Dietro l’eleganza visiva e la potenza emotiva di Clair Obscur: Expedition 33, il nuovo JRPG di Sandfall Interactive, ci sono interpreti che hanno dato corpo e voce a un mondo intriso di arte, tragedia e scoperta.
Due di loro sono Maxence Cazorla e Rich Keeble. Il primo, presenza chiave per il successo del progetto, ha prestato il suo talento a molteplici personaggi, da Gustave a Verso, fino a Renoir curando anche il motion e performance capture del gioco.
Il secondo, attore e doppiatore britannico riconosciuto per i suoi numerosi ruoli nel mondo videoludico, dà voce all’enigmatico Monoco, figura tanto ironica quanto misteriosa.
Insieme, alla recente Milan Games Week, ci hanno accompagnato dietro le quinte di Clair Obscur: Expedition 33, raccontando la complessità e la magia di un progetto che unisce teatro, pittura e videogioco come mai prima d’ora.
Marino Puntorieri
Ok, partiamo dall’inizio della storia di Clair Obscur. Nel prologo, con la figura della pittrice e la narrazione, l’impatto è immediato. Come vi siete sentiti e perché pensate che funzioni così bene come storia?
Rich Keeble e Maxence Cazorla
Maxence: quando ho letto la sceneggiatura per la prima volta, era ancora in fase di scrittura. Avevo solo le prime sessanta pagine — dal prologo fino, credo, al momento in cui Gustave trova la posta nella villa. Quindi non sapevo ancora nulla dei pittori o della tela. Per me era una spedizione epica contro la pittrice, una storia da grande blockbuster. Mi entusiasmava l’idea. Lavoravamo a blocchi di sessanta pagine: le giravamo e poi ci mandavano la parte successiva. È stato come guardare la mia personale serie Netflix per un anno, scoprendo man mano cosa accadeva ai personaggi. Poi è arrivato il momento di interpretare Verso, e Guillaume mi ha detto: “Ora dobbiamo sederci, devo raccontarti tutto”. Perché se vuoi interpretare un personaggio come Verso, devi conoscere l’intera storia.
Keeble: La mia esperienza è stata molto diversa. Io ho ricevuto l’intera sceneggiatura, quasi 500 pagine con tanto di diari, illustrazioni e materiale extra. È raro avere così tante informazioni per un gioco. Ricordo che spesso non capivo appieno tutto il background: ci sono dettagli sui personaggi che forse nemmeno compaiono nel gioco. Jen e Gon mi spiegavano molto durante le sessioni di registrazione, perché lavoravamo in modo non lineare. Saltavamo da una scena all’altra, da filmati a dialoghi di battaglia. E devo ammettere che ho capito davvero la storia solo guardando i video su YouTube dopo l’uscita del gioco!
Marino Puntorieri
Passiamo al gameplay. Il combattimento a turni ha un tono molto teatrale, pieno di movimento. Quanto è stato difficile usare voce e corpo per rendere tutto questo credibile?
Rich Keeble e Maxence Cazorla
Keeble: Era la parte più divertente! Passavamo ore a urlare, a fare “barks” — quelle brevi battute in battaglia tipo “alla tua sinistra!”. Devi interpretarle con energia, ma anche con sfumature diverse. È stancante ma spassoso.
Maxence: Sì, condivido. Quando reciti scene drammatiche sei concentrato sulla performance, ma nel combattimento ti liberi. Usi tutto il corpo. È pura fisicità e istinto, un’esperienza bellissima.
Marino Puntorieri
E per te (Keeble, NdR), interpretare Monoco? È un personaggio enigmatico ma profondo: come lo hai costruito?
Rich Keeble e Maxence Cazorla
Keeble: È merito della scrittura. Ricordo che al provino ho pensato: “Questo copione è diverso”. Era naturale, sincero, con momenti di umorismo sottile. Ho lavorato sul realismo e sull’intenzione, non sull’enfasi. Molte battute le registri “in wild”, senza contesto visivo, quindi devi fidarti dell’istinto. Ma quando la scrittura è solida e il team ti guida, il resto viene da sé.
Marino Puntorieri
In effetti, molte scene tra Monoco e Verso vivono di silenzi, di sguardi non detti.
Rich Keeble e Maxence Cazorla
Keeble: Già. Quelle scelte arrivano tutte dalla regia e dalla pianificazione delle scene. Mi piace molto quel momento in cui dice “Nuovi amici” e Verso risponde “Geloso?”. Poi basta uno sguardo per dire tutto.
: A proposito di Monoco — è interessante sapere che nel motion capture lo interpretavano in molti. Io, Guillaume, Lucille, Estel... perfino l’artista delle cinematiche, William. È un personaggio costruito da tante anime diverse.
Keeble: Sì, lo sapevo. È affascinante pensare che Monoco sia in realtà il risultato di tanti corpi, non di uno solo.
Maxence: Già. Ed è anche il motivo per cui quel personaggio ha una presenza così speciale.
Marino Puntorieri
È stato un piacere parlarne con voi. Clair Obscur è un progetto incredibile e si sente quanto ci abbiate messo passione. Grazie per il vostro tempo!
Per un titolo del genere il doppiaggio in italiano era assolutamente necessario secondo me, capisco certi giochi d'azione dove la trama magari non è poi così rilevante, ma quelli come questo la scelta di lasciare solo i sottotitoli localizzati è inaccettabile.
Per un titolo del genere il doppiaggio in italiano era assolutamente necessario secondo me, capisco certi giochi d'azione dove la trama magari non è poi così rilevante, ma quelli come questo la scelta di lasciare solo i sottotitoli localizzati è inaccettabile.
Però qui diciamo che, essendo un gioco "piccolo", l'assenza del parlato ci sta. Pelo pelo.
Siete stati capaci di chiedere di gameplay a uno che ha capito la storia guardando i video su YouTube (quindi non lo ha nemmeno giocato)
Ma almeno leggete le risposte che vi danno? Non vi pare di fare un lavoro grossolano e sommario?
Vi lamentate dei doppiaggi voi che pubblicate su questo sito ma avete problemi strutturali più gravi
Grande articolo, complimenti! Rich e Maxence sembrano due talenti assoluti, e non vedo l'ora di immergermi in questo mondo magico di Clair Obscur: Expedition 33. Peccato solo che meritasse un doppiaggio in italiano... ormai è troppo tardi! Speriamo in una patch futura!