elementi platform, stavolta ci troviamo davanti a un RPG di stampo classico, caratterizzato da una direzione artistica ispirata ai libri di favole per bambini.

The Cruel King and the Great Hero

Piattaforma:
PS4, SWITCH
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
11 Marzo 2022
Sviluppatore:
Nippon Ichi Software
Distributore:
Koch Media

Annunciato nell’estate del 2021 per PS4 e Nintendo Switch, The Cruel King and the Great Hero ha rapidamente suscitato l’interesse di quanti avevano apprezzato il precedente prodotto curato da Oda, non mancando di attirare sguardi curiosi grazie alla particolarità suo comparto estetico.

Ma quanto c’è di buono al di là di un aspetto indubbiamente affascinante?

Yuu e il drago

Il titolo di NIS America gioca a carte scoperte, mostrando un’indole fiabesca che lo permea fin dalla schermata iniziale. Tra pagine ingiallite dal tempo, segnalibri, schizzi e illustrazioni che accompagnano la narrazione, l’impressione è esattamente quella di sfogliare un libro in cui immergersi senza indugi.

La storia ha inizio «in un luogo lontano, molto tempo fa» e vede protagonista Yuu, giovane orfana e unica umana in un regno popolato da mostri. Ad accompagnarla nel suo tortuoso percorso di crescita ci saranno numerose creature, tutte splendidamente disegnate a mano, tra le quali spicca il Re Drago, vera e propria figura paterna, nonché mentore di Yuu.

Come suggerisce il titolo del gioco, la protagonista ha un unico desiderio: diventare una grande eroina seguendo le orme del suo vero padre, guerriero leggendario che ha dato la vita per liberare il mondo dal perfido Re dei Demoni. Come tutti gli eroi che si rispettino, tra i primissimi compiti che attenderanno Yuu ci sarà quello di sottoporsi a un duro allenamento, durante il quale, almeno nelle fasi iniziali, la affiancherà il fidato Re Drago.

 

Dopo una breve introduzione narrata in lingua giapponese (l’unica disponibile per il doppiaggio, mentre per i testi è selezionabile anche l’inglese) sarà finalmente possibile mettere mano al pad ed esplorare una rigogliosa foresta, teatro del tutorial che accompagnerà il giocatore alla scoperta del sistema di combattimento e delle abilità della piccola Yuu.

Dal ramoscello alla spada

The Cruel King and the Great Hero non intende fare della profondità il suo marchio di fabbrica, e a metterlo subito in chiaro è il combat system. La prima impressione, che diventerà rapidamente una conferma, è quella di trovarsi davanti a un classico RPG dalle meccaniche più che collaudate, ma davvero poco approfondite. Sarà possibile affrontare i nemici con un attacco semplice o con delle abilità speciali, che come da tradizione consumeranno energia, mentre subire danni comporterà la riduzione della stamina.

Optare per un approccio difensivo ci consentirà di raddoppiare il recupero di energia, permettendoci di ricorrere alle abilità speciali con più frequenza. Come da tradizione, al termine di ogni scontro acquisiremo dei punti esperienza con cui salire di livello e sbloccare nuove abilità. È bene sottolineare che il processo è del tutto automatico: non è possibile scegliere quante e quali abilità sbloccare con i punti ottenuti, né assegnare classi ai protagonisti in base alle nostre esigenze.

Privi di qualsiasi indicazione in merito ai punti esperienza mancanti per poter salire di livello, in breve tempo vi troverete a farvi spazio tra gli avversari usando quasi sempre le stesse tecniche, e sentirete la necessità di ricorrere agli oggetti solo nelle fasi più avanzate, dove sfruttare pozioni in grado di infliggere effetti specifici ai nemici potrà tornarvi utile, in particolare nelle (poche) boss fight.

Durante le fasi iniziali dovrete accontentarvi di armi poco efficaci

Nel corso della sua avventura, Yuu verrà affiancata da una serie di comprimari che la accompagneranno nei principali snodi narrativi tra un capitolo e l’altro. Se all’inizio del gioco vi troverete da soli, con un ramoscello come arma e poco altro, fare la conoscenza di personaggi quali Rocky, Flora e Cybat non potrà che strapparvi un sorriso, spingendovi a esplorare il loro “arsenale” di combattimento che, purtroppo, non si rivelerà mai molto diverso da quello della protagonista in quanto a varietà ed efficacia.

Una passeggiata di salute

La spiccata semplicità del combat system e del sistema di progressione di The Cruel King and the Great Hero fanno da apripista a due dei suoi difetti più evidenti, ovvero una lentezza generalizzata e una ripetitività che corre il rischio di stancare ben prima del previsto. Scordatevi le fasi platform viste in The Liar Princess and the Blind Prince e preparatevi a lunghe camminate in corridoi orizzontali privi di qualsiasi interazione che vada al di là di brevi dialoghi con NPC, vendor o comprimari di turno.

Se nel caso della precedente fatica firmata Oda la limitazione dei movimenti era smorzata da combattimenti in tempo reale, semplici enigmi e un’esplorazione che teneva in considerazione la verticalità, nell’avventura di Yuu potremo procedere solo in direzione orizzontale, e per buona parte del gioco la corsa sarà estremamente limitata.

