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Recensione

Total Immersion Racing

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Avatar di Eric Lindros

a cura di Eric Lindros

Pubblicato il 04/12/2002 alle 00:00
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Il Verdetto di SpazioGames

7.7

La Empire Interactive prova a farsi strada nel già affollato panorama dei racing game su XBOX con un gioco che si professa un po’ fuori dalle righe, almeno dal punto di vista di un fattore molto sottovalutato nelle ultime produzioni del genere: l’intelligenza artificiale dei piloti controllati dalla CPU. Col nuovo A.I. Tude, i Razorworks (team che ha sviluppato il gioco) si propongono di riprodurre quanto più fedelmente i comportamenti che dei piloti in carne ed ossa avrebbero durante le varie circostanze che possiamo trovare in una corsa. Semplice propaganda pubblicitaria o vero e proprio successo di programmazione? La verità molte volte sta nel mezzo, vediamo com’è andata in questo caso.

La puzza di benzina mi fa girar la testa…ehm no, questa era una canzone dedicata ad una moto. In Total Immersion Racing avremo a disposizione tutt’altra categoria di veicoli. Finita la spettacolare ma poco originale presentazione, che mischia filmati di corse reali con grafica in-game, accompagnati dalla solita musichetta techno, ci ritroviamo nell’essenziale menu di selezione. Le opzioni sono quelle di sempre: si possono regolare audio, video, ridefinire i comandi ed abilitare o meno degli aiuti alla guida come ABS, TCS ed altre varie amenità. Le modalità di gioco presenti sono carriera, gara singola, sfida a tempo e sfida. Naturalmente il cuore del gioco consiste nella modalità carriera, che vi vedrà piloti di una scuderia da portare al trionfo nel campionato della sua categoria. La modalità sfida a tempo è il classico “time attack” mentre Sfida è una sorta di event-mode. Ma proseguiamo provando “su strada” questa ultima fatica degli Empire.

Artificiale sì, ma pur sempre intelligenzaLa prima cosa che colpisce una volta presi in mano i comandi (a proposito, il gioco è totalmente compatibile con il GT Force della Logitech, che purtroppo non ho potuto provare) è l’immediatezza del sistema di controllo. Forse lo sterzo con lo stick analogico sinistro pare leggermente troppo sensibile, ma ci si abitua subito. La macchina risponde ai comandi in maniera precisa e tempestiva, permettendo correzioni di curva all’ultimo secondo e zig-zag funambolici. Dopo pochi giri ci si rende conto che l’impostazione del gioco è abbastanza arcade, anche se non completamente, soprattutto disattivando i vari aiuti. Se dovessi fare un paragone, mi viene in mente la serie Toca con un pelo di simulazione in più. Guidare un bolide di Total Immersion Racing è davvero piacevole, e mentre la pista scorre via veloce sotto i pneumatici poligonali, è difficile non divertirsi. Le visuali a disposizione sono tre: due interne ed una esterna. La mia visuale preferita è come al solito quella dal punto di vista del pilota, dove è possibile ammirare anche l’interno del cockpit nonché le mani del nostro alter-ego digitale che manovrano con sapienza il volante della vettura. La cosa un po’ bizzarra di TIR è la coesistenza nelle stesse gare di tre categorie differenti di auto GT (in stile Le Mans): ognuno di questi tre gruppi farà però classifica a se, quindi le auto di categoria differente dalla vostra non influenzeranno la vostra gara se non ingombrando la pista. Il gioco vanta la licenza ufficiale di diverse case automobilistiche (BMW, Panoz, Bentley, Audi, Lister, Vemac e diverse altre) e dei circuiti realmente esistenti come Silverstone, la mitica Monza o l’Hockenheim ring. Purtroppo i soliti vincoli delle licenze hanno impedito l’implementazione di qualsiasi tipo di danno a livello visuale o tecnico nelle vetture. Per gli amanti del realismo e del tuning, è presente la possibilità di modificare l’assetto, i carici aerodinamici e le ripartizioni dei freni delle vetture, anche aiutati dall’esperta supervisione di un ingegnere che ci consiglia sul da farsi. Veniamo ora alla tanto decantata intelligenza artificiale dei piloti: in effetti si nota sin da subito un loro comportamento piuttosto aggressivo e battagliero, soprattutto durante gli ultimi giri della gara. Essi non esiteranno a prendersi a sportellate, in puro stile nascar o DTM, per sorpassare o impedire di essere sorpassati, e spesso nasceranno vere e proprie diatribe fra due o più avversari computerizzati. Resistere agli attacchi di un pilota che vuole superarvi non è sempre facile, poiché egli cercherà di infilarsi in qualsiasi spazio ed inventare nuove traiettorie. Il sistema A.I. Tude permette una reazione emotiva dei guidatori cibernetici in base a quel che succede sul tracciato: un indicatore sopra l’avversario vi segnalerà infatti il suo stato emotivo, che può variare da difensivo ad aggressivo, da ostile ad alleato. Naturalmente una tamponata o una sportellata di troppo possono crearvi pesanti inimicizie, quindi occhio a fare i bravi ragazzi in pista. Tutto questo non è certo un qualcosa da lasciare a bocca aperta, ma visto e considerato lo scarso valore della IA di giochi ben più famosi, posso dire senza dubbio che TIR è una gradita sorpresa. Il divertimento che si prova giocando col titolo dei Razorworks non è indifferente, quindi completerete senza problemi una o più carriere; inoltre il multiplayer aggiunge ulteriore longevità. Non male Empire :)

