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Remothered Broken Porcelain | Recensione – I bug non rompono un ottimo horror

Un survival horror davvero affascinante, a cui purtroppo è stato fatto uno sgambetto: abbiamo giocato la versione patchata di Remothered: Broken Porcelain

Nota di redazione: abbiamo aspettato diversi giorni prima di procedere con l’analisi di Remothered: Broken Porcelain. Il perché è chiaro: il gioco è stato pubblicato in una forma ancora acerba e incompleta a causa di alcune problematiche legate anche alle dinamiche di sviluppo rallentate dall’emergenza sanitaria. Abbiamo quindi preferito attendere le prime patch correttive sia per rispetto verso il creatore del gioco, Chris Darril, sia per l’evidente controsenso di giudicare un’opera complessa e altamente narrativa come Remothered solo ed esclusivamente dalle lacune emerse in fase di programmazione.

Remothered: Broken Porcelain

Piattaforma:
PC, PS4, SWITCH
Genere:
avventura
Data di uscita:
13 Ottobre 2020
Sviluppatore:
Stormind Games
Distributore:

Capita a volte che escano prodotti in grado di sorprenderti in maniera del tutto inaspettata: è successo con il primo Remothered: Tormented Fathers, un gioco in grado di abbracciare la tradizione classica dei survival horror vecchio stampo (alla Clock Tower e Silent Hill, per intenderci), intuendo che il vero orrore non è imbracciando una pistola o un fucile, bensì farsi prendere dalla tachicardia mentre si cerca una via di fuga dalla mostruosità alle nostre calcagna. Considerando anche che il primo Remothered è stato concepito dal bravissimo Chris Darril, autore catanese in grado di far sentire la sua passione verso il videogioco in tutto il mondo, vien da sé che le aspettative verso il sequel, sottotitolato Broken Porcelain, fossero decisamente alte.

Sembra Shining, ma non è.

La storia

La trama del gioco è sicuramente il primo e più importante elemento da prendere in considerazione: dopo essere stata espulsa da un istituto femminile per via del suo carattere davvero troppo irruento, la giovane Jennifer viene assunta come cameriera all’Ashmann Inn, un hotel che tra i suoi corridoi sembra nascondere oscuri misteri e segreti. Tra le camere e i corridoio dell’albergo, la ragazza dovrà affrontare una minaccia ben più grande della sua smisurata forza di volontà.

Senza rivelarvi troppo del sorprendente comparto narrativo, la storia di Jen e della sua non troppo gradevole permanenza lavorativa all’Ashmann Inn è sicuramente la punta dell’intera produzione. Alcuni intrighi familiari e i salti temporali utili a rivelare l’identità dei personaggi secondari, sveleranno pian piano le carte di una vera e propria mitologia, già sapientemente accennata con il precedente Tormented Fathers (a cui consigliamo di rigiocare se si desidera cogliere tutte, ma proprio tutte, le sfumature di questo sequel). Il lavoro di Chris Darril in tal senso è davvero encomiabile e dimostra tutta la passione dell’autore nel voler portare a schermo una storia lontana anni luce dai film horror di serie B vista fin troppe volte nell’universo dei videogiochi a tema horror.

Secondo punto di forza assoluto della produzione, lo scenario: il misterioso hotel in cui è ambientato Broken Porcelain richiamerà alla memoria alcuni grandi classici del cinema e della letteratura, primi tra tutti i capolavori di Stephen King Shining e Misery non deve morire. L’arredamento generale delle sale e delle stanze, i corridoi avvolti da una luce spesso biancastra e quel silenzio assordante spesso spezzato dalle urla e le grida dei nostri inseguitori, rimanderanno alla memoria grandi classici come Silent Hill 2, un capitolo in cui l’orrore sanguinolento e malato del capostipite era stato rimpiazzato da un’atmosfera generale più “intima” e deprimente, in grado di spingere l’acceleratore sulla tristezza prima ancora che sull’orrore vero e proprio.

Cosa cerchi, Jen?

Il sistema di gioco

La “porcellana” che fa da sottotitolo a questo secondo Remothered è infatti una chiara metafora della fragilità dei protagonisti, la cui umanità è giocoforza imprigionata in un limbo in cui l’istinto di sopravvivenza sarà spesso e volentieri l’unica chiave per uscire da quella prigione della mente.

