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Pro
- Il prezzo del Generation Pack è molto interessante...
- Due porting realizzati con incredibile maestria.
- Tantissimi contenuti quasi tutti meritevoli.
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Contro
- ... ma i prezzi dei giochi individuali sono elevati.
- Hanno gli stessi difetti delle versioni uscite precedentemente.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Devo ammettere che quando venne presentata la nuova console di casa Nintendo, per quanto il mio hype fosse smisurato, mi cominciai a rassegnare al fatto che per quanto decisamente più performante rispetto al precedente modello, Switch 2 non avrebbe potuto diventare "l'alternativa portatile" alle console di attuale generazione, lasciando ai PC handheld il compito di occupare quel posto a sedere.
Mai errore di valutazione fu più grande, prima arrivò Cyberpunk 2077 a dimostrare l'effettivo potenziale di Switch 2, poi ci pensarono Star Wars Outlaws e Assassin's Creed Shadows a rimarcare il fatto che la nuova ammiraglia ibrida di Nintendo potesse davvero essere un'alternativa portatile alle console casalinghe attualmente in commercio e ora è arrivata Capcom a dimostrare che se i team di sviluppo lavorano con criterio, Switch 2 è capace di grandi cose.
È vero, fermandosi alla scheda tecnica la console di Nintendo sembra tutt'altro che miracolosa, ma è l'unico (almeno per il momento) device portatile che dispone delle tecnologie di NVIDIA e la formula magica che ha reso possibili conversioni come quelle citate poc'anzi, e queste nuove versioni di Biohazard e Village, sta tutta li.
Un'epica in due atti
Dal 2017, anno di uscita di Resident Evil Biohazard (qui trovate la nostra recensione), a oggi credo sia inutile ripercorrere nel dettaglio la trama dei due capitoli dedicati alle disavventure di Ethan Winters. Si tratta di due storie dal sapore maggiormente occidentale, con il settimo capitolo canonico della serie che si rifà al cinema horror anni 80 e 90, e l'ottavo che pesca a piene mani dal folkrlore dell'Europa dell'est.
Due produzioni capaci non solo di mostrare che Capcom sa ancora instillare angoscia nei giocatori di tutto il mondo, ma soprattuto che hanno dimostrato che Resident Evil non è solamente Chris, Leon e tutta la cricca di personaggi che ci hanno accompagnato negli ultimi trent'anni, ma che è un franchise di più ampio respiro che ha bisogno di volti nuovi, di protagonisti al limite dell'anonimo (come fu per la giovane recluta del R.P.D. in quel lontano 1998) per garantire ai giocatori di provare un'angoscia genuina.
Una doppietta che presenta un uomo come molti che passa dall'essere un vedovo qualunque incapace di accettare la scomparsa della moglie, a ritrovarsi invischiato in un circo degli orrori decisamente più grande di lui, maturando nel contempo per far fronte alle minacce che stravolgeranno la sua esistenza.
Laddove Resident Evil Biohazard si propone come un horror claustrofobico, capace di mescolare ansia e azione con una perizia d'altri tempi, Resident Evil Village offre un horror diverso, di più ampio respiro, dove le situazioni proposte servono a mostrare la maturazione di Ethan, facendo spaziare il giocatore in situazioni sempre diverse, tenendo alto il ritmo e mescolando al suo interno generi diversi.
Ovvio, non aspettatevi la scrittura di Naughty Dog, la narrazione in Resident Evil rimane ancorata all'amore per i B-Movie horror tanto cari a Shinji Mikami, ma non per questo ci troviamo di fronte a due storie deboli. Anzi, Capcom è stata molto intelligente nel raccontare qualcosa di nuovo, tenendo a mente di mantere la continuità con il passato senza mai renderla una presenza ingombrante all'interno del tessuto narrativo.
Insomma, se amate i survival horror e non avete mai avuto l'opportunità di provarli, si tratta di due titoli che dovreste assolutamente giocare, specialmente se siete parte di quei milioni di possessori di Nintendo Switch 2.
Piatto ricco mi ci ficco
Prima di spiegarvi il perché, almeno secondo me, siamo di fronte alle versioni migliori in mobilità di questi due titoli, vorrei spendere due parole sulle versioni proposte su Nintendo Switch 2. Sia Resident Evil Biohazard che Village vengono proposti nella loro Gold Edition, ovvero la versione del gioco con tutti i contenuti extra rilasciati in seguito al lancio.
Rimangono fuori dall'offerta giusto un paio di oggetti extra per entrambi i giochi, pensati sbloccare alcune oggetti in gioco (che si possono ottenere anche in-game) e favorire chi non ha molto tempo da dedicare a entrambi i titoli.
