Shenmue 3 | Provato alla Gamescom 2019

Ed è subito 2001

Anteprima
A cura di Nicolò Bicego - 26 Agosto 2019 - 9:57

Tanti anni fa, parlare di Shenmue 3 era un po’ come parlare di Half-Life 3: una condivisione di sogni e speranze destinata a schiantarsi fragorosamente contro una dura verità. E proprio quando forse in pochi osavano ancora immaginare un ritorno di Shenmue, proprio quando anche l’ultimo nostalgico sembrava aver accettato di dover lasciare per sempre Ryo Hazuki nel cassetto dei ricordi, Yu Suzuki ha annunciato al mondo la sua intenzione di dare finalmente vita a quello Shenmue 3 a lungo agognato. Nonostante l’uscita del titolo si faccia sempre più vicina, ancora è difficile credere che stia succedendo davvero. E anche dopo averlo provato alla Gamescom 2019, Shenmue 3 ci sembra ancora appartenere ad un’esperienza onirica, un sogno che ci riporta a quasi vent’anni fa. Nel bene ma anche nel male.

shenmue III

Ryo Hazuki torna in azione

La demo che abbiamo provato alla Gamescom 2019 vede Ryo impegnato nella ricerca di un uomo con il volto segnato da una vistosa cicatrice, che potrebbe avere informazioni preziose di cui Ryo ha fortemente bisogno. La storia non era tuttavia il focus della demo che abbiamo provato; anzi, l’obiettivo della demo era permetterci di provare con mano alcune delle attività che Shenmue 3 ha da offrire. Abbiamo potuto esplorare un villaggio e interagire con i suoi abitanti; alcuni di essi avevano indizi per portarci sulle tracce del ricercato, mentre altri potevano offrirci attività opzionali da intraprendere a nostra discrezione. Per esempio, uno dei primi individui che abbiamo incontrato è stato il proprietario di un negozio che, oltre a permetterci di rifornirci di oggetti, ci permette anche di guadagnare qualche soldo svolgendo un semplice lavoretto per lui, cioè tagliare legna. Quest’attività si traduce essenzialmente in un minigioco basato sul ritmo, in cui dobbiamo premere il tasto x al momento giusto per tagliare più ciocchi di legna possibile nel tempo che ci è concesso. Fuori dalla porta del negozio abbiamo trovato due gatcha, le macchinette tanto popolari nella Terra del Sol Levante; ne abbiamo utilizzata una, comprando due macchinine che sono state aggiunte alla nostra collezione di oggetti. Questo testimonia che l’intenzione è quella di rendere Shenmue 3 un titolo estremamente ricco di cose da fare, per chiunque avesse voglia di esplorare i dintorni anziché recarsi direttamente al successivo punto di interesse per la trama principale. Una volta arrivati nel cuore del villaggio abbiamo trovato delle persone che hanno finalmente saputo indirizzarci dallo sfregiato; il confronto con lui porta ad un combattimento fisico, che siamo riusciti a vincere solamente grazie all’utilizzo di una fialetta per riacquistare energia, comprata al negozio che abbiamo nominato in apertura. Qui finiva la demo presentata alla Gamescom, senza rivelarci altro della storia di questo nuovo capitolo, che sappiamo non andrà a concludere le avventure di Ryo, viste le recenti dichiarazioni di Suzuki.

Shenmue 3 | Provato alla Gamescom 2019

Il tempo che non passa

Vi abbiamo raccontato, sinteticamente, quello che abbiamo visto nella nostra prova di Shenmue 3, senza soffermarci su quelle che sono state le impressioni che abbiamo avuto giocando. Tecnicamente, il titolo può rivaleggiare con le produzioni di media fascia di questo periodo, nonostante le animazioni di alcuni elementi, come i volti dei personaggi, non ci abbiano convinto per via della loro legnosità. La direzione artistica, tuttavia, è davvero ispirata: pur nella brevità della prova, abbiamo potuto assaporare le atmosfere orientali che il titolo vuole raccontare, facendoci assaporare queste esotiche ambientazioni grazie ad un caleidoscopio di colori accesi e accattivanti. Le tracce audio non fanno che sottolineare questo sentimento, proponendo sonorità tipiche del mondo orientale, che difficilmente sentiamo nella nostra tradizione musicale. Da un punto di vista squisitamente tecnico, dunque, il titolo funziona, sebbene con i limiti di una produzione di fascia media. L’impressione che Shenmue 3 ci ha lasciato, però, è stata quella di essere il sequel di Shenmue 2 che sarebbe dovuto uscire nei primi anni 2000. Può sembrare una banalità, ma così stanno le cose. Shenmue 3 e le sue meccaniche di gioco non sembrano appartenere al 2019; non sembra di trovarsi di fronte allo Shenmue del 2019, ma ad un capitolo uscito nel 2003 o giù di lì, riadattato tecnicamente per le nuove console. È una sensazione difficile da descrivere, ma giocando a Shenmue è come se il tempo si fosse fermato, nel bene e nel male. Nel bene, perché si ha la sensazione di tornare in un posto dove non andavamo da molto tempo e che, anche quando non ci piaceva ammetterlo, continuava a mancarci. Nel male, perché ci rendiamo conto che le cose non sono più come prima; i quasi vent’anni passati ci hanno abituati ad altro, il genere action-adventure ha fatto passi in avanti, ma Shenmue 3 sembra voler riprendere il discorso da dove lo aveva lasciato, senza avere fretta di mettersi in pari con quanto raccontato da altri. Non sarà semplice per Ryo trovare una sua dimensione nel 2019; noi, dal canto nostro, speriamo davvero che ci riesca, perché, pur riconoscendone i limiti, questa prova di Shenmue 3 ha saputo ammaliarci, facendoci perdere per qualche momento l’importanza di ricordare l’anno in corso.

- Ricco di cose da fare
- Atmosfera unica
- E' un gioco di un'altra epoca

La demo di Shenmue 3 mostrata alla Gamescom 2019 ci ha lasciato sentimenti contrastanti, dovuti principalmente al fatto che Shenmue 3 è letteralmente il titolo che sarebbe dovuto uscire subito dopo il secondo capitolo; Yu Suzuki ha voluto riprendere il suo racconto da dove lo aveva lasciato, come se il tempo non fosse trascorso, e se questo da una parte è quasi encomiabile, dall’altra è difficile chiudere completamente gli occhi di fronte al fatto che Shenmue 3 sembra appartenere ad un’altra epoca. Forse, però, è giusto così.




TAG: shenmue 3

OffertaBestseller No. 1