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Super Mario 3D All-Stars | Recensione – Il ritorno di tre capolavori senza tempo

Diamo il via alle celebrazioni per il 35° anniversario di Super Mario

Dopo avervi dato un piccolo antipasto con il nostro speciale dedicato, finalmente è arrivato il momento di dirvi la nostra opinione su Super Mario 3D All-Stars, raccolta in arrivo esclusivamente su Nintendo Switch.

Super Mario 3D All-Stars

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
collezione, piattaforme
Data di uscita:
18 Settembre 2020
Sviluppatore:
Nintendo
Distributore:
Nintendo

Come sempre accade con questa tipologia di raccolte, non è facile dare un giudizio: bisogna tenere a mente tanto il valore dei singoli titoli contenuti quanto la bontà della raccolta stessa, da un punto di vista contenutistico e da un punto di vista delle migliorie apportate alle release originali. Per questo, divideremo la nostra analisi sostanzialmente in due parti: nella prima, andremo ad analizzare i tre giochi contenuti in Super Mario 3D All-Stars – non tanto per fare nuove recensioni complete, che risulterebbero piuttosto superflue e fini a se stesse, quanto piuttosto per vedere come il tempo si è comportato con ciascun capitolo della serie. Nella seconda parte, invece, ci soffermeremo sull’operazione commerciale proposta da Nintendo, analizzandola nel suo insieme.

Super Mario 64 – Dove tutto è cominciato

Super Mario 64 è un gioco entrato negli annali della storia videoludica. È stato il pioniere per eccellenza dei platform in 3D e, ancora oggi, a distanza di quasi venticinque anni, viene considerato tra le vette più alte raggiunte dal genere. Con buona ragione.

Nonostante le meccaniche possano apparire oggi piuttosto basilari, dirette e senza troppi fronzoli, il cuore di Super Mario 64 sta nella cura con cui sono stati realizzati i livelli di gioco – a partire dal castello di Peach, gigantesco hub che connette i vari mondi, ma anche grande parco giochi in cui imparare ad utilizzare le mosse a disposizione di Mario e custode di molti segreti, che soltanto proseguendo nell’avventura andremo a scoprire. Ritrovarci nel castello di Peach dopo così tanti anni e sentire di nuovo le note della traccia musicale dedicata è stata un’emozione incredibile, testimone di quanto questa operazione nostalgia possa avere effetto sui veterani della serie.

Come dicevamo, il castello di Peach connette i vari mondi di gioco, ciascuno dei quali è rappresentato da un quadro. Ogni livello contiene un certo numero di stelle, che consentono di proseguire nella storia. Il gioco è estremamente permissivo da questo punto di vista: c’è una sovrabbondanza di stelle, ciò significa che se una particolare missione vi crea difficoltà potrete semplicemente proseguire l’avventura e tornarci successivamente.

Gli obiettivi dietro a cui si cela la ricompensa stellata variano enormemente, ma possiamo dire che Super Mario 64 mantiene un grande focus sull’esplorazione, oltre che, ovviamente, sulle fasi puramente platform. Rigiocando questo primo, storico capitolo si ha l’impressione che il tempo quasi non sia passato, perché davvero il gioco è tanto divertente quando lo era al momento della release. Certo, ci sono alcune missioni meno riuscite di altre – e, dato che non si tratta di un remake, compaiono tali e quali a come erano in passato, portandosi dietro gli stessi difetti.

Allo stesso modo, è ancora presente quello che è forse l’unico, vero difetto di Super Mario 64: la telecamera. Certamente, per l’epoca la telecamera di Super Mario 64 era all’avanguardia – basti considerare che giochi di molto successivi avevano problemi di visuale ben peggiori, tema ricorrente della quinta generazione di console. A distanza di quasi venticinque anni, però, la gestione della telecamera risulta inevitabilmente vetusta. Fortunatamente, Super Mario 64 non è un gioco dai ritmi frenetici: raramente dovrete prendere decisioni in una frazione di secondo, avrete quasi sempre il tempo di aggiustare con calma la visuale prima di muovervi. Rimane però il rammarico per l’occasione sprecata; si sarebbe potuta finalmente consegnare una versione definitiva di Super Mario 64 andando a limare quest’unico difetto.

Super Mario 64 è il capitolo della serie che più sente il peso degli anni, soprattutto a causa di una gestione della telecamera ormai superata

Un altro appunto che ci sentiamo di fare è che Nintendo ha ignorato completamente l’esistenza di Super Mario 64 DS. Questo titolo era un vero e proprio remake, con grafica rinnovata, modifiche al gameplay, nuove aree e nuovi personaggi (era possibile controllare Yoshi, Luigi e Wario oltre a Mario). I limiti di Nintendo DS avevano influito negativamente sui controlli, che erano decisamente meno intuitivi di quelli della versione originale. Nonostante i suoi difetti, però, le aggiunte erano decisamente piacevoli, e sarebbe stato altrettanto piacevole rivederle.

