Sundered Eldritch Edition – Orrori norreni anche su Switch

Recensione
A cura di DottorKillex - 13 Gennaio 2019 - 10:00

Il sottogenere dei cosiddetti metroidvania, rifiorito nell’ultimo lustro e particolarmente a suo agio sullo schermo di Nintendo Switch, si arricchisce, proprio sulla macchina ibrida di Nintendo, di un “nuovo” esponente.
Le virgolette sono dovute al fatto che Sundered non sia propriamente un titolo inedito, vista la sua pubblicazione, nel corso del 2017, su PC e PS4: nella sua versione per Switch, però, il titolo guadagna il sottotitolo Eldritch Edition e aggiunge tutti i dlc.
Andiamo allora a vedere se vale o meno la pena dare una possibilità al prodotto Thunder Lotus Games.

Lovecraft e le valchirie

Come già evidenziato dal buon Valthiel nella sua recensione della versione PC, il comparto narrativo di Sundered trae ispirazione da due fonti tanto prolifiche quanto abusate negli ultimi tempi, ovvero il lavoro di quel genio maledetto che risponde al nome di Howard Phillip Lovecraft e la mitologia norrena, già portata alla ribalta recentemente dalla trilogia di The Banner Saga e dal monumentale God of War dei Santa Monica Studios.
Il giocatore veste i panni di Eshe, una cacciatrice che viene improvvisamente risucchiata da un gorgo tentacolare, che la trascina nel sottosuolo, all’interno di un regno oscuro e corrotto, riflesso opacizzato di un mondo che fu.
Nonostante le ottime premesse, con tanto di voce infernale che si allea con la nostra e le offre il potere necessario a portare a termine il suo viaggio, non è la storia il punto focale della produzione: pur vivendo di buoni momenti qua e là, con riferimenti costanti alle opere dello scrittore inglese che i fan più appassionati non potranno non apprezzare, l’intreccio che dovrebbe muovere le azioni del giocatore non esplode mai.

C’era del potenziale enorme nell’accostamento, insomma, ma il team di sviluppo, probabilmente anche per le sue ridotte dimensioni, ha preferito concentrarsi sulle meccaniche di gioco e sulla creazione di un mondo procedurale che potesse inglobare il giocatore e spingerlo ad un tentativo in più, ad una ulteriore morte, alla scoperta di un nuovo anfratto nascosto.
A patto di accettare l’idea di confrontarsi con un calderone di idee non sempre ben armonizzate (i robot con le valchirie c’entrano poco, e anche Lovecraft approverebbe), ci sono comunque spunti interessanti nella narrativa di Sundered, a patto di seguire bene i dialoghi e tenerne traccia anche in caso di sessioni di gioco molto brevi, perfette per la fruizione del prodotto soprattutto in questa versione Switch.

Esplora, uccidi, muori, ripeti

A distanza di un anno e mezzo scarso, il gameplay alla base della produzione è rimasto invariato, e l’aggiunta dei dlc rilasciati post lancio, che pure amplia l’esperienza ed aggiunge diversi mini boss, non rivoluziona l’approccio decisamente votato all’esplorazione che Sundered sfoggiava già su PS4 e PC.
Mappare l’enorme regno sotterraneo, quantomeno nelle sue parti non randomizzate, riveste un ruolo fondamentale nell’economia del gioco, perché alla morte la protagonista Eshe si ritroverà all’inizio della mappa, e senza un’adeguata mappatura dei suoi dintorni rischierà di ricominciare praticamente da zero.
Differentemente dall’osanato Dead Cells di Motion Twin, Sundered utilizza un peculiare approccio ibridio alla preceduralità, che lascia invariate alcune sezioni della mappa per poi sconvolgerne completamente delle altre, con una soluzione che, verosimilmente, finirà con lo scontentare tutti, tanto gli integralisti della rigiocabilità, quanto quelli del level design.

