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Pro
- Tutti i pregi di Resident Evil Requiem...
- È un porting al limite del miracoloso.
- Qualche aggiunta esclusiva di poco conto ma comunque piacevole.
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Contro
- ... e ovviamente tutti i suoi difetti.
- In modalità "docked" tentenna sporadicamente.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Disponibile su: PC, PS5, XSX, SWITCH2
Informazioni sul prodotto
Se avete letto l'analisi su Resident Evil 7 e Resident Evil Village su Nintendo Switch 2 (la potete trovare qui), vi spiegavo come gli ottimi porting dei precedenti capitoli realizzati da Capcom, insieme al provato di qualche settimana fa di una demo di Requiem, lasciavano ben sperare sulla versione per Nintendo Switch 2 del nono capitolo della saga.
Bene, è inutile girarci tanto intorno, Resident Evil Requiem su Nintendo Switch 2 è un piccolo miracolo di ottimizzazione che fa risplendere l'ibrida del Colosso di Kyoto, come ha fatto l'ottimo porting di Cyberpunk 2077 al lancio della console.
Ora, non posso sbilanciarmi decretando la versione per Switch 2 come la migliore edizioni portatile del titolo, visto che non ho potuto ancora mettere le mani sulla versione per PC e quindi provarla su Steam Deck e ROG Xbox Ally X, ma già così siamo di fronte alla dimostrazione che l'ibrida di Nintendo è realmente un'alternativa portatile alle attuali console casalinghe.
Requiem portatile
Come per i porting di Biohazard e Village, il merito è sia di Capcom, che delle tecnologie di NVIDIA dedicate all'upscaling (al momento ad appannaggio esclusivo di Switch 2 nel settore del gaming portatile), ma è indubbio che se i team di sviluppo si concedessero più spesso il tempo necessario per ottimizzare al meglio le loro produzioni anche sulla console di Nintendo, si potrebbero ottenere delle conversioni davvero meritevoli di attenzioni.
Parlando subito di freddi numeri. Resident Evil Requiem gira a 60 fps granitici in mobilità e con qualche piccolo calo nel range dei 55 fps in modalità docked. Con la console in modalità portatile la risoluzione rimane fissa a 1080p, mentre collegata a un monitor esterno raggiunge i 4K.
Ovviamente, in entrambi i casi, non si tratta di risoluzioni native, ma di una base di partenza drasticamente più bassa e, per l'appunto, upscalata con le tecnologie di NVIDIA.
Anche sul fronte dell'autonomia Capcom ha lavorato sodo per ottimizzare il più possibile il gioco, visto che pur essendo un tripla A prosciuga all'incirca un 20% di batteria ogni 30 minuti, rendendolo un titolo capace di attestarsi nella media per quanto riguarda il battery drain della console.
L'aspetto che, però, mi ha convinto di più è che anche le ambientazioni più ampie presenti nel gioco, così come i momenti più affollati, non vanno a intaccare le performance in mobilità, limitandosi a far perdere di tanto in tanto 5 fps quando si gioca con la console collegata la monitor. Un risultato semplicemente incredibile ma che mostra, ancora una volta, quanto il vero limite ai giorni nostri non sia più dato dall'hardware come in passato, ma passi dalle risorse che uno studio ha da dedicare all'ottimizzazione di un titolo su un a determinata piattaforma.
Per il resto vorrei davvero dirvi di più. Avere decine e decine di esempi comparativi per trovarvi questo o quel difetto, ma la realtà dei fatti è che Capcom ha svolto un lavoro egregio, motivo per il quale c'è ben poco da aggiungere a questa analisi.
Per quanto riguarda l'aspetto ludico di Resident Evil Requiem, si tratta di un capitolo che sicuramente farà molto parlare di se nei mesi a venire. Nella mia corposa recensione della versione per PS5 (la potete trovare qui), vi ho spiegato di come si tratti di una produzione tanto sontuosa in termini di valori produttivi, ritmo e varietà, quanto fallace su alcuni aspetti, comunque, importanti.
Specialmente sul versante narrativo, per via di una ossessiva ricerca della celebrazione a ogni costo, Requiem tende a proporre tonnellate di fan service nelle parti antecedenti alla conclusione dell'opera, andando a incrinare una sceneggiatura che, fino a quel momento, si stava mostrando come una delle migliori dell'intero franchise.
A parte questo scivolone, e una manciata di storture di minor importanza, Resident Evil Requiem rimane un titolo solidissimo sotto tutti gli aspetti, capace di mescolare a dovere survival horror e action con una perizia che non si vedeva da molto, molto tempo.
Ne vale la pena?
Rimane ovviamente la sempiterna domanda: ha senso comprarlo su Switch 2? Qui, come da prassi, la risposta è diversa da giocatore a giocatore. Se avete solo la console di Nintendo, assolutamente si (ovviamente se siete interessati al gioco).
Se, invece, possedete anche l'ibrida del Colosso di Kyoto, e non vi interessa particolarmente giocare a Requiem in mobilità, il consiglio è quello di fruirne sulla macchina più potente a vostra disposizione, visti gli elevati valori produttivi dell'ultima produzione di Capcom.
Le uniche differenze fra la versione per Switch 2 e quelle disponili su altri lidi risiedono esclusivamente nella possibilità di giocarla dappertutto e in una manciata di elementi cosmetici per le armi (la maggior parte vincolata all'acquisto degli Amiibo che verranno rilasciati questa estate) che possono tranquillamente essere ignorati.
Al netto di dove giocarlo, resta il fatto che Resident Evil Requiem su Switch 2 è un manifesto delle potenzialità della console di Nintendo, oltre che un esempio evidente di cosa sia possibile ottenere quando si dedica il giusto tempo all'ottimizzazione delle proprie produzioni.