Insomma due pacchetti molto corposi ma che accusano quel trend che dal 2012 oramai affligge il mercato videoludico, ovvero il voler trattare produzioni vecchie di anni come titoli molto più recenti, proponendoli a ogni nuova versione a prezzi decisamente poco concorrenziali. Si parla, infatti, di 49,99€ per gioco, un prezzo decisamente elevato considerando a quanto vengono venduti attualmente entrambi i titoli sulle altre piattaforme.
Capcom, però, non è stolta e sa benissimo che le versioni per Nintendo Switch 2 di Biohazard e Village su interesseranno soprattutto a chi non ha mai avuto modo di giocarli su altre piattaforme, o a chi, per qualsivoglia motivo, opterà per giocarsi l'imminente Resident Evil Requiem sull'ibrida di Nintendo.
Motivo per il quale ha creato un bundle, chiamato Resident Evil Generation Pack, che raccoglie Biohazard, Village e Requiem al prezzo di 99,99€, rendendoli un "must buy" per chiunque deciderà di acquistare il nono capitolo su Switch 2. Eh si perché nel momento in cui Requiem viene venduto nella sua edizione standard a 79,99€, sarebbe da folli non aggiungere 20€ e portarsi a casa anche due titoli di questo calibro.
Due porting maestosi
Da possessore sia di Steam Deck che di ROG Xbox Ally X, fa strano anche a me sostenere che Resident Evil Biohazard e Village siano migliori su Nintendo Switch 2, eppure è così. Capcom, anche in virtù dell'incredibile scalabilità dell'ottimo RE: Engine, ha gestito al meglio le tecnologie di upscaling di NVIDIA per realizzare due porting letteralmente maestosi.
1080p e 60 FPS granitici sono solo la punta di un iceberg compost da texture definite, un'ottima gestione dell'illuminazione, assenza totale di input lag e consumi, comunque, contenuti (entrambi i titoli consumano all'incirca un 20% di batteria ogni trenta minuti di gioco).
Gli unici aspetti su cui scivolano entrambi i porting sono una resa dei capelli meno convincente, delle ombre poco definite e alcuni momenti più bui dove la luce naturale presente nelle versioni per PC e console casalinghe, risulta meno calda e maggiormente sovraesposta. Insomma sbavature di poco conto se si pensa che ci si sta giocando su una console portatile, con un TDB di 12W e dove ogni settaggio e preimpostato. Si scarica e si gioca, senza troppi grattacapi.
Indubbiamente, facendo un confronto 1:1 con Steam Deck e Xbox Ally X, le versioni per Switch 2 non possono vantare i colori brillanti offerti dall'handheld di Valve o l'autonomia incredibile offerta dal device di Asus, ma in entrambi i casi i compromessi per raggiungere le stesse prestazioni, o la stessa qualità, delle versioni per Switch 2 vanno pender l'ago della bilancia verso i porting realizzati per l'ibrida di Nintendo.
Ovvio, si parla di versioni upscalate e di cui non conosco la risoluzione nativa alla quale girano, ma il risultato raggiunto da queste due conversioni mostranon non solo che le tecnologie di NVIDIA hanno raggiunto una maturità tale da permettere di trasporre, con le dovute accortezze, anche i titoli più recenti su hardware non all'ultimo grido, ma soprattutto che Nintendo Switch 2 può essere una reale alternativa portatile alle console casalinghe di ultima generazione.
Per quanto riguarda la modalità docked di entrambi i titoli, invece, le differenze con le versioni più pompate si notano maggiormente. Il volersi spingere a una risoluzione di 4K, mantenendo i 60 FPS, fa scorgere maggiormente le sbavature sul versante tecnico. In questo specifico caso non solo capelli e ombre sono meno definiti, ma anche molteplici texture risultano meno definite, oltre che l'immagine d'insieme risulta maggiormente "slavata" in termini di palette cromatica.
Sia chiaro, si sta sempre parlando di una console ibrida, che permette di giocare in 4k a 60FPS, tramite upscaling, titoli di questa portata ma nel caso foste giocatori esclusivamente casalinghi, e aveste a disposizione un'altra piattaforma di gioco sulla quale fruire di Resident Evil Biohazard e Village, il mio consiglio è quello di rivolgervi su altri lidi.
Resta indubbio, però, che se anche l'imminente Requiem dovesse rivelarsi un porting così solido su Switch 2 (visto che si tratterebbe del primo capitolo disponibile esclusivamente su console di attuale generazione) Capcom avrebbe dato una lezione sul come si esegue brillantemente una conversione all'interno settore, oltre ad aver dimostrato che Nintendo Switch 2 è tutto tranne che una console poco performante.