Final Fantasy Memories

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a cura di erik369

Attenzione: Lo speciale riportato di seguito contiene spoiler massivi sulla trama di Final Fantasy X. Sconsigliamo vivamente la lettura a chiunque non abbia giocato il titolo, soprattutto nel caso fosse intenzionato a recuperarlo in futuro.

Per celebrare l’imminente arrivo di Final Fantasy XV abbiamo deciso di commemorare la serie con uno o più speciali che ne approfondiscano determinate tematiche, legate in particolar modo a sentimenti ed emozioni che hanno segnato indelebilmente il cuore e la mente di tutti gli appassionati. In questo primo speciale parleremo di Final Fantasy X, e, in particolare, del perché i suoi due protagonisti, Tidus e Yuna, costituiscono una delle coppie più riuscite dell’intero panorama videoludico. Esamineremo il carattere e la personalità dei due personaggi, descrivendone il complesso rapporto alla luce dei tragici eventi avvenuti su Spira. Citando parzialmente il buon Kalò durante l’introduzione di un’immortale opera teatrale: “Preghiamo i lettori tutti quanti qui riuniti… di tenera a portata di mano un fazzoletto!

L’As del BlitzballIl protagonista maschile di Final Fantasy X è un personaggio controverso, che in molti hanno mal sopportato a causa del suo essere estremamente egocentrico, estroverso ed infantile. L’impressione è quella di trovarsi davanti ad un teenager viziato, che cerca solo ed esclusivamente di fare ciò che ritiene giusto, non curandosi di rispettare l’opinione e le credenze altrui. Quando gli viene detto di non poter entrare nel tempio di Besaid la sua risposta è tanto schietta quanto oltraggiosa. Urlando “Me ne frego!” irrompe all’intero del chiostro della prova, fra lo sgomento di tutti presenti. Già da questa singola reazione è possibile capire con assoluta chiarezza quanto impulsivo ed emotivo Tidus sia, il quale, nonostante si trovi in un mondo a lui praticamente sconosciuto, decide di ignorare e trasgredire quelli che sono veri e propri dettami religiosi. Eppure, dietro questo gesto insolente ed arrogante si nascondono una sensibilità ed un senso di giustizia a dir poco ammirevoli. Riesaminando gli stessi eventi da una prospettiva completamente opposta, vediamo come Tidus agisca in maniera così estrema solo perché esiste una possibilità che l’invocatrice, a lui ancora totalmente sconosciuta, possa essere in pericolo. Ci troviamo davanti ad una manifestazione esemplare di altruismo, non priva di una forte sfumatura di incoscienza, ma non per questo meno degna di ammirazione, in quanto messa in atto nei confronti di una persona con cui non ha alcun tipo di legame.

L’invocatriceNonostante non coincida con l’avatar controllato dal giocatore, Yuna è senza ombra di dubbio la vera protagonista di Final Fantasy X. Ci troviamo davanti ad un personaggio indimenticabile, marchiato a fuoco nella memoria di ogni appassionato grazie alla sua tenacia e determinazione, aspetti che risaltano incredibilmente quando contrapposti alla sua grazia e innocenza. Yuna annienta qualsiasi tipo di stereotipo femminile, mettendosi in gioco in prima persona e ribadendo senza esitazioni di essere pronta a sacrificare persino la propria vita per salvare quella degli altri. Ed è proprio all’insegna degli altri che Yuna ha deciso di dedicare la propria esistenza, portando un fardello che si penserebbe impossibile da sopportare per una ragazza di soli diciassette anni. L’abnegazione della protagonista è inizialmente totale, e nonostante soffra incredibilmente nel dover rinunciare ai propri desideri, scaccia la tristezza nei meandri più reconditi del proprio cuore, tramutandosi in un faro di speranza per tutti coloro che la circondano. Yuna è ben consapevole che sconfiggere Sin significherà rinunciare alla propria vita, e sa altrettanto bene che facendolo non otterrà altro che una pace effimera per Spira. Ciò, tuttavia, non le impedisce di proseguire e voler cercare la felicità nel poco tempo che le resta. “Voglio un viaggio pieno di risate!”, questo è quello che è solita dire ai suoi guardiani, nonostante la destinazione finale di tale viaggio non potrà che essere tragica.