Yuu potrà muoversi a passo spedito solo nelle zone in cui gli avversari sono assenti o più deboli di lei, ovvero in due unici contesti: aree già completate o luoghi privi di nemici, come il villaggio (che funge anche da hub).

Il senso di magia provato in prima battuta è in grado di far passare temporaneamente in secondo piano le conseguenze di una scelta simile, ma questa meccanica inizierà presto a far sentire la sua pesantezza, soprattutto nei dungeon più estesi, nei quali potremo spostarci solo da sinistra verso destra (e viceversa) in lunghi corridoi caratterizzati da una quantità esorbitante di combattimenti casuali.

Corridoi, corridoi ovunque

Spesso vi capiterà di affrontare un eccessivo numero di avversari solo per arrivare da un punto A a un punto B piuttosto vicino, e ricorrere alla fuga non sempre andrà a buon fine. Saltare, esplorare in lungo e in largo gli ambienti, analizzare un oggetto che non sia un forziere, un ostacolo o un elemento funzionale alla trama non fa parte di ciò che il titolo vuole offrirvi. Più di una volta avrete l’impressione di sentirvi fin troppo frenati nei movimenti, soprattutto nelle fasi in cui passerete da una zona in cui è possibile correre a una in cui non è possibile farlo.

Tanto bello quanto ripetitivo

In merito a direzione artistica e comparto tecnico, il titolo si difende piuttosto bene, mantenendo una notevole coerenza estetica in ogni suo aspetto. Il design delle creature, collezionabili in un apposito bestiario disponibile fin dall’inizio dell’avventura, è azzeccato e suggerisce l’idea di un mondo popolato da una fauna diversificata e attinente al proprio habitat. Le zone sono sette (incluso il villaggio) e ognuna è finemente caratterizzata, nonostante il parziale riciclo di alcune aree di raccordo tra una sezione e l’altra, come caverne e foreste, e di qualche sfondo.

Grazie ai compagni di Yuu potremo raggiungere zone inizialmente inaccessibili

Oltre alla storia principale, che richiederà circa tredici ore per essere completata, sono presenti un discreto numero di side quest, le quali purtroppo risentono degli stessi problemi che affliggono il gioco nella sua interezza.

Difficilmente vi verranno assegnati incarichi diversi da basilari fetch quest o missioni in cui sarà necessario sconfiggere un determinato numero di nemici in un’area ben delineata, costringendovi a cimentarvi in compiti ripetitivi tramite lunghe fasi di backtracking.

Farvi largo tra corridoi già esplorati per guadagnare gettoni gratitudine (spendibili per sbloccare dei bozzetti nell’apposita sezione), soldi, amuleti e armature vi annoierà presto, e difficilmente le ricompense conquistate vi torneranno davvero utili durante gli scontri. Inoltre, equipaggiare i protagonisti con gli oggetti ottenuti, che si tratti di talismani contro i danni elementali, copricapi, vesti e quant’altro, non si tradurrà mai in una variazione estetica sul campo, ad eccezione delle armi, presenti in numero molto limitato.

Completando le side quest potrete sbloccare bozzetti come questo

In conclusione, il titolo di NIS America è tanto delizioso sul piano estetico quanto pigro su quello del gameplay. La formula RPG mal si sposa con un level design votato ad un lentissimo scorrimento orizzontale, quasi del tutto privo di interazioni ambientali e di movimenti che vadano oltre la semplice camminata.

Con un pizzico di coraggio in più e una maggiore attenzione al ritmo di gioco, minato da un’eccessiva lentezza, una progressione fin troppo guidata e una ripetitività percepibile sin dalle prime ore, The Cruel King and the Great Hero non avrebbe avuto difficoltà a imporsi come una piccola gemma.

Versione recensita: PS4

Se il catalogo di NIS America vi intriga, potete dare una chance a Yomawari – The Long Night Collection al prezzo proposto da Amazon.

6,7

The Cruel King and the Great Hero

Piattaforme: ps4, switch
The Cruel King and the Great Hero si affida troppo alla solidità del suo comparto estetico, dimenticando di dedicare pari attenzione al gameplay e al ritmo generale dell'azione. Difficilmente il titolo di NIS America riuscirà a conquistare gli appassionati di RPG di stampo classico, a causa di una serie di difetti solo parzialmente giustificabili con il tipo di pubblico al quale il prodotto sembra rivolgersi. Se siete in cerca di un'avventura delicata da prendere a piccole dosi o se vi approcciate per la prima volta al genere, l'avventura di Yuu potrebbe fare al caso vostro; in caso contrario, sentitevi liberi di dirigervi verso altri lidi.

Pro

  • Sembra di essere in una favola...
  • Storia semplice ma non banale
  • Direzione artistica deliziosa
  • Ottima colonna sonora

Contro

  • ... ma dal ritmo fin troppo lento
  • Combat system privo di profondità
  • Backtracking eccessivo
  • Side quest molto ripetitive
6,7