Certo, questo avrebbe richiesto tutt’altro impegno, tanto di  tempo quanto economico; ed è anche vero che la versione DS non ha mai goduto della fama dell’originale, per ovvi motivi. Non possiamo però negare che avremmo comunque gradito la sua presenza, almeno per offrire ai giocatori la possibilità di provarle entrambe.

L’ultima critica negativa che dobbiamo fare al gioco è anche la più ovvia. Trattandosi di enanched porting, Super Mario 64 si presenta con un comparto tecnico quasi identico all’originale; certo, sono presenti delle migliorie, ma questo non cambia che gli anni passati si fanno sentire, molto più che per i suoi successori. Chiariamoci: il gioco non ha bisogno di un rinnovamento tecnico per diventare il capolavoro senza tempo che già è; è anche innegabile, però, che un Super Mario 64 graficamente aggiornato sarebbe stato davvero un sogno.

Super Mario 64 rimane un must per chi ama i platform

Super Mario Sunshine – La seconda chance della pecora nera

Okay, lo diciamo subito in apertura di paragrafo: Super Mario Sunshine, per noi, è sempre stato estremamente sottovalutato. Da molti considerato la pecora nera della serie in 3D, questa perla uscita su GameCube ha sempre risentito dell’influente ombra del suo predecessore. La nostra speranza è che questa collection possa far conoscere Super Mario Sunshine a tutti coloro che non hanno avuto modo di giocarlo all’epoca – e potrebbero essere in tanti, dato che il gioco non era più stato reso disponibile in alcun modo dopo la sua release originale.

In questo capitolo, il focus del gameplay è Splac-3000, un simpatico idropulsore parlante in grado di aiutare Mario nella sua avventura con diversi poteri. La struttura di gioco rimane sostanzialmente quella di Super Mario 64: un hub principale, Delfinia, che connette tra loro i diversi livelli di gioco, ciascuno dei quali ospita una buona varietà di missioni.

A differenza del predecessore, qui i livelli sono tutti ambientati nella stessa location, Delfinia. Infatti, posizionandosi nei punti più alti di ciascun livello è sempre possibile vedere gli altri in lontananza, il che contribuisce a dare l’idea di trovarsi su una gigantesca isola. Un piccolo tocco di classe che dimostra quanta cura Nintendo abbia riposto in questo piccolo gioiello.

Lo Splac-3000 sarà un vero e proprio alleato per Mario in questa nuova avventura

Nonostante la location rimanga sempre l’isola, la varietà comunque non manca: tra hotel infestati, parchi divertimento, cantieri e colline erbose, Delfinia non può certamente essere tacciata di monocromatismo.

Super Mario Sunshine è, come il predecessore, un platform-adventure: aspettatevi dunque livelli estesi che incentivano l’esplorazione, colmi di segreti da scoprire. Per completare al 100% Super Mario Sunshine dovrete esplorare ogni angolo di ogni livello, trovando tutti i soli custodi (che sostituiscono le care, vecchie stelle) e tutte le monete blu, principali collezionabili di questo episodio. Dovrete anche sudare le proverbiali sette camicie, perché Super Mario Sunshine è famoso per il suo livello di difficoltà. Chiariamoci, completare l’avventura principale non vi darà troppi problemi, ma qualora voleste puntare al 100% vi aspettano sfide davvero impegnative, tra cui alcuni livelli in cui Mario viene separato da Splac-3000 – da cui è possibile uscire soltanto diventando veri e propri maestri del platform.

Rigiocando Super Mario Sunshine, siamo rimasti stupiti di quanto il tempo sia stato galantuomo con l’idraulico baffuto. Il gioco non risente particolarmente del passare degli anni, complice il fatto che si presentasse già in forma smagliante all’epoca. Davvero, è difficile trovare un difetto, in questo caso; anche la telecamera, vera croce dei platform dell’epoca, non ci ha dato particolari noie.

L'ambientazione estiva di Super Mario Sunshine è irresistibile

Anche in questo caso, ovviamente, il gioco non viene riproposto con notevoli migliorie estetiche. Dobbiamo dire, però, che qui la cosa pesa molto meno rispetto a Super Mario 64. Sebbene non avremmo certamente detto di no ad un remake vero e proprio, in questo caso non ci sentiamo di dire che un update grafico sarebbe stato d’obbligo.

