Spyro Reignited Trilogy #2 | Cronache da Avalar

Speciale
A cura di Adriano Di Medio - 29 Dicembre 2018 - 10:48

Bentornati alle Cronache di Spyro Reignited Trilogy, lo speciale in tre parti per ripercorrere con l’occhio del veterano i tre remake dei Toys for Bob. Dove nella prima puntata abbiamo parlato del videogioco d’esordio e della sua sognante atmosfera di fiaba, oggi ci spostiamo in avanti per parlare del seguito: ecco a voi le Cronache da Avalar, a tema Spyro 2: Ripto’s Rage.

Spyro Reignited Trilogy #2 | Cronache da Avalar

Due titoli e finalmente una nemesi

In Europa Spyro 2 era stato dotato di un sottotitolo differente: Gateway to Glimmer. La Reignited Trilogy ha però preferito mantenere Ripto’s Rage, quindi è lecito pensare che la seconda avventura del draghetto d’ora in poi sarà ufficialmente nota così. Ma anche guardandolo oggi sul remake, Spyro 2 esibisce un coraggio veramente inusuale. Spyro è lì e non si tocca, ma il contesto in cui si muove viene totalmente stravolto e praticamente riscritto da zero. Debellato Nasty Norc, Spyro decide di andare a farsi una vacanza alle Spiagge del Drago, ma finisce suo malgrado ad Avalar, un mondo minacciato dal perfido Ripto e dai suoi due mostri-scagnozzi Crush e Gulp. Inutile dire che anche stavolta Spyro sarà costretto a partire al salvataggio.

Di nuovo la trama non ha grande importanza, ma del resto qui importa più l’azione. L’evoluzione del brand però passa attraverso l’affiancamento del protagonista a diversi comprimari. Abbiamo il Professore (tutto teoria e niente pratica), l’avido Riccone e il svagatissimo Hunter, tigrotto umanizzato tutto salti e gesti atletici. Tuttavia, ad assurgere al necessario ruolo di “guida” è il fauno Elora, che pare la mediazione perfetta e quindi assennata abbastanza da spiegare a Spyro la grave situazione. In effetti, l’aggiunta più importante a livello generale sta proprio nell’avere dato una “nemesi” a Spyro. Ripto è di nuovo costruito in funzione del protagonista, tuttavia viene basato sulla contrapposizione. Egli è il classico “cattivo irrecuperabile”, l’invasore di Avalar che si approfitta della dabbenaggine e dell’errore di un singolo (Hunter) per instaurare il proprio domino parassitario.

Spyro Reignited Trilogy #2 | Cronache da Avalar

A questo riguardo c’è da dire che la Reignited Trilogy ha ridisegnato notevolmente questi personaggi. L’originale di Insomniac era infatti decisamente più svagato e sognante, e forse volendo anche falsamente innocente. Ad esempio Hunter aveva degli strani occhi spiritati, mentre Elora era leggermente più seria e dallo sguardo appuntito, quasi a volerne trasparire la furbizia intrinseca di fauno. I ragazzi di Toys of Bob hanno preferito approfittare dei poligoni in più per renderli decisamente più morbidi, con occhi particolareggiati e dandogli un aspetto meno smaccatamente umanoide. L’unico a non averne risentito così tanto è appunto il Professore, per quanto alcune battute siano state corrette. Originariamente gli Insomniac avevano giocato un po’ coi suoi dialoghi, esplicitando un amore per i doppi sensi che sarebbe arrivato al grande pubblico solo con i futuri Ratchet e Clank. C’è una missione in cui Spyro deve aiutare il professore a raccogliere e piantare dei semi; scopo ultimo è far crescere delle piante da usare poi come piattaforma. Su PSX il professore introduceva la quest con la frase equivoca “Ehi Spyro, ho un pisellino magico”. Nella Reignited Trilogy è stata corretta in “Ehi Spyro ho un fagiolo magico” per evitare facili polemiche.