Il Sole e la LunaGiunti a questo punto risulta evidente quanto Tidus e Yuna siano uno nei confronti dell’altro opposti e complementari. Basti pensare al semplice significato dei nomi dei due personaggi, che nella lingua di Okinawa significano rispettivamente “Sole” per il primo, e “Luna” o “Notte” per la seconda. Questa marcatissima polarità è proprio il fulcro su cui si basa l’attrazione reciproca dei due personaggi, il cui legame li porta a compensare le rispettive debolezze, mutandone irrimediabilmente desideri e punti di vista. Questa influenza si manifesta già prepotentemente nel devastato villaggio di Kilika, dove Tidus, assistendo al terribile ma allo stesso tempo splendido rito del Trapasso, si rende conto di quanto i propri problemi siano insignificanti se confrontati alla morte e alla sofferenza a cui migliaia di persone vanno quotidianamente incontro a causa di Sin. Allo stesso modo Yuna non manca di sorprendere tutti i membri del suo gruppo, dicendo, una volta varcato l’ingresso del bosco, di volere Tidus come proprio guardiano, concludendo la richiesta con la frase: “Vorrei che mi stesse vicino”. Ciò costituisce un evento straordinario proprio perché va in contrasto con il solito comportamento dell’invocatrice, che così raramente parla di ciò che desidera davvero.Proseguendo i due non fanno altro che avvicinarsi sempre più, incoraggiandosi a vicenda nei momenti di sconforto, dove le innumerevoli avversità incontrate durante il viaggio sembrano essere insormontabili. Ed è proprio in queste occasioni che la presenza dell’uno permette all’altro di continuare a combattere, nonostante tutto sembri star andando per il peggio. La famigerata scena della risata ai confini di Luka ci mette davanti un Tidus distrutto dalla precedente discussione con Auron, e la conseguente rivelazione che vede Jecht, il tanto odiato padre scomparso durante l’infanzia, non essere altri che Sin stesso. Lo sconforto del giovane viene immediatamente percepito da Yuna, che lo incoraggia condividendo per la prima volta con esso l’opprimente peso del proprio fardello, facendogli capire che cadere nella disperazione non farà altro che peggiorare la situazione. “Ho imparato a sorridere anche quando sono triste.” dice l’invocatrice, spingendolo poi ad uno sfogo tanto innaturale quanto liberatorio. Da quella volta Tidus tenterà con ogni mezzo di far sorridere Yuna, spronandola a completare il suo pellegrinaggio, nella prospettiva di guadagnare un futuro di pace, dove possa finalmente fare tutto ciò che desidera. Questo rende il destino della ragazza ancora più tragico, proprio perché Tidus non ha idea che alla fine di quel pellegrinaggio l’attenderà nient’altro che la morte. Yuna dall’altra parte nasconde la verità al suo guardiano per non spezzargli il cuore, limitandosi ad un triste sorriso che deve esserle costato una fatica inimmaginabile. “Ed io… Io che dicevo a Yuna… andiamo a Zanarkand! E sconfitto Sin… faremo un sacco di cose insieme… Io non sapevo la verità… ma lei… lei sorrideva…

