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Recensione

Flame Over

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Avatar di Stefania Sperandio

a cura di Stefania Sperandio

Ex Editor-In-Chief

Pubblicato il 26/03/2016 alle 00:00
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Il Verdetto di SpazioGames

6

Per il mese di marzo, gli abbonati PlayStation Plus hanno potuto aggiungere all’elenco dei loro download, senza ulteriori esborsi, anche Flame Over, il videogioco tutto incendi e idranti firmato da Laughing Jackal, nel quale vestite i panni del pompiere Blaze e – manco a dirlo – dovete fare gli eroi. L’impresa, però, si rivelerà essere molto più difficile di quanto non crediate.

La morte inevitabile
Flame Over si presenta come un roguelike (o pyroguelike, come lo hanno ribattezzato gli sviluppatori) in cui il già citato Blaze, valoroso pompiere inglese dai folti baffi, deve intervenire per sedare gli incendi in diverse ambientazioni, passando da un piano all’altro delle strutture. Armato del suo idrante e del suo estintore, il nostro protagonista si troverà così ad avere a che fare sia con alte fiamme che divoreranno le ambientazioni, sia con cortocircuiti elettrici che continueranno a scatenarle, e dei quali dovrete occuparvi. Proprio gli strumenti appena citati saranno di vitale importanza per riuscire nell’impresa: su PlayStation Vita, troviamo l’idrante associato al tasto R, mentre l’estintore si utilizza con L. Gestendo le nostre due risorse, continuerete quindi ad avanzare nelle diverse stanze, facendo bene attenzione ad essere sempre ben forniti di acqua: per poter tenere sott’occhio la situazione, gli sviluppatori hanno inserito nell’HUD due barre apposite, che se esaurite vi costringeranno a raggiungere il più vicino punto di erogazione e rifornirvi.
Ogni volta che avvierete una partita, avrete cinque minuti di tempo per provare a spegnere tutti gli incendi presenti nell’area in cui si svolgeranno i fatti. Le ambientazioni vengono generate proceduralmente, garantendo una sfida sempre diversa, ed impedendovi di provare ad avanzare semplicemente “a memoria” nei tentativi successivi. Mentre il tempo scorre, comincerete quindi a sedare gli incendi, scoprendo via via che sarà possibile salvare i sopravvissuti intrappolati tra le fiamme chiedendogli di seguirvi verso l’uscita d’emergenza, ottenendo in premio un minuto di tempo extra. Non è tutto: dal momento che vestite i panni di un pompiere, non potete esimervi dal salvare i gatti, a loro volta ingabbiati dagli incendi: dovrete quindi trasportare anche questi ultimi fino al punto sicuro, costantemente visibile non tanto grazie alla mappa, che risulta anzi un po’ confusionaria al colpo d’occhio, quanto in virtù di una vignettatura verde che punta solo in direzione dell’uscita. Per quanto basilare sia, il sistema fa il suo dovere, e riuscirete a portare in salvo i superstiti senza perdervi tra stanze e corridoi. Non si può invece dire lo stesso per le persone e i gatti che vi seguiranno, e che entreranno spesso in collisione con alcuni ostacoli presenti nel livello, costringendovi a tornare indietro nel tentativo (piuttosto isterico) di farli smuovere. In ogni caso, condurre al sicuro i teneri felini vi vedrà ottenere come premio una vita extra, che dovrete custodire con attenzione: avvicinandovi troppo alle fiamme, infatti, vedrete un cerchio intorno a Blaze ad indicarvi il livello di calore e, qualora quest’ultimo dovesse raggiungere il massimo, perderete una vita. Niente di cui preoccuparsi, in realtà, dato che il gioco vi parla fin dall’inizio della morte inevitabile: qualora riusciste a completare un piano, andreste avanti nei successivi, fino a quando o avrete esaurito le vite, o sarà terminato il tempo. A questo punto, una sgradevole ospite verrà a reclamare la vostra anima, costringendovi alla resa. La sessione sarà finita e, al tentativo successivo, ripartirete daccapo.
Per arricchire l’esperienza, gli sviluppatori hanno voluto integrare alcune sub-quest che potrete completare mentre correte da un incendio all’altro, e che vi