Grafica dalla qualità altalenanteIn TIR delle piccole chicche si distinguono in un quadro generale appena discreto. Una volta scesi in pista ci si rende subito conto che il panorama è un po’ scialbo e poco ricco di dettagli, fenomeno accentuato in particolari autodromi come Silverstone. Le texture sono di buona fattura e lasciano poco adito alle critiche. I poligoni che troviamo contemporaneamente su schermo non fanno certo saltare dalla gioia, ma in compenso il frame rate è molto buono e non soffre mai di momenti di incertezza. I modelli delle auto sono senza dubbio di qualità maggiore rispetto agli ambienti, e in definitiva meritano un giudizio almeno buono. Gli effetti particellari possono vantare una realizzazione tecnica discreta, così come gli agenti atmosferici e la nebbia. In qualche inquadratura, specialmente nella visuale interna, si nota un poco simpatico effetto di aliasing (le famose “scalette”) ma il fenomeno è circoscritto a pochi casi. Menzione d’onore merita la visuale interna, prima criticata per la presenza di aliasing sul cofano, che però sa restituire in modo molto realistico il punto di vista del pilota: in caso di curve, inchiodate, sbandate o insabbiamenti, l’animazione apprezzabile sull’abitacolo è molto verosimile. Grazie a beccheggi, rollii, inclinazioni e scossoni, sembra proprio di vedere un camera-car durante una gara vera, e la cosa non pregiudica minimamente la giocabilità. Il senso della velocità, soprattutto con auto potenti, è reso piuttosto bene, sicuramente meglio di come avviene nel caso di rivali molto più blasonati. Purtroppo sono assenti i danni, anche nella sola forma estetica. Essenziali e ben leggibili i menu.

Come romba il mio motorCominciamo subito da quanto c’è di positivo nel comparto sonoro di TIR: gli effetti sonori. La riproduzione dei rombi dei vari bolidi è molto differenziata e realistica, molti di loro hanno quella “pienezza” del suono che rende tutto molto convincente. Anche il sibilo del turbo, lo sfiato della valvola pop-off e il rotolamento delle gomme sulle diverse superfici (asfalto, erba, sabbia) si meritano un giudizio più che positivo. Le note dolenti arrivano quando si parla delle musiche elettroniche, ripetitive, poco incisive ed alcune addirittura noiose. Purtroppo gli Empire non hanno contemplato la possibilità di utilizzare le colonne sonore personalizzate, come succede invece in tanti altri giochi del genere su XBOX, quindi se le musiche non ci piacciono possiamo solo abbassarne al minimo il volume dal menu delle opzioni (cosa che ho fatto dopo appena un’ora di gioco). Il poco parlato che è presente nel gioco, tutto rigorosamente in italiano, è di fattura più che sufficiente. I menu sono anch’essi in italiano. Nessun supporto Dolby da segnalare.

– Modello di guida divertente

– Piloti avversari “intelligenti”

– Grafica migliorabile

– Musiche noiose

7.7

Per chi si vuol fare un’idea su Total Immersion Racing, secondo me c’è da partire da due punti base: non è un capolavoro assoluto del genere ma si rivela comunque piuttosto divertente. Il modello di guida è piacevole ed immediato, e se dovessi fare un paragone potrei dire che TIR mi ha divertito più dell’ultimo Toca, gioco ben più famoso e blasonato. La realizzazione tecnica è globalmente discreta e la longevità è buona. Certo la fuori ci sono rivali davvero temibili, come Sega GT 2002, Project Gotham, Colin Mc Rae 3 o il prossimo Racing Evoluzione, ma penso che TIR possa in qualche modo dire la sua. Se siete appassionati di giochi di guida e magari avete già qualcuno dei titoli sopra citati, provate a dar fiducia al gioco degli Empire: “correte il rischio” di passare qualche ora di puro divertimento :)

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