I combattimenti, invece, sono gestiti in maniera fluida e naturale, con un attacco a breve distanza, capace di infliggere ingenti danni ma assai limitato in quanto a range, uno scudo a ricarica, che protegge la nostra da un dato quantitativo di danni prima di esaurirsi (e rigenerarsi in qualche secondo) e un attacco finale, devastante per forza ma abbastanza limitato (quantomeno durante le prime ore di gioco) in quanto a gittata e durata.
Quest’ultimo si carica infliggendo e subendo danni, e risulta decisivo soprattutto durante le boss fight, che rappresentano senza ombra di dubbio il punto più alto della produzione.
Laddove gli scontri contro i mob comuni risultano rapidi ma tutto sommato molto simili tra loro (anche a causa del massiccio utilizzo del palette swap), i boss delle varie aree si differenziano per pattern di attacco, punti deboli e movenze, segnalandosi per l’ottimo design degli scontri e per la notevole difficoltà, soprattutto durante le fasi finali di ogni combattimento, quando, messi alle strette, questi monumentali nemici offrono il peggio di loro.
A conti fatti, questa Eldritch Edition non eccelle in nessun campo rispetto alla nutrita concorrenza, se è vero che Dead Cells gestisce assai meglio la progressione del personaggio e la generazione casuale delle mappe e Hollow Knight i combattimenti, ma risulta nondimeno piacevole e godibile, anche grazie alla riuscita aggiunta di una cooperativa locale che non mancherà di coinvolgere un secondo giocatore, rendendo leggermente più abbordabili gli epici scontri contro i boss.
Menzione positiva anche per l’ottimo rapporto quantità/prezzo: per meno di venti euro ci si porta a casa un’avventura densa, rigiocabile e dotata di finali multipli, influenzati dalle scelte del giocatore in prossimità di alcuni snodi della trama.

Arte ed aggiunte

Già meraviglioso da vedere su PC e Playstation 4, Sundered diventa ancora più accattivante sul luminoso schermo di Nintendo Switch, dove i colori risaltano ancora di più e la bontà del comparto animazioni valorizza le movenze di Eshe e dei suoi nemici.
Il tratto artistico riesce a stupire, alternando interminabili caverne apparentemente tutte uguali a larghe sale sotterranee zeppe di colori saturi, all’interno delle quali, purtroppo, stona il già citato, eccessivo ricorso al palette swap da parte degli sviluppatori.
La varietà dei nemici incontrati, pur leggermente superiore a quella dell’edizione dello scorso anno per via dei contenuti scaricabili aggiuntivi incorporati in questa versione per console Nintendo, rimane insufficiente, con tantissime forme che si ripetono solo con i colori scambiati, a denunciare il budget risicato con cui Thunder Lotus Games si è trovata a confrontarsi.
Gli alti e bassi proseguono anche nel comparto meramente tecnico ed in quello musicale: per quanto concerne il primo, dobbiamo segnalare qualche rallentamento di troppo in versione docked, probabilmente dovuto all’aumento di risoluzione quando si gioca sulla tv di casa, e tempi di caricamento post mortem sensibilmente più estesi rispetto alla controparte per l’ammiraglia Sony, a fronte del fix di tutti i bag e dei piccoli glitch che erano invece presenti nelle versioni uscite diciotto mesi fa.
L’accompagnamento musicale sembra andare al risparmio: a lunghi silenzi, intervallati da fasi in cui il sottofondo musicale è appena percettibile e non aggiunge nulla al giocato, si alternano motivi di rara bellezza e pathos in occasione delle epiche boss fight, durante le quali le note punteggiano con maestria la crescente tensione e la difficoltà degli scontri.
Ci chiediamo, quindi, che effetto avrebbe avuto un accompagnamento più presente ed udibile anche durante le normali fasi di esplorazione, che occupano l’ottanta per cento della ventina scarsa di ore necessarie a raggiungere uno dei tre finali presenti.

+ Combattimenti rapidi e fisici
+ Fantasiosa direzione artistica
+ Tutti i dlc e la cooperativa locale
- Framerate incostante e caricamenti estesi
- Ci sono diversi congeneri migliori nella libreria di Switch

7.5

Sundered Eldritch Edition si rivela un’aggiunta solida alla crescente libreria di metroidvania di cui Nintendo Switch puà disporre: un combat system rapido ed agile, una direzione artistica notevole e scontri epici contro boss enormi rappresentano alcuni tra i punti di forza del prodotto Thunder Lotus Games.

A conti fatti, però, la versione per la macchina Nintendo risulta la meno performante a livello puramente tecnico, con quache calo di framerate e caricamenti sensibilmente più estesi rispetto alle altre edizioni, e, nonostante l’apprezzabile aggiunta del multiplayer locale, la scarsa attenzione alla narrativa ed una gestione non sempre convincente della proceduralità impediscono alle avventure di Eshe di entrare nel novero dei migliori del genere, tra cui spiccano sicuramente Hollow Knight, Dead Cells e Steamworld Dig 2.




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