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Pro
- Realizzazione tecnica notevole.
- Combat system arricchito.
- Tante e piacevoli novità.
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Contro
- Le novità saranno sufficienti per attrarre i neofiti?
- La struttura di gioco è ancora attuale?
Conclusioni Finali di SpazioGames
Le novità del sistema di combattimento, unite a un comparto tecnico rinnovato e a un'esplorazione finalmente fluida e moderna, promettono di riconsegnare ai fan di vecchia data e ai neofiti un capolavoro assoluto tirato a lucido. Per sapere se tutto ciò sarà sufficiente per rendere onore all'originale purtroppo tocca aspettare ancora qualche mese: l'appuntamento con Persona 4 Revival è fissato per il prossimo 18 febbraio, ma sinceramente dopo questo primo hands-on ci sono rimasti davvero pochissimi dubbi in merito.
Se siete degli amanti dei jRPG conoscerete sicuramente la saga di Persona, con i lavori di Atlus nati come costola dei Megami Tensei che hanno saputo nel corso degli anni diventare un vero e proprio punto di riferimento per il genere e non solo.
Un percorso partito nel lontano 1996 e che ha raggiunto il suo apice, almeno per ora, una decina scarsa di anni fa con l’incredibile Persona 5, che nelle nostre pagine abbiamo premiato con addirittura un 9.5.
In attesa del sesto capitolo della saga, annunciato oramai più di un anno fa durante l’Xbox Games Showcase, i numerosissimi fan della serie potranno consolarsi il prossimo 18 febbraio con Persona 4 Revival, remake del quarto apprezzatissimo esponente della serie.
Un appuntamento a cui mancano ancora purtroppo diversi mesi, ma che abbiamo avuto l’occasione di provare in anteprima in quel di Colonia durante la Gamescom 2026. Un incontro fugace di circa un’ora, ma che ci ha comunque concesso di scoprire qualcosa di più sull’avanzamento dei lavori del titolo e sulle ambizioni riposte dal team di sviluppo in questa nuova incarnazione.
Messa a lucido
Se vi è mai capitato di giocare Persona 4, sia nella sua versione originale uscita su PlayStation 2 che in quella riveduta e corretta denominata Golden, avrete ben presente l’incredibile natura ammaliante del titolo. Basta infatti davvero poco per farsi coinvolgere nelle vicende quotidiane e misteriose ambientate a Inaba e perdersi in una storia stratificata e in un loop di gameplay dai quali è veramente difficile riuscire a staccarsi. Un’opera dalla qualità oggettivamente indiscutibile, diventata nel corso del tempo per moltissimi appassionati uno dei migliori jRPG mai rilasciati sul mercato.
Ebbene, sedendoci durante la kermesse tedesca in compagnia di Persona 4 Revival abbiamo risentito le medesime sensazioni, con il titolo che ci ha fin dai primissimi minuti pervaso della stessa carica e della stessa energia che ci aveva fatto innamorare in passato. Non abbiamo infatti nessun problema ad ammettere che dopo la prima ora in compagnia del titolo saremmo rimasti ancora seduti lì a lungo a giocarci, con la nostra fitta agenda che ci ha però presto richiamato all’ordine.
Revival è innanzitutto un remake strutturato in tutto e per tutto e non un semplice remaster pigro che si limita a svecchiare le texture o a ritoccare la risoluzione. Il gioco è infatti stato interamente rifatto da zero basandosi sull’Unreal Engine 5, dando nuova e sfolgorante giovinezza estetica a protagonisti , comprimari e ambientazioni del lavoro di Atlus.
Pure l’interfaccia utente è stata poi aggiornata e resa più moderna, preservando però al contempo l’iconico e inconfondibile stile del gioco, mentre il gameplay, come vi racconteremo in dettaglio a breve, è stato arricchito e potenziato da diversi punti di vista.
Il risultato complessivo è evidente fin da subito, con Persona 4 che rinasce in questa nuova versione con una verve ancora maggiore, aprendosi a un pubblico moderno senza però snaturarsi minimamente o perdere la propria identità.
Un lavoro certosino che, come ci hanno raccontato con entusiasmo i rappresentati di Atlus alla Gamescom 2026, è stato pensato per risultare contemporaneamente accessibile per un neofita assoluto e accattivante per chi ha già vissuto le vicende del titolo. Dichiarazioni che, dopo averlo provato, possiamo serenamente ritenere ben più che giustificate.
La nostra oretta in compagnia di Persona 4 Revival si è suddivisa in tre differenti sezioni, ognuna delle quali dalla durata di circa 15-20 minuti. La prima di esse ci ha visto esplorare la versione oscura dello shopping district di Inaba, durante una delle prime esplorazioni della realtà alternativa da parte del gruppo dei giovani protagonisti. Una fase molto breve, ma pensata per farci subito conoscere l’aspetto tecnico aggiornato del gioco, farci gustare uno spettacolare filmato e illustrarci alcune delle novità apportate al gameplay.
Come forse saprete, Persona 4 è un gioco di ruolo a turni, in cui siamo chiamati a combattere le entità maligne conosciute come Ombre con i Persona dei vari adolescenti attorno al quale ruotano le vicende del titolo.
Le meccaniche alla base sono rimaste quelle solidissime della versione originale, ma arricchite da alcune trovate niente male capaci di svecchiarle dove necessario e consentire anche una libertà strategica maggiore ai giocatori.
È possibile ad esempio ora cedere il turno di un personaggio a un compagno, in modo tale da sfruttarne alcuni attacchi speciali nel momento tattico più opportuno. Attaccando un avversario afflitto da un effetto di status, inoltre, è possibile scaraventarlo violentemente contro le altre ombre presenti sullo schermo, aumentando così il danno inflitto e causando l’effetto di stato anche agli altri nemici.
L’ultima novità è infine rappresentata da un indicatore di carica dedicato, che se riempito consentirà di dare il via a un periodo di grazia, dove per qualche turno non consumeremo SP e che si concluderà con un potente attacco particolarmente spettacolare e devastante.
Tutte novità che abbiamo potuto sperimentare per bene durante la seconda sezione, che ci ha invece visto affrontare parte del dungeon chiamato Yukiko’s Castle e di affrontare anche un agguerrito boss. Una fase decisamente più movimentata, in cui abbiamo anche provato le migliorie apportate durante l’esplorazione di tali ambienti.
Oltre a poter attaccare per primi gli avversari per ottenere un vantaggio in battaglia, è infatti ora possibile anche parare il loro assalto al momento opportuno per partire con il piede giusto nello scontro. I dungeon sono poi stati riempiti con elementi distruggibili al cui interno sono presenti risorse, mentre la telecamera è ora finalmente controllabile a 360 gradi.
L’ultima parte della nostra prova ci ha infine rivisto tornare nello shopping district, questa volta però alla luce del sole, concedendoci la possibilità di esplorarlo in tranquillità e senza nessun pericolo dietro l’angolo. Un’ottima occasione per constatare come la grande qualità narrativa del titolo sia ancora intatta e in grado di coinvolgere pure nel dialogo all’apparenza più insignificante.