Super Mario Galaxy – L’avventura più epica

Super Mario Galaxy, uscito nel 2007 su Nintendo Wii, è il titolo più recente tra quelli presenti, e probabilmente anche quello che molti già conoscono. Dopotutto, non solo la sfortunata Wii U era retrocompatibile con i giochi originali della precedente, ma il titolo, al pari di Super Mario 64, era stato reso disponibile anche sull’e-shop virtuale di Nintendo. Per chi non lo conoscesse, però, Super Mario Galaxy potrebbe costituire una sorta di sorpresa.

Apparentemente, il gioco eredita la struttura dei due predecessori: abbiamo un hub, l’Osservatorio Cometa, da cui è possibile accedere ai diversi livelli. Abbiamo anche diverse missioni presenti in ciascuna galassia. Una volta avviato il primo livello, però, ci accorgiamo che Super Mario Galaxy si discosta enormemente dai due capitoli che lo hanno preceduto. Il gioco abbandona infatti la struttura da platform-adventure; in soldoni, i livelli si sviluppano in modo lineare, anziché avere vaste aree da esplorare e da scoprire abbiamo delle zone che si susseguono e che ci accompagnano alla fine del livello, con delle sparute aree opzionali ad interrompere il percorso.

È un approccio differente, non necessariamente migliore o peggiore dell’altro; la preferenza, qui, è estremamente personale. Al di là di questo fattore soggettivo, però, è innegabile che anche qui la maestria di Nintendo in fatto di level design si faccia sentire. Tutte le galassie giocano sapientemente con la gravità; quella che poteva essere una semplice gimmick diventa spesso e volentieri il perno di alcuni livelli, offrendo situazioni inedite e davvero fuori di testa.

Rosalina ha fatto la sua prima comparsa in Super Mario Galaxy, per poi diventare un personaggio stabile della serie.

Questa è sicuramente l’avventura più epica di Mario: si esplorano infinite galassie, pianeti dai colori sgargianti, stelle pullulanti di pericoli e di nemici – sempre accompagnati dalla meravigliosa colonna sonora, registrata da un’orchestra reale, che rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello per la produzione.

Tra i tre titoli, Super Mario Galaxy è sicuramente anche il più longevo, non solo perché i livelli sono tanti e spesso neanche semplici da completare (soprattutto se intendete raggiungere l’agognato 100%), ma anche perché, una volta terminata l’avventura con Mario, è possibile rigiocare l’intero gioco con Luigi, vivendo così una versione leggermente modificata dell’avventura.

Super Mario Galaxy ha anche un inusuale focus sulla trama, che ci racconta il passato di Rosalina (all’epoca un personaggio completamente nuovo per l’universo di Mario), una storia semplice ma al contempo toccante ed efficace – non poco, per un platform.

Tra i tre titoli, nonostante sia il più recente, Super Mario Galaxy è quello che più ci incuriosiva in quanto ad adattamento. Nintendo aveva infatti il non semplice compito di adattare un gioco concepito intorno al telecomando Wii a Nintendo Switch e alla sua portabilità. Nonostante non ci fosse un grosso utilizzo dei motion control, infatti, due operazioni erano affidate comunque ad essi: bisognava scuotere Wiimote per far piroettare Mario e puntarlo verso lo schermo per raccogliere le comete sparse sullo sfondo, fondamentale valuta del gioco. Fortunatamente, l’operazione di adattamento è riuscita in modo praticamente indolore.

Super Mario Galaxy è quello che, per ovvie ragioni, sente meno il peso degli anni – complice anche un ottimo adattamento dei controlli da Wii a Switch

Giocando in modalità dock è possibile utilizzare il Joy-Con destro come puntatore; possiamo anche scuoterlo per far piroettare Mario, proprio come succedeva con il Wiimote. Qualora non volessimo utilizzare i motion control, abbiamo la possibilità di premere semplicemente Y per far ruotare Mario. Quest’ultima soluzione vale anche in modalità portatile; per ovvie ragioni, qui non si utilizza più un puntatore, ma si può ovviare attraverso il touch screen. Basta infatti toccare lo schermo per accaparrarsi le comete.

Anche in questo caso, dunque, non abbiamo particolari critiche da muovere al gioco, che sarà tranquillamente fruibile anche su Nintendo Switch Lite. Super Mario Galaxy rasentava la perfezione tredici anni fa e niente è cambiato a questo riguardo. La mancanza di un update grafico, proprio come per Super Mario Sunshine, non pesa troppo, fortunatamente, ed il gioco risulta ancora godibile così com’è.

Super Mario 3D All-Stars – Un’occasione mancata

Ormai lo avrete capito: i giochi contenuti in Super Mario 3D All-Stars sono tre capolavori senza tempo, che dovrebbero essere giocati davvero da chiunque si definisce appassionato di videogiochi. È difficile trovare loro un qualsiasi difetto, e con l’eccezione di Super Mario 64 il tempo è stato davvero galantuomo, lasciando i titoli divertenti proprio come all’uscita.

