Esiste un personaggio della cultura popolare che ha attraversato i decenni con la stessa coerenza iconica di James Bond? Probabilmente no.
E se il cinema ha saputo cristallizzare l'agente 007 nell'immaginario collettivo, i videogiochi hanno fatto qualcosa di più audace: lo hanno messo tra le mani del giocatore.
Non sempre bene, certo. La storia dei tie-in di Bond è costellata di prodotti indimenticabili e di disastri commerciali con la licenza cucita addosso come un abito di Savile Row su un manichino.
Ma tra tanta mediocrità, alcuni titoli hanno lasciato un segno vero, indelebile, capace di sopravvivere a generazioni di console e di giocatori. Questa è la loro storia, in attesa del prossimo 007 First Light.
7. 007: Quantum of Solace (2008)
Partiamo dal fondo con onestà intellettuale. Quantum of Solace non è un gran gioco: è un cover shooter derivativo, costruito sul motore di Call of Duty 4 con la licenza di Bond appiccicata sopra come un cerotto. Treyarch lo sviluppò in parallelo a World at War, e si vede.
Eppure, entra in questa classifica per un motivo preciso: fu l'ultimo tentativo di riportare Daniel Craig nei videogiochi con un prodotto fisicamente distribuito, e per molti giocatori europei fu il primo contatto con Bond in forma interattiva nell'era moderna. Ha il merito di esistere in un periodo in cui il mercato dei tie-in stava collassando su se stesso, e di averlo fatto senza vergogna eccessiva. Non basta per l'eccellenza, ma basta per la storia.
6. James Bond 007: Agent Under Fire (2001)
Siamo nel 2001, PlayStation 2 è la console dominante e Electronic Arts controlla la licenza Bond con piglio industriale. Agent Under Fire è il primo capitolo originale della saga EA, svincolato da un film specifico, e per questo porta con sé una libertà creativa che i successivi tie-in non avranno sempre.
Lo sparatutto in prima persona è competente, la modalità multiplayer locale diverte, e la campagna scorre senza intoppi. Non rivoluziona nulla, ma dimostra che si può fare un gioco di Bond decente anche senza appoggiarsi alla schiena di un blockbuster cinematografico. È un titolo onesto in un catalogo spesso disonesto.
5. 007: Nightfire (2002)
Un anno dopo, EA ci riprova e fa meglio. Nightfire è il titolo più riuscito della fase EA, quello in cui tutti gli elementi tornano al loro posto con una certa eleganza. La campagna è varia, con sezioni a piedi, sequenze di guida e persino momenti di infiltrazione che ricordano, lontanamente, lo spirito bondiano autentico.
Ma è il multiplayer locale a consacrarlo: mappe ispirate, modalità creative, un bot system che lo rende godibile anche in solitaria. Su GameCube, in particolare, raggiunse una qualità tecnica notevole. Nightfire è il simbolo di cosa avrebbe potuto essere la licenza Bond in mani capaci con risorse adeguate. Purtroppo EA preferì la quantità alla qualità, e il resto è declino.
4. GoldenEye: Rogue Agent (2004)
Attenzione: non stiamo parlando del GoldenEye classico. Quello arriverà. Rogue Agent è qualcosa di diverso e, per questo, più interessante da analizzare. Electronic Arts ebbe l'audacia di costruire un gioco in cui si interpreta un agente rinnegato che lavora per i villain della saga Bond.
Niente 007, niente Judi Dench come M, niente dello scheletro narrativo consueto. Il giocatore è il cattivo. Per il 2004, in un mercato dominato da eroi canonici, era una scelta radicale. Il titolo soffre di un gunplay non sempre convincente e di livelli che si ripetono, ma l'idea alla base rimane una delle più originali mai espresse nella storia della licenza. Merita rispetto intellettuale, indipendentemente dai voti che incassò all'epoca.
3. James Bond 007: Everything or Nothing (2004)
Eccolo. Il vero capolavoro dimenticato dell'era EA. Everything or Nothing è l'unico gioco di Bond che abbia mai funzionato come film interattivo, non per estetismo vuoto, ma perché aveva un cast vero: Pierce Brosnan, Judi Dench, John Cleese, Willem Dafoe, Heidi Klum. Tutti doppiati, tutti modellati digitalmente. La visuale in terza persona fu una scelta coraggiosa, messa in discussione prima dell'uscita e poi celebrata dai giocatori.
La campagna è epica, le missioni sono variate, la colonna sonora di Mýa è perfetta nel tono. Soprattutto: Everything or Nothing capisce Bond. Sa che non è solo uno shooter, ma un personaggio con uno stile, un'ironia, un'eleganza specifica. Nessun gioco EA prima o dopo di lui ha raggiunto questo livello. Fu anche l'ultimo hurrah di Brosnan come 007, e che commiato.
2. 007 Legends (2012)
Ora, una scelta controcorrente. 007 Legends di Eurocom fu massacrato dalla critica alla sua uscita. Metacritic pietoso, vendite deludenti, licenza Bond venduta a Activision in liquidazione. Eppure, guardandolo con distanza storica, c'è qualcosa che gli va riconosciuto: è l'unico gioco che abbia mai provato a costruire un'antologia della saga cinematografica, raccogliendo sei film iconici in un unico prodotto interattivo.
Goldfinger, On Her Majesty's Secret Service, Moonraker, Licence to Kill, Die Another Day, Skyfall: rielaborati, reinterpretati, rigiocabili. L'esecuzione tecnica era insufficiente, vero. Ma l'ambizione era genuina. In un mercato che non ha mai saputo costruire una vera memoria videoludica della saga Bond, 007 Legends rimane l'unico tentativo di farlo. Si merita la sua rivalutazione.
1. GoldenEye 007 (1997)
Non c'è discussione. Non c'è alternativa. GoldenEye 007 di Rare per Nintendo 64 è il videogioco di James Bond più importante di sempre, e probabilmente uno dei titoli più influenti nella storia degli sparatutto in prima persona. Punto. Il gioco che nel 1997 dimostrò che un console FPS poteva essere preciso, vario, stratificato. Quello che inventò il multiplayer locale a schermo diviso come esperienza sociale di massa.
Quello che portò la fisica delle morti, gli obiettivi multipli per difficoltà, la possibilità di completare livelli in modi diversi. GoldenEye non è sulla cima di questa lista per nostalgia: ci sta perché ha cambiato il modo in cui si progettano i giochi d'azione. Rare era un team di ragazzi senza esperienza nei first person shooter, partiti da un tie-in e arrivati a ridefinire un genere. È la storia più bella che la licenza Bond abbia mai prodotto in forma interattiva. E probabilmente non verrà mai superata.