RivelazioniAbbiamo già fatto menzione diverse volte della beffarda tragicità che permea il pellegrinaggio degli invocatori, il cui sogno di portare la pace su Spira, si trova infine a venire annientato dalla verità che si cela dietro la natura di Sin e dell’invocazione suprema che dovrebbe sconfiggerlo. Il pellegrinaggio di Yuna tuttavia, inizia lentamente a spostarsi dai binari imposti dalla tradizione, svoltando per una via apparentemente ancora più drammatica. E’ proprio il nuovo gran maestro di Yevon, Seymour Guado, a causare questa deviazione, le cui conseguenze si riverbereranno non solo sul viaggio dei nostri protagonisti, ma sul destino dell’intera Spira. Il passato tormentato di Seymour lo ha portato a maturare l’idea che solo la morte possa salvare gli uomini, morte che deve giungere per tutti affinché la vera pace possa finalmente concretizzarsi. E quale miglior modo di raggiungere il suo scopo se non diventare egli stesso la fonte principale di devastazione su Spira? Seymour vede in Yuna la possibilità di realizzare la sua distorta e nichilistica visione della pace, portandolo così ad una proposta di matrimonio che suggellerà il legame che lo renderà poi l’invocazione suprema, ed infine, Sin stesso.Tutto ciò non fa che complicare il delicato rapporto dei due personaggi, per i quali sembra non esserci futuro, comunque vadano le cose. La reazione dell’invocatrice è prevedibile giunti a questo punto: ella è inizialmente scioccata per quella proposta così improvvisa, il cui adempimento non le porterebbe alcuna felicità, essendo ben altri i suoi desideri. Tuttavia la sola prospettiva di poter regalare a Spira un evento di grande letizia, un evento in grado di abbattere le barriere di razza che separano i guado e gli umani, la porta ad essere incline al matrimonio. “E se sposarmi aiutasse Spira? E se la gente ne fosse felice? Farò il possibile per aiutarla.” proferisce Yuna senza la minima parvenza di esitazione. Del resto come possono la felicità e la soddisfazione personali essere paragonate a quelle di un intero popolo che da secoli non conosce altro che sofferenza e tormento?Tidus d’altro canto non manca di dare voce al proprio dissenso. I suoi sentimenti per Yuna ovviamente lo condizionano, non parlando poi dell’istintiva antipatia provata per quell’individuo dai modi affabili, ma circondato da un aura di arroganza e spietatezza. Nonostante ciò, quello che Tidus non riesce a comprendere è il perché nessuno prenda in considerazione i sentimenti di Yuna. Facendoci partecipe dei suoi pensieri, il giovane rivela: “Nessuno però chiese a Yuna: ami Seymour? O almeno, ti piace?”. Quella appena riportata potrebbe facilmente apparire come una considerazione banale ed infantile, specialmente se messa a confronto con l’incrollabile dedizione posta dall’invocatrice nella propria causa. Eppure l’incredulità del giovane è assolutamente autentica e genuina, in quanto gli pare sinceramente assurdo che nessuno tra i presenti, ovvero gli amici e i compagni che hanno giurato di proteggerla, abbia anche solo fatto il minimo accenno ai reali sentimenti provati dalla ragazza.Una situazione già al limite del paradossale, che subisce un ulteriore sconvolgimento dopo la visita all’Oltremondo, luogo in cui Yuna scopre l’agghiacciante verità su Seymour. Questo evento avrebbe portato chiunque a cadere in un vortice di dubbi e tormenti, ma non Yuna, che tramite la medesima determinazione che l’aveva portata a prendere in seria considerazione la possibilità di sposarsi, decide adesso di accettare, non tanto per offrire un illusorio pretesto di felicità al popolo, quanto piuttosto per rivelare davanti al mondo intero l’oscuro volto del gran maestro di Yevon. Nessuno dei suoi guardiani è al corrente di questo pericoloso piano, e i due protagonisti finiscono così per separarsi. È proprio durante questa separazione che Tidus scopre la terribile verità: se Yuna dovesse completare il suo pellegrinaggio morirà. La rivelazione porta l’impulsivo giovane a cadere in preda ad un crisi assoluta, in cui si rende finalmente conto dell’immenso peso che grava sulle spalle dell’amata, peso che aveva contribuito ad appesantire innumerevoli volte con tutti i suoi vaneggiamenti sul futuro, del suo continuo incoraggiamento a completare quel pellegrinaggio, così da poter poi ritornare alla vera vita, dove sarebbero stati i propri desideri e non quelli degli altri ad essere soddisfatti. C’è una cosa però che Tidus non riesce ancora a capire. “Solo io non lo sapevo?” dice il giovane con voce roca, rendendosi conto di essere l’unico ad ignorare quell’informazione di così fondamentale importanza. La rabbia per se stesso si avvicenda a quella nei confronti dei compagni, che non si erano presi la briga di renderlo partecipe, lui che aveva giurato di proteggerla da tutto e da tutti. Interrogati a riguardo, Wakka e Lulu non possono dire altro che una semplice ma straziante verità: era troppo difficile dirglielo.

