Tales of Vesperia Definitive Edition Recensione

Recensione
A cura di DottorKillex - 9 Gennaio 2019 - 16:00

Sì, lo sappiamo cosa state pensando: “un’altra edizione definitiva”, “hanno finito le idee”, “basta remastered”: in parte saremmo anche con voi, perchè, sebbene negli ultimi anni il modo di rimasterizzare sia cambiato (tanto, e in meglio), sul finire di una generazione ci si aspetta sempre qualcosa di nuovo, che apra al futuro.
Eppure Tales of Vesperia Definitive Edition è un’operazione sensata per una serie di motivi, e il risultato finale, pur non strabiliante, permette a milioni di giocatori di cimentarsi con uno dei migliori JRPG della scorsa generazione di console, nonché del franchise di riferimento.

tales of vesperia recensione

Lowell, Estelle…e Flynn

A parte qualche cutscene rielaborata e una manciata di dialoghi riscritti, per andare incontro ad un pubblico sensibilmente differente da quello di dieci anni fa, il versante narrativo di questa Definitive Edition è rimasto sostanzialmente immutato rispetto alla prima uscita del titolo, che, lo ricordiamo, avvenne su Xbox 360 nel giugno del 2009, quantomeno per quanto riguarda il mercato europeo.
Più che concentrarci sulla storia, allora, che vede ancora Yuri Lowell e la principessa Estellise come personaggi principali, ci concentreremo sulle motivazioni per cui l’operazione di rimasterizzazione operata da Namco Bandai ha senso.
Prima di tutto, i contenuti di questa edizione ricalcano quelli della versione Playstation 3 del titolo, finora confinata al suolo nipponico ed universalmente riconosciuta come la migliore del lotto, per via di una serie di aggiunte che spaziano dal trascurabile (una serie di costumi inediti) all’impattante, come la possibilità di impersonare due personaggi dapprima presenti solo in veste di NPC, quali Flynn Scifo e Patty Fleur.
Soprattutto il primo dei due riveste infatti un ruolo affatto secondario nelle vicende narrate in Tales of Vesperia, e la sua aggiunta al cast si rivela tutt’altro che posticcia, allungando ed arricchendo un manipolo di protagonisti che già si segnalava per essere uno dei migliori nella lunga storia del franchise.

A fronte di un plot tutto sommato telefonato, scandito dal ritmo villaggio – dungeon – villaggio tanto caro ai JRPG più classici, sono la caratterizzazione dei personaggi ed i rapporti che si vengono a creare tra essi a fare della storia raccontata in Tales of Vesperia una delle più meritevoli, lungo le oltre cinquanta ore necessarie per scorgerne i titoli di coda.
Considerando che la versione originaria del gioco era un’esclusiva per la console Microsoft di scorsa generazione, nell’estremo tentativo del colosso di Redmond di ingraziarsi i fan dei giochi di ruolo di matrice nipponica, la pubblicazione multipiattaforma di questa Definitive Edition (peraltro della summenzionata versione Goty apparsa su PS3) consente a schiere di fan vecchi e nuovi di godere del gioco tanto su PC quanto su macchine Sony e Nintendo, ampliando a dismisura il bacino del gioco.
Peraltro, appare chiara la volontà del publisher di sondare le acque in occidente in vista di un probabile (e molto atteso) ritorno del franchise in grande stile.

Linear Motion Battle System

Come per la versione originale e per la quasi totalità dei titoli del franchise, il cuore pulsante di questa Definitive Edition rimane il battle system, all’interno del quale il giocatore spenderà la maggior parte del tempo di gioco.

tales of vesperia

Conscio della bontà di questo sistema, il team di sviluppo non ha apportato alcun tipo di modifica nè alle dinamiche che lo regolano nè al sistema di progressione dei personaggi, che funzionano ancora come un orologio svizzero: il giocatore può passare in tempo reale al comando diretto di tutti i suoi membri del party, scegliere quale nemico ingaggiare e quali delle numerose abilità speciali impiegare in battaglia.
Ognuno dei nove personaggi (i sette base più le succitate new entry) giocabili possiede un suo stile di combattimento ed impiega skill uniche, apprese dalle armi equipaggiate, il che concorre a rendere il sistema di combattimento tanto frenetico quanto profondo, perché per ogni circostanza il giocatore dovrà essere bravo a selezionare in prima persona il membro del party più adatto.
Oggi come dieci anni fa siamo usciti vincitori da alcuni degli scontri più impegnativi impersonando il ruolo di healer, lasciando all’ottima intelligenza artificiale alleata la gestione della prima linea, mentre, in altri momenti, il nostro apporto diretto alla battaglia ha sortito effetti decisamente più devastanti.

