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Six Days in Fallujah crudo e politico come la ‘guerra reale’: un post fa discutere

Il titolo Victuria sarà un gioco di guerra estremamente realistico (forse anche troppo).

Six Days in Fallujah è il discusso sparatutto basato su fatti storici realmente accaduti, tanto che non sono mancate le polemiche in merito al come il prodotto avrebbe rappresentato quanto accaduto durante la battaglia nella città dell’Iraq (nonostante il progetto sia stato originariamente cancellato per poi essere ripreso in mano dal publisher Victura)

Ulteriore benzina sul fuoco è stata gettata a seguito dell’eventualità che il gioco fosse finanziato dal Governo statunitense e quindi realizzato a fini propagandistici (magari per far sì che nuovi soldati decidessero di scegliere l’esercito USA per un arruolamento).

Lo scorso febbraio, il boss di Victuria Peter Tamte aveva confermato che il gioco non avrebbe rappresentato crimini di guerra né l’uso di bombe al fosforo. Ora, però, via Twitter è stato pubblicato un messaggio degli sviluppatori che sembra ribaltare quasi completamente la dichiarazione originale di Tamte.

«Sappiamo che gli eventi ricreati in Six Days in Fallujah sono inseparabili dalla politica», si legge nel post social.

Le storie di Six Days in Fallujah sono raccontate attraverso il gameplay e filmati documentari con membri del servizio e civili con diverse esperienze e opinioni sulla guerra in Iraq. Finora, 26 civili iracheni e dozzine di membri del servizio hanno condiviso con noi i momenti più difficili della loro vita, così possiamo condividerli con voi, con le loro parole.

Inoltre: «I segmenti del documentario discutono molti argomenti difficili, inclusi gli eventi e le decisioni politiche che hanno portato alle battaglie di Fallujah, così come le loro conseguenze. Sebbene non consentiamo ai giocatori di utilizzare il fosforo bianco come arma durante il gioco, il suo utilizzo è descritto durante i segmenti documentati.»

Il messaggio prosegue: «Durante il gioco i giocatori parteciperanno a storie che vengono contestualizzate attraverso i vari segmenti del documentario. Ogni missione vede i giocatori chiamati a risolvere scenari militari e civili della battaglia reale in modo interattivo, offrendo una prospettiva della guerra non replicabile attraverso altri media.»

Infine, il post termina con: «Crediamo che le storie dei sacrifici di questa generazione meritino di essere raccontate dai marines, dai soldati e dai civili che erano lì.»

Ricordiamo che la drammatica storia vera di Fallujah vide i marines USA assediare e bombardare la città nell’aprile del 2004, dopo che quattro dipendenti della compagnia di sicurezza Blackwater furono uccisi e i loro corpi martoriati. Dopo mesi di stallo, i soldati decisero di usare l’artiglieria e i bombardamenti aerei per mettere fine alla resistenza.

Al momento non è stato confermato quali saranno le piattaforme di riferimento di Six Days in Fallujah, sebbene è molto probabile l’uscita nel 2021 su console e PC.

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