Dimenticate quindi le armi da fuoco di un qualsiasi Resident Evil moderno (ad eccezione forse del settimo capitolo ufficiale): Remothered: Broken Porcelain mira a tutt’altre sensazioni pad alla mano, sebbene l’azione di gioco sia sempre e comunque tesa e talvolta anche piuttosto frenetica. Gli sviluppatori hanno deciso di mantenere intoccate tutte le (buone) intuizioni di gameplay viste nel primo capitolo, in primis le meccaniche hide and seek tanto care a Chris Darril.

Scappare a gambe levate dai nostri inseguitori – questa volta ben più abili e agguerriti rispetto al passato – sarà sempre la cosa migliore da fare, nonostante la protagonista del gioco avrà dalla sua alcune abilità straordinarie per uscire indenne dalle situazioni più difficoltose. L’abilità della falena è sicuramente quella più importante e significativa, visto che grazie a questo “potere” in grado di farci osservar liberamente l’ambiente circostante avremo la possibilità di eludere i nemici oltre a risolvere alcuni puzzle ambientali di contorno.

Anche il sistema di crafting per creare oggetti più efficaci contro gli inseguitori (con la possibilità di coglierli anche alle spalle) si dimostra un’aggiunta particolarmente gradita, la quale va di pari passo alla capacità di scovare materiali o utensili all’interno di cassetti o armadi.

 

Purtroppo, il gioco inciampa per quanto riguarda il sistema di controllo puro e semplice, visto che le interazioni con i vari oggetti presenti nello scenario, durante i (frequenti) quick time event in cui saremo chiamati a liberarci dalla presa dei nemici e, più in generale, nei movimenti della nostra Jennifer, Broken Porcelain appare spesso inutilmente meccanico e poco fluido, quasi a voler rendere ancora più difficoltose sezioni di gioco che in realtà non dovrebbero esserlo affatto.

La grafica (e la questione dei bug)

Scendendo in merito alla questione tecnica, è meglio specificare che abbiamo avuto modo di analizzare sia la versione PC via Steam che quelle disponibili per console PlayStation 4 e Nintendo Switch, edizioni legate tutte da un comune denominatore: Remothered: Broken Porcelain risulta essere un gioco dotato di una tecnica davvero eccellente, partendo dai modelli di personaggi, passando per le ambientazioni e gli effetti di contorno. I personaggi, specie quelli principali, hanno dalla loro un carnet di animazioni (specie quelle dei volti) davvero notevoli, cosa che questa che accresce ancora di più un certo “realismo soprannaturale” già evidenziato a grandi linee nel precedente capitolo, ma con un livello di coinvolgimento ben più sorprendente.

Anche l’estetica non scherza, essendo il gioco ambientato in gran parte in un hotel della nostra penisola (più in particolare in Sicilia), ed evidenziando spesso costumi e architetture classiche che riescono a tenere banco a gran parte delle location dei titoli più blasonati. E in questo, come in altre cose, Remothered dimostra un concept alla base realmente sorprendente.

Come accennato in apertura, però, la questione legata ai bug – alcuni dei quali parecchio gravi – non devono distrarre dal fatto che Broken Porcelain è e resta un ottimo esempio di come un survival horror dovrebbe essere (al netto dei suoi errori). Al momento in cui scriviamo sono già disponibili varie patch correttive, alcune di dimensioni piuttosto generose, in grado di rendere il gioco molto migliore rispetto alla versione decisamente incompleta resa disponibile (purtroppo) al lancio.

Se volete dare un’occasione a questo survival horror tutto italiano, il nostro consiglio è di recuperare la versione PlayStation 4 offerta a un prezzo davvero molto basso!

7,0

Remothered: Broken Porcelain

Piattaforme: pc, ps4, switch
Remothered: Broken Porcelain è un gioco vittima delle sue stesse ambizioni: le ottime idee e la splendida direzione artistica di Darril Arts sono state purtroppo gambizzate da una programmazione pressoché amatoriale, messa all'angolo fortunatamente da un'ottima atmosfera e da un sistema di gioco che fa dell'ansia costante il suo punto di forza. Eviteremo quindi di stroncare il gioco solo ed esclusivamente per la palese incapacità degli sviluppatori di dare luce alla visione originale di Chris Darril, una visione che – ci auguriamo – possa trovare la sua forma ideale nelle prossime settimane, grazie agli ulteriori aggiornamenti di rito che faranno seguito a quelli su cui abbiamo già messo mano.

Pro

  • Atmosfera angosciante al punto giusto
  • Ottimi personaggi e trama generale
  • Le idee della falena e del crafting sono ottime...

Contro

  • ... se non fossero scoordinate ai fini del gameplay.
  • Gli ormai noti bug
7,0