Come per tutti i Tales of, sarebbe sbagliato etichettare il combat system come un festival del button mashing: gli scontri regolari, soprattutto durante il primo terzo dell’avventura, potranno anche essere vinti pigiando forsennatamente il tasto attacco, ma pensare di uscire idenni dagli scontri contro alcuni boss adottando questa tattica è pura utopia.
La possibilità di impersonare, da un certo punto della storia in poi, Patty e soprattutto Flynn ha ampliato ulteriormente il ventaglio di opzioni strategiche del giocatore, adesso capace ci comporre un party variegato ed adatto davvero ad ogni evenienza, il che si sposa bene con i contenuti aggiuntivi dell’endgame, non strabilianti per quantità ma di buona qualità.
E no, su questi ultimi non vi sveleremo nulla.

tales of vesperia

Ad eccezione dell’aggiunta di qualche nuova Skit (le scenette di intermezzo comiche che sono tra i marchi distintivi della serie), anche le fasi di esplorazione non hanno beneficiato di chissà quale aggiunta: il design di certi dungeon risulta ancora oggi godibilissimo, e la libertà di movimento in un mondo non enorme ma comunque di dimensioni ragguardevoli premia i più curiosi e quelli che perderanno ore di gioco alla ricerca di tutti i segreti e gli scrigni nascosti.
Non discostandosi poi di molto dal più recente Tales of Berseria, quindi, la formula di gioco di Tales of Vesperia rimane godibile anche oggi, come se i dieci anni intercorsi dalla pubblicazione non fossero mai trascorsi, il che, se da un lato testimonia la sensatezza di questa operazione, dall’altro pone interrogativi inquietanti sui reali passi avanti che il genere ha compiuto negli ultimi due lustri.

Ritocchini

Nella versione da noi testata (PS4), Tales of Vesperia Definitive Edition si è ben comportato, libero da bug rilevanti, cali di framerate e problematiche di natura tecnica di qualsivoglia natura.
I pregi (direzione artistica, cutscene in stile anime e la colonna sonora di Motoi Sakuraba) ed i difetti (ambientazioni spoglie e con parecchi asset riciclati, comparto animazioni non sempre impeccabile) rimangono i medesimi dell’edizione del 2009, con l’aggiunta del supporto all’alta definizione e di una manciata di brani inediti.

La vera domanda, piuttosto, è quella che si staranno ponendo tutti coloro che hanno già avuto modo di giocare al titolo nella sua incarnazione originaria: vale la pena procedere ad un secondo acquisto?
La risposta è ni: le aggiunte non sono sufficienti, secondo noi, a giustificare un esborso che, pur lontano dalla fascia di prezzo piena, rimane comunque considerevole, eppure la bontà del gioco è indiscutibile, e la presenza di numerosi livelli di difficoltà potrebbe spingere a rigiocare il tutto una seconda volta.
Differente il discorso per i neofiti: se il voto a fondo pagina non dovesse chiarirlo, Tales of Vesperia Definitive Edition è un JRPG di grande spessore, che ripaga l’investimento con una grande mole di contenuti, un combat system eccellente ed un pacchetto audiovisivo di ottima fattura.

+ Combat system di prim'ordine
+ Cast ottimamente caratterizzato ed ampliato per questa versione
+ Colonna sonora con i fiocchi
+ Diversi contenuti inediti...
- Molto classico nella progressione
- ...ma non tali da giustificare l'acquisto per chi l'avesse già ultimato altrove

8.3

Se lo avete già spolpato a dovere dieci anni or sono, Tales of Vesperia Definitive Edition non è un acquisto essenziale, perché la quantità di contenuti inediti non è tale da giustificare un secondo esborso.

Eppure, rivivere le avventura di Yuri e Flynn ci ha saputo ancora emozionare, e per tutti coloro che non avessero avuto una Xbox 360 nella scorsa generazione di console, l’acquisto è assolutamente consigliato, perchè si parla di un gioco di ruolo giapponese solido ed ispirato.

Nella sua classicità, il prodotto Namco Bandai riesce ancora a fare una figura egregia anche alle soglie di una nuova generazione di console.




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