Ciò detto, non possiamo che esprimere rammarico per questa raccolta. Se da una parte si tratta certamente di un’occasione unica, complice anche il fatto che per la prima volta rivediamo Super Mario Sunshine dopo diciotto anni, dall’altra non possiamo non pensare a quanto si sarebbe potuto fare di meglio.

Innanzitutto, i tre giochi vengono riproposti sostanzialmente senza modifiche, né tecniche né di gameplay. E questo pesa, soprattutto nel caso di Super Mario 64. Fare tre remake avrebbe richiesto un esborso economico e di tempo di gran lunga maggiore, ciò nonostante è difficile non provare una sensazione di amaro in bocca pensando a ciò che Nintendo avrebbe potuto fare con questi titoli se avesse deciso di metterci davvero le mani.

In secondo luogo, stupisce in negativo l’assenza di Super Mario Galaxy 2. Non solo perché noi personalmente lo preferiamo al primo Galaxy, ma anche perché questa collection diventa così una raccolta incompleta, parziale, incapace di racchiudere la storia di Mario in 3D nella sua interezza. Certo, manca anche Super Mario Odyssey all’appello, ma qui c’è la giustificazione dell’uscita relativamente recente, che ancora lo rende tranquillamente vendibile come prodotto a sé stante.

Il menù principale della collection ci permette di accedere ai singoli giochi e di sentire la colonna sonora di ciascuno di essi.

Non c’è solo questo, però. C’è anche il fatto che per essere una collection celebrativa dei 35 anni della serie, Super Mario 3D All-Stars lascia davvero a desiderare in termini di extra, che in queste operazioni sono fondamentali. Tolti i giochi, abbiamo soltanto le colonne sonore dei tre titoli in formato digitale. Manca qualsiasi altra forma di contenuto aggiuntivo. Perché non inserire interviste, dietro le quinte, curiosità, trailer o altro? Perché non impreziosire la release fisica con un’edizione su disco della colonna sonora, magari anche un art book, così come era successo per l’edizione celebrativa di Super Mario All-Stars rilasciata su Nintendo Wii in occasione dei 25 anni della serie?

Le possibilità erano davvero illimitate, e le nostre sono solo alcune delle idee che Nintendo avrebbe potuto sperimentare. Per questo ci sentiamo di dire Super Mario 3D All-Stars è un’occasione mancata: un’occasione mancata di offrire una versione definitiva di questi tre giochi, un’occasione mancata per fornire una collection davvero completa ed infine un’occasione mancata di offrire una celebrazione degna dei 35 anni di questa serie.

Ciò detto, però, non vogliamo chiudere su una nota negativa. I tre giochi contenuti rimangono e sempre rimarranno capolavori immuni allo scorrere del tempo: se non li avete ancora giocati, quest’occasione è davvero imperdibile. Il rammarico è più per i veterani, per chi aspettava un’occasione di celebrare con stile tre titoli che già ha amato. Per i nuovi arrivati, invece, questa collection offrirà circa un centinaio di ore di divertimento con alcuni dei migliori videogiochi della storia. E davvero non è poco.

Vista la disponibilità limitata di Super Mario 3D All-Stars, vi consigliamo di assicurarvi la vostra copia a questo indirizzo.

8,0

Super Mario 3D All-Stars

Piattaforme: switch
Come spesso accade per operazioni di questo genere, le nostre considerazioni finali sono la sintesi di due valutazioni differenti. Da una parte, i titoli contenuti in questa raccolta meriterebbero tutti, ciascuno per motivi differenti, valutazioni vicinissime ad un "perfect score"; il tempo è stato galantuomo con Mario, e le sue tre avventure qui proposte sembrano non aver sentito (con la parziale eccezione di Super Mario 64) il passare degli anni. D'altro canto, però, dobbiamo anche valutare la collection in quanto prodotto a sé stante. E, sotto questo riguardo, non possiamo ritenerci soddisfatti, perché Nintendo avrebbe potuto (e dovuto, vista l'importanza della serie) fare di più. Tirando le somme, la qualità dei giochi ci spinge comunque a consigliare l'acquisto a tutti coloro che non hanno ancora avuto modo di giocare questi tre capolavori, che riescono a compensare le pur grandi mancanze di questa operazione commerciale.

Pro

  • Tre capolavori senza tempo
  • Super Mario Sunshine per la prima volta reperibile dopo 18 anni

Contro

  • Si sarebbe potuto fare molto di più, soprattutto per Super Mario 64
  • Carenza di extra volti ad impreziosire il prodotto
8,0