Super Mario Party Recensione | Arriva il party game per Nintendo Switch

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La serie di Mario Party è uno degli spin-off più fortunati dedicati all’ex-idraulico più famoso del mondo; non è un caso che soltanto la serie numerata conti dieci capitoli, a cui si devono aggiungere gli episodi usciti su console portatili. Da qualche tempo, però, la serie sembrava aver smarrito la sua strada, tra capitoli dimenticabili e capitoli decisamente pessimi. Proprio per questo, fin dall’annuncio di Super Mario Party Nintendo è stata chiara sull’intento di voler rimescolare le carte in tavola per far tornare la serie sulla retta via. Per sapere se gli sviluppatori di Nd Cube sono riusciti nell’intento, non vi rimane che leggere la nostra recensione.

Chi è la vera superstar?

La premessa di Super Mario Party è estremamente semplice: i nostri beniamini stanno discutendo su chi sia la vera superstar, e decidono di risolvere la contesa come sanno fare meglio, cioè intavolando uno dei loro famosi party. Dopo aver selezionato un personaggio tra i sedici disponibili (altri quattro saranno sbloccabili nel corso dell’avventura), dovremo farci valere nelle cinque principali modalità di gioco per portare a casa le cinque gemme che andranno a coronarci come superstar. La prima modalità di cui andremo a parlare è la classica modalità Party.

Gli sviluppatori hanno deciso di tornare alla formula classica, quella, per intenderci, utilizzata fino a Mario Party 8. Questo significa che quattro giocatori si sfideranno su un tabellone, giocando a turni: all’inizio del proprio turno, il giocatore tira un dado, muovendosi sul tabellone in base al risultato ottenuto. Ci sono diverse caselle su cui è possibile capitare: ci sono i classici spazi blu e rossi, che rispettivamente aggiungono e tolgono monete al partecipante, che si alternano ai numerosi tipi di spazi evento, il cui effetto cambia a seconda della posizione e del tabellone su cui si sta giocando. Una volta che tutti e quattro i giocatori avranno effettuato il proprio turno, verranno chiamati a sfidarsi in un minigioco.

In basse alla tipologia del minigioco, i vincitori riceveranno un certo numero di monete, mentre gli sconfitti rimarranno a bocca asciutta. Ma non sono le monete il vero fulcro del gioco: come da tradizione, esse serviranno per l’acquisto delle stelle, vendute da Toadette in un luogo casuale della mappa. Quando un giocatore raggiunge Toadette ha la possibilità di acquistare una stella in cambio di dieci monete: se lo farà, Toadette si sposterà immediatamente in un altro spazio casuale, in attesa di un altro acquirente. Non è solo questa la funzione delle monete: esse servono anche ad acquistare oggetti nei diversi negozi sparsi sulla mappa.

Gli oggetti permettono di aggiungere una certa dose di strategia alla partita sul tabellone: sapere quali oggetti acquistare e quando utilizzarli sarà fondamentale per riuscire a portare a casa la vittoria. Se fin qui la formula viene ripresa completamente dagli episodi classici della serie, ci sono alcune novità che vanno a rinnovarla: innanzitutto, la scelta del dado. Il giocatore, all’inizio del suo turno, può scegliere se tirare un classico dado a sei facce oppure il dado personalizzato del suo personaggio: Mario, ad esempio, sostituisce il 2 ed il 4 con due 3, mentre Tipo Timido ha solamente 0 e 4 sulle facce del suo dado.

Per la prima volta, dunque, scegliere un personaggio non corrisponderà solamente ad una diversità estetica. Questa meccanica si lega alla possibilità di ottenere dei partner: sul tabellone troveremo infatti delle caselle in cui è possibile richiamare nella propria squadra un altro personaggio, che ci presterà il suo dado ad inizio turno qualora volessimo utilizzarlo. Il personaggio, inoltre, tirerà un dado aggiuntivo per far aumentare il nostro risultato, donando un ulteriore vantaggio al giocatore assistito.

Festa a due

Alla classica modalità Party viene affiancata la modalità Partner Party. Come si può intuire dal titolo, questa modalità vede contrapporsi due squadre da due giocatori ciascuna, anziché il classico tutti contro tutti. Ma i cambiamenti non finiscono qui: i quattro tabelloni di gioco, pur rimanendo esteticamente gli stessi, vedono il proprio layout cambiare in funzione della nuova modalità. Persino la struttura del gioco cambia: i due giocatori in squadra tirano i propri dadi insieme, spostandosi in base alla somma dei propri risultati. I loro spostamenti, inoltre, non saranno limitati dalla conformazione del tabellone, ma saranno liberi, similmente a quanto visto nella modalità Toad Scramble di Mario Party: Star Rush.