Spyro Reignited Trilogy #2 | Cronache da Avalar

Mondi chiusi e traduzioni

Rispetto al precedente gioco, stavolta i mondi visitabili si riducono da cinque a tre: Foresta d’Estate, Pianure d’Autunno e Tundra d’Inverno. Proporzionalmente però c’è un maggior numero di livelli pro capite, molti dei quali vanno sbloccati o raccogliendo Sfere o pagando la solita tassa al viscido Riccone. Se il primo Spyro è il trionfo del fiabesco medievale, Spyro 2 rientra a pieno titolo nel surreale. Non c’è infatti altro modo di descrivere tutti i livelli e i vari personaggi che li popolano. Se il primo aveva quantomeno un’etnia comune che rendeva i luoghi misteriosi ma riconoscibili, qui non è un’approssimazione dire che ogni livello fa praticamente storia a sé. Tanto che anche la Spyro Reignited Trilogy mantiene gli intermezzi, brevi filmati procedurali che illustrano sinteticamente il definirsi della minaccia e la sua risoluzione successivamente all’intervento di Spyro. Si tratta spesso di brevi sketch dalla comicità anche fisica, che se a un bambino strapperanno il sorriso, all’adulto aumenteranno ancor di più il senso di surreale.

Il gioco è pieno di esempi di personaggi stravaganti (monaci zen che giocano a hockey su ghiaccio, cavernicoli con la videocamera e così via) così come piccoli compiti più o meno inverosimili. La risoluzione di questi ultimi frutta le Sfere, strani oggetti verde smeraldo capaci di condurre potere magico, che saranno essenziali per accedere e risolvere la battaglia finale contro Ripto.

Spyro Reignited Trilogy #2 | Cronache da Avalar

A questo riguardo, oltre a un repertorio di colori più scuro rispetto all’originale, è nella traduzione che questa Reignited Trilogy ha apportato i maggiori cambiamenti. Tralasciando la ben nota questione del nome del protagonista, Spyro 2 è stato ritradotto da zero con assai meno “licenze creative” rispetto all’originale di fine anni Novanta. Un esempio vistoso è il livello desertico Scottatura (inglese Scorch) che è stato rinominato Zenit, nel senso transitivo di “sole a picco”. Lo stesso titolo del gioco nella versione europea si traduce “passaggio verso Barlume”, ma Barlume è il nome del livello di addestramento cui si accede prima della Foresta d’Estate, mentre il regno vero e proprio si chiama appunto Avalar. Un titolo più accurato sarebbe quindi Gateway to Avalar, ma per evitare confusione hanno deciso di rendere ufficiale il titolo statunitense.

Spyro Reignited Trilogy #2 | Cronache da Avalar

Percorso di crescita

Per affrontare i boss invece servono i Talismani, oggetti unici che si ottengono al termine di ogni livello. Per quanto alla fine siano solo tre compresa la battaglia finale, ancora adesso è ravvisabile la volontà degli sviluppatori di evolversi e migliorarsi in qualcosa di oggettivamente difficile da fare come le bossfight. Nel precedente videogioco tali “scontri” erano semplicemente dei grossi enigmi ambientali, in cui il mostro andava abbattuto ripetendo il medesimo schema in difficoltà crescenti. Qui le battaglie contro Crush, Gulp e Ripto invece obbligano (sempre nei limiti dell’accessibilità) a un certo adattamento e improvvisazione. Il gioco giustifica la prevedibilità dei nemici dipingendoli da subito come decisamente ottusi. Ripto invece appare come semplicemente obnubilato dal potere, oltre che codardo appena Spyro diviene capace di danneggiarlo seriamente. Senza contare che tali tre combattimenti sono forse l’unico vero momento “difficile” dell’avventura, sensazione che Spyro Reignited Trilogy amplifica.

Il gioco nei fatti porta al massimo possibile le potenzialità di Spyro. Non solo la planata è stata resa più gestibile, cosa abilmente ricreata anche dai remake, ma il draghetto è stato dotato di tutta una serie di mosse in più, che aggiungono possibilità esplorative. Tutte sono da sbloccare pagando Riccone, che così insegnerà al protagonista come scalare le pareti, nuotare sott’acqua e la testata per spaccare oggetti a terra. Il tutto per evidenziare come effettivamente Spyro sia cresciuto rispetto al precedente episodio, e di come anche i suoi autori siano cresciuti con lui.

Spyro Reignited Trilogy #2 | Cronache da AvalarC’è da dire che la varietà dei compiti e delle cose da fare è decisamente imponente, cosa che aumenta non di poco l’esperienza al netto di un livello di sfida che è sempre lo stesso. Tali “mosse in più” fanno in modo di rendere accessibili nuove zone, e ne consegue che non tutti i livelli siano totalmente completabili accedendovi una sola volta. Sono tutte cose oggi piuttosto comuni, ma che ai tempi pochi riuscivano a fare, specialmente se fuori dalla solita cerchia di “pezzi grossi dello sviluppo”. Del resto, è facile ricordare come nell’epoca PlayStation dotare il protagonista della capacità di nuotare e immergersi fosse già simbolo di evoluzione.




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