Stati Uniti, dazi sui videogiochi rinviati a metà dicembre

Nelle scorse settimane, Microsoft, Nintendo e Sony avevano inviato una lettera congiunta all'amministrazione Trump per chiedere la cancellazione di questi propositi

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A cura di Paolo Sirio - 14 Agosto 2019 - 19:02

L’amministrazione Trump ha fatto un mezzo passo indietro annunciato non la cancellazione ma il rinvio delle misure che avrebbero introdotto dazi del 25% sui videogiochi e altri prodotti realizzati in e importati dalla Cina negli Stati Uniti.

Come spiegato dallo stesso quarantacinquesimo presidente degli States Donald Trump, lo slittamento dall’1 settembre al 15 dicembre non è dovuto ad un cambio di idea sull’argomento ma alla volontà di non avere un impatto negativo sullo shopping della stagione natalizia.

“Quello che abbiamo fatto è stato rinviarli in modo che non saranno rilevanti nella stagione dello shopping natalizio”, ha spiegato infatti Trump, puntando chiaramente al Black Friday novembrino.

“Solo nel caso in cui potrebbero avere un impatto sulla gente”, ha sottolineato, evidentemente ancora convinto che questa misura andrà a migliorare la vita degli americani.

Nelle scorse settimane, Microsoft, Nintendo e Sony avevano inviato una lettera congiunta all’amministrazione Trump per chiedere la cancellazione di questi propositi, che avrebbero gravemente danneggiato il business dei videogiochi negli Stati Uniti.

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