L’eclissiCompiamo un balzo in avanti, giungendo così innanzi ai frangenti più bui e terribili del viaggio della nostra coppia. Il piano di Yuna non solo si è rivelato un fallimento, ma esso l’ha portata a scoprire l’impensabile verità sul clero, che adesso la ritiene una traditrice. Per quanto possa essere salda la sua volontà, Yuna è comunque umana, ed in quanto tale vacilla. Lei che aveva sacrificato il suo futuro per quello degli altri, che aveva continuato a lottare nonostante sapesse cosa la attendeva, che era pronta persino a rinunciare al proprio amore per fare del bene, che aveva rischiato tutto pur di portare la verità alla luce, si trova adesso ad essere riconosciuta come una traditrice, un’infedele, una nemica del popolo. La determinazione si spezza e l’invocatrice, spinta dal suggerimento di Tidus, considera per la prima volta in assoluto la possibilità di abbandonare il pellegrinaggio, di lasciarsi tutto alle spalle e di vivere una vita piena e felice. L’illusione tuttavia è tanto dolce quanto effimera. Ci troviamo nel bosco di Macalania, dinnanzi ad una delle scene più potenti ed indimenticabili dell’intero gioco. Nonostante tutto e tutti, Yuna, in preda alle lacrime, capisce di non potersi tirare indietro, non dopo essere giunta fin lì. Lo scenario mozzafiato del bosco di Macalania e le note commoventi di “Suteki da ne” fanno da cornice ad un lungo ed appassionato bacio che i due giovani si scambiano, traendo conforto l’uno dalla presenza dell’altro. Si tratta di una scena piena di significato, che non ha bisogno di parole per essere espressa in tutte le sue sfumature. “Se rinunciassi ora… qualunque cosa facessi… anche se fossi con te, non potrei mai dimenticare.” Il successivo dialogo mette fine ad ogni dubbio: avrebbero continuato il pellegrinaggio fino alla fine, insieme.I due eroi giungono così ad una situazione di stallo, con Yuna che è intenzionata a portare la pace, per quanto breve, alla stessa Spira che l’aveva rinnegata, e con Tidus che si rifiuta categoricamente di accettare quell’esito assurdo, cercando una soluzione che potesse portare alla morte di Sin, ma non a quella dell’amata. Nonostante i loro due intenti sembrino diametralmente opposti, tra loro non si instaura alcun tipo di conflitto, ma anzi, il loro legame sembra rafforzarsi sempre più, tramutandosi nel mezzo attraverso cui ottengono la forza per continuare a proseguire. La sua determinazione ispira lei, la sua generosità ispira lui.Arriviamo a Zanarkand, il luogo dove tutto ebbe inizio e dove tutto ha fine. Il gruppo, ormai al termine del viaggio, viene a conoscenza del segreto che si cela dietro l’Invocazione Suprema, nonché la rinascita dello stesso Sin. Yunalesca rivela che per sconfiggere Sin sarà necessario sacrificare non solo la vita dell’invocatore, ma anche quella di uno dei suoi guardiani, che si trasformerà nell’unico Eone in grado di sconfiggere la piaga di Spira, salvo poi prenderne il posto. Per Yuna questo è troppo. È stato superato il confine, quella linea invalicabile che la porta per la prima volta nella sua vita ad agire di impulso, a scegliere di rifiutare la via intrapresa dal padre, quella stessa via che il destino aveva tracciato per lei, e a cui fino ad allora si era sempre affidata.Ero disposta a morire. Vivo per la gente di Spira e sarei morta per loro. Ma ora basta! L’invocazione suprema… è una tradizione illusoria!” Rinunciare alla propria vita non era un problema, ma sacrificare quella di un amico e di un compagno non era semplicemente accettabile. Yuna decide di sconfiggere Sin affidandosi alle proprie capacità, abbandonando così le false speranze. L’unico modo conosciuto per sconfiggere Sin sparisce con la morte di Yunalesca, l’eroina, o ancora meglio la santa, a cui il padre si era ispirato nel dare il nome alla figlia.Poco prima che tutto ciò accadesse, Tidus fa una scoperta a dir poco ironica. Sin può essere effettivamente sconfitto senza l’intervento dell’Eone supremo, ma anche questa via richiederà un prezzo da pagare. “Sarai il sogno che porrà fine al nostro sognare.” gli rivela l’intercessore prima di raggiungere Zanarkand, facendogli comprendere quello che sarà il suo destino. Tidus si trova improvvisamente nella situazione in cui si era trovata Yuna fino a quel momento, disposto a sacrificarsi per il bene di tutta Spira, disposto a rinunciare al futuro con la persona che ama.Tramite questi due episodi di fondamentale importanza appare chiaro quanto profonda sia stata l’influenza stabilitasi tra i due giovani. I due astri si sovrappongono, stabilendo un legame che rende l’uno più simile all’altro, fino al vero finale, in cui assistiamo ad un capovolgimento totale. Yuna scuote la testa, rifiutandosi di credere a ciò che in cuor suo già sapeva, gettandosi poi in direzione di Tidus nel vano tentativo di afferrarlo per non lasciarlo andare, mentre questi accetta il suo destino con un sorriso. “Solo un’ultima cosa. I compagni persi, i sogni svaniti… non dimentichiamoli mai.” così Yuna termina il discorso rivolto al popolo di Spira, invitando sia le sue genti che se stessa a guardare verso il futuro, pur continuando a custodire le preziose memorie del passato.

Siamo così giunti alla fine di questo lungo speciale dedicato ai due protagonisti di Final Fantasy X. Raramente ci è capitato nei videogiochi di vedere coppie di questo calibro, dove l’appaiamento dei due personaggi non si traduce nel semplice sentimento amoroso, ma si eleva fino a diventare un legame in grado di cambiarli nel profondo, sfociando infine in un capovolgimento totale. L’uno trova la forza e l’ispirazione dall’altro, arrivando così a superare ostacoli ed avversità apparentemente invalicabili.

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