Spostandoci sul tabellone dovremo stare attenti agli effetti che le nostre azioni avranno sul nostro compagno: ad esempio, potremmo pensare di spostare un blocco Twomp per farci strada, ma nel farlo potremmo bloccare il nostro partner.
Partner Party si configura come una divertente variazione sul tema, che testimonia la volontà di Nd Cube di offrire un’ampia gamma di scelte ai giocatori. Nonostante questo, però, non si può fare a meno di rilevare un difetto che va a minare la durata della “festa”: i tabelloni sono pochi, soltanto quattro, ed il loro design è davvero lontano da quello ispirato e stratificato dei migliori capitoli della serie (scettro che, nella nostra opinione, spetta ancora ai capitoli 6 e 7). Sarebbe stata gradita la presenza di un maggior numero di tabelloni, oltre che di una maggiore diversificazione tra gli stessi anche in quanto a grandezza.

Minigiochi a non finire

Come da tradizione, i minigiochi sono il cuore della serie. In Super Mario Party ne troviamo 80, ed è possibile giocarli da soli nella modalità a loro dedicata, disponibile anche in versione online. La maggior parte di essi richiederà l’utilizzo dei motion control del Joy-Con: una scelta che piacerà ad alcuni per la sua immediatezza, mentre farà storcere il naso a chi preferisce i minigiochi giocabili con i tradizionali tasti del gamepad che, seppur presenti, sono in netta minoranza. Fortunatamente c’è da dire che, nella maggioranza dei casi, i motion control funzionano a dovere, senza problemi di sorta. È impossibile giudicare singolarmente ogni minigioco disponibile, ma possiamo dire che la qualità media dell’offerta è davvero alta, con una delle migliori collezioni di minigiochi mai viste in un Mario Party. Anche in termini di presentazione il gioco offre, ovviamente, quanto di meglio visto dalla serie: pur non potendosi confrontare con le grandi produzioni Nintendo, il gioco è tecnicamente ineccepibile, in linea con gli standard a cui l’ibrida Nintendo ci ha abituati.

Tanti modi per festeggiare

Come contorno alle due modalità Party troviamo innanzitutto Acque Selvagge. Questa modalità, interamente cooperativa, vede quattro giocatori a bordo di una canoa, intenti a remare per raggiungere indenni la fine del percorso. L’ostacolo principale è qui il tempo: una volta raggiunto lo zero, la sfida terminerà. Per recuperare secondi è possibile acchiappare gli orologi sparsi casualmente sulla mappa oppure far scoppiare i palloncini che vedremo durante la nostra corsa. Ogni palloncino nasconde un minigioco cooperativo, ed in base alla performance del gruppo ci sarà una ricompensa in termini di secondi. Raggiungere la fine del percorso, che presenta peraltro diversi bivi, non è affatto scontato, e richiederà la cooperazione di tutti i partecipanti.
Dedicato al competitivo è invece il Palco del Ritmo: qui quattro giocatori si sfideranno in una serie di minigiochi, tutti basati sul muovere il proprio joycon a ritmo della musica di sottofondo. Entrambe le modalità riescono a divertire, a patto di avere un gruppo di amici con cui giocare, ma è evidente che la loro rigiocabilità nel lungo termine sarà di gran lunga inferiore rispetto a quella delle modalità principali.

Abbiamo poi la Sala dei Giocattoli: qui potremo partecipare a minigiochi che utilizzano le caratteristiche uniche di Switch, vale a dire la possibilità di interagire con altre console vicine. Si tratta della modalità che probabilmente rimarrà più sullo sfondo, in quanto per goderne appieno sono necessarie due console e due copie del gioco.
A chiudere il cerchio c’è la modalità Strada delle sfide, il cui accesso si aprirà una volta che avremo sbloccato tutti gli 80 minigiochi disponibili in Super Mario Party: si tratta di una sfida single player in cui ci ritroveremo ad affrontare i minigiochi sbloccati in condizioni di svantaggio, dando loro un nuovo valore di sfida.
La pletora di modalità presenti mette sicuramente Super Mario Party al primo posto in termini di offerta contenutistica, scalzando di molto i suoi predecessori e configurandosi come il party game definitivo per Nintendo Switch (almeno fino all’uscita di un probabile Super Mario Party 2).

+ Ritorno alla formula classica della serie
+ Molte modalità disponibili, tutte divertenti...
+ Qualità media dei minigiochi ottima
- Si poteva fare molto di più nel design dei tabelloni
- ... ma non tutte vi divertiranno a lungo

7.8

Super Mario Party riesce a riportare la serie sulla retta via dopo qualche scivolone grazie ad un’offerta contenutistica ampia e ad una collezione di minigiochi tra le più divertenti di sempre. Peccato per la poca cura riposta nella realizzazione dei tabelloni della modalità party, che gli impedisce di classificarsi come il migliore esponente della serie. Ciò nonostante, Super Mario Party rappresenta sicuramente il party game definitivo per Nintendo Switch, almeno fino a che Nintendo non ci farà cambiare idea con un Super Mario Party 2.

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