La software house danese, fondata a Copenaghen, ha costruito la propria identità attorno a Hitman e all'Agente 47, il misterioso sicario calvo con il codice a barre tatuato sulla nuca, diventando nel corso di 26 anni sinonimo di gameplay stealth e missioni sandbox. Ora, con l'uscita imminente di 007 First Light in molti si sono chiesti se il futuro dello studio avrebbe ancora spazio per il vecchio e fidato assassino.
La risposta, stando alle parole del CEO di IO Interactive, è un deciso sì. Hakan Abrak, intervistato da The Game Business, ha chiarito che il ritorno alla saga Hitman è non solo previsto, ma atteso con entusiasmo dall'intero team.
Il dirigente ha voluto dissipare ogni dubbio: l'assenza di nuovi capitoli della serie negli ultimi cinque anni non è segnale di abbandono, ma la conseguenza naturale di un periodo di sviluppo particolarmente intenso su più fronti contemporaneamente.
IO Interactive conta oggi tredici giochi rilasciati nel corso della sua storia, e più della metà portano il marchio Hitman. Lo studio ha esplorato altri territori (da Freedom Fighters fino a Kane & Lynch, titoli apprezzati ma mai diventati pilastri commerciali) senza però mai abbandonare davvero l'universo dell'Agente 47.
La saga di Bond rappresenta una sfida di natura diversa: costruire da zero un'esperienza narrativa e di gameplay attorno a un personaggio iconico della cultura pop mondiale, con caratteristiche profondamente diverse rispetto al freddo professionista di ICA.
Abrak ha spiegato che lo sviluppo di 007 First Light ha richiesto un lavoro di costruzione delle basi particolarmente lungo e articolato, proprio perché il gioco si discosta in modo significativo dal DNA tradizionale dello studio.
Parallelamente, IO Interactive sta portando avanti anche un progetto fantasy che si colloca all'opposto delle competenze storiche del team. Due progetti simultanei, entrambi su territori inesplorati: questo spiega il lungo silenzio su Hitman.
Le parole del CEO lasciano però intravedere un futuro concreto per la serie. "Non vediamo l'ora di rientrare nel motore e aggiornare, inventare e innovare Hitman per voi", ha dichiarato Abrak, usando una metafora meccanica che richiama la sala macchine di una nave — il cuore pulsante, il luogo dove tutto viene rimesso in moto. Un'immagine che suggerisce non una semplice continuazione, ma una vera e propria reinvenzione.
Resta aperta la questione di come si presenterà questo nuovo Hitman. L'esperienza maturata con 007 First Light, un titolo che richiede un sistema di combattimento più raffinato e dinamiche d'azione più dirette rispetto allo stile infiltrazione-e-travestimento della serie originale, potrebbe rivelarsi preziosa.
Uno degli elementi storicamente più deboli della saga Hitman è stato proprio il combattimento diretto: funzionale ma mai brillante, scoraggiato dal design stesso dei livelli, che premia sempre la pazienza sull'aggressività.