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Six Days in Fallujah: criticare il gioco sarebbe ‘rischioso’

Ancora polemiche verso lo sparatutto bellico di Victuria.

Durante la giornata di ieri, 23 marzo, Six Days in Fallujah è tornato a far parlare di sé, grazie a un primo video gameplay del gioco pubblicato da Victura in anteprima sulle pagine di IGN USA.

Nelle ultime settimane il gioco ha fatto molto discutere (purtroppo, per i motivi sbagliati), specie per via del fatto che lo sparatutto è basato su fatti storici realmente accaduti, replicando le orribili pratiche sofferte dai civili nella serie di sconti a fuoco nell’omonima città dell’Iraq.

A quanto pare, gli argomenti tratti dal gioco sarebbero così “delicati”, che l’ex giornalista ora in Sony Santa Monica Alanah Pearce ha dichiarato via Twitter che preferisce non parlare del gioco, evitando così “ritorsioni” da parte del governo statunitense.

Mi è stato consigliato di non parlare di questo gioco, facendolo potrebbe infatti essere revocato il mio visto per gli Stati Uniti. Rami Ismail ha dovuto assumersi l’onere di persona, sono contenta che l’abbia fatto. Questo video è una finestra di informazioni, così come il resto del thread su Twitter.

Ovviamente, non è dato sapere se l’avvertimento della Pearce corrisponda al vero (resta infatti il beneficio del dubbio). Su Reddit, l’argomento Six Days in Fallujah sta in ogni caso seriamente spaccando in due la community. Poco sotto, un commento di “Hrodulf”, assolutamente contrario alla pubblicazione del gioco:

«Questo gioco è stato abbandonato da Konami in tempi non sospetti perché ritenuto troppo controverso», spiega l’utente. «Non capisco davvero perché abbiano deciso di riportarlo in vita anni dopo, visto che ora l’opinione pubblica verso la guerra in Iraq è ancora più dura, inclusa quella verso i videogiochi con questo tipo di narrativa. Inoltre, i vari contributi alle raccolte fondi repubblicane, i legami con la CIA e l’FBI e le minacce ad Alanah Pearce (e non solo?) penso siano già abbastanza dannosi.»

La storia vera di Fallujah viene tristemente ricordata per l’assedio della città da parte dei marines americani nel 2004, dopo che quattro dipendenti della compagnia di sicurezza Blackwater furono barbaramente uccisi.

Six Days in Fallujah sarà caratterizzato da una tecnologia chiamata Procedural Architecture, in grado di rimodellare il campo di battaglia a ogni partita (la quale non sarà mai identica alla precedente).

Il gioco è atteso in uscita nel 2021 su console e PC.

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