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Recensione

WWE 2K20, una puntata da dimenticare - Recensione

Here comes the pain. Quello vero purtroppo

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a cura di Daniele Spelta

Redattore

Informazioni sul prodotto

Immagine di WWE 2K20
WWE 2K20
  • Sviluppatore: Yuke's
  • Produttore: 2K Games
  • Piattaforme: PC , PS4 , XONE , SWITCH
  • Generi: Sportivo
  • Data di uscita: 22 ottobre 2019

Seguo la WWE da circa venti anni e non ricordo un periodo così schizofrenico, per usare un eufemismo. Un draft difficile da giustificare, face e heel (buoni e cattivi nel gergo del wrestling) che cambiano fazione in uno schiocco di dita, un hell in a cell interrotto per eccessiva violenza e Bryan Alvarez che si ribalta dalla sedia commentando quest’ultimo, insulso, match. Poi arriva il mercoledì e intravedi un barlume di luce in quel di NXT, una risveglio che viene spazzato via un paio di giorni dopo da una puntata di Smackdown! che sarà l’ennesimo festival del no sense. A suo modo, WWE 2K20 assomiglia terribilmente alla sua controparte reale, un mix di errori, bug e glitch da cui affiorano solo rari sprazzi di gioia. Un pessimo saluto all’attuale generazione, un pessimo passaggio di consegne tra Yukes e Visual Concepts.

Evolution

Se avete cercato online informazioni su WWE 2K20 nei giorni prima della pubblicazione vi sarete imbattuti in meme e clip a dir poco esilaranti, tra modelli poligonali invisibili e oggetti che spariscono sotto il ring. Come al solito questi frame non raccontano tutto quello che c’è da dire, nel bene e nel male. Fra gli aspetti più riusciti c’è sicuramente lo Showcase, dedicato quest’anno alle Four Horsewomen. Dai primi passi mossi in NXT fino al The Grandest Stage of Them All, questa modalità permette di rivivere la carriera di Becky Lynch, Charlotte Flair, Sasha Banks e Bayley, le quattro protagoniste di quella che è stata definita la Women Revolution. Grazie ai loro incontri, il wrestling femminile è passato dallo status di triste spettacolino di Divas senza dignità a categoria di primo piano, degna del main event dello show più importante dell’anno, Wrestlemania. WWE 2K20 rende loro il giusto tributo, inframezzando le parti giocate con interviste e interessanti dietro le quinte che approfondiscono la relazione tre le lottatrici e il loro impatto anche extra-ring.

Tra le portate principali c’è l’immancabile MyCareer – e qui già iniziamo ad entrare in una zona di luci ed ombre. La storia retrospettiva di Red e Tre, due amici liceali – con i vari capitoli si scoprirà di più sulla loro storia passata – con la passione del wrestling, è infatti un’altalena che passa costantemente tra buoni momenti recitati a battute degne della migliore commedia di serie B italiana. L’irruenta Red è dotata di una personalità vivace che spesso la porta a scontrarsi verbalmente con le stesse superstar della WWE anche durante i primi passi mossi sul ring, mentre Tre è solo patetico, una macchietta che dovrebbe dare il là ai momenti comici non riuscendo mai in questo intento.

Nonostante qualche passo falso, la storia procede in modo piacevole, ma è nell’aspetto ludico che emergono i principali intoppi della modalità. L’inizio è dedicato alla creazione da zero dei due wrestler che, capitolo dopo capitolo, vanno migliorati e personalizzati in base al proprio stile di gioco. Un’operazione più facile in teoria che in pratica. Il moveset è ad esempio collegato a lootbox e alla Virtual Currency – l’oramai nota moneta in-game di 2K – mentre l’albero delle abilità ha un design abbastanza strano, visto che gli esagoni di cui è composto sono nascosti ed è quindi difficile pianificare lo sviluppo. Inoltre, data la presenza di due co-protagonisti, tutta l’operazione richiede il doppio della fatica e, ovviamente, il doppio del tempo. La MyCareer ha i suoi difetti, incertezze che comunque non impediscono a questa modalità di regalare del buon divertimento grazie a cameo dei wrestler reali e alle tante tipologie di match messe in scena.

+ Tanti contenuti, fra modalità di gioco, match e lottatori

+ WWE Universe dedicato al wrestling femminile

+ Il MyCareer ha dei buoni momenti

- Tanti, troppi bug

- Graficamente un passo indietro

- Pad alla mano dà poche soddisfazioni

- Match frustrati da collisioni sbagliate

4.5

WWE 2K20 merita un posto nella prossima puntata di Botchamania, show settimanale su YouTube dedicato ai peggiori bloopers nel mondo del wrestling. Davanti ai madornali errori tecnici, anche i pochi punti a favore del titolo di Visual Concepts e 2K faticano ad emergere, seppelliti da abbondanti glitch, da una grafica non al passo con i tempi ma soprattutto da un gameplay difficile da inquadrare e penalizzato da un sistema di puntamento fallace.

Voto Recensione di WWE 2K20 - Recensione


4.5

Voto Finale

Il Verdetto di SpazioGames

Pro

  • Tanti contenuti, fra modalità di gioco, match e lottatori

  • WWE Universe dedicato al wrestling femminile

  • Il MyCareer ha dei buoni momenti

Contro

  • Tanti, troppi bug

  • Graficamente un passo indietro

  • Pad alla mano dà poche soddisfazioni

  • Match frustrati da collisioni sbagliate

Commento

WWE 2K20 merita un posto nella prossima puntata di Botchamania, show settimanale su YouTube dedicato ai peggiori bloopers nel mondo del wrestling. Davanti ai madornali errori tecnici, anche i pochi punti a favore del titolo di Visual Concepts e 2K faticano ad emergere, seppelliti da abbondanti glitch, da una grafica non al passo con i tempi ma soprattutto da un gameplay difficile da inquadrare e penalizzato da un sistema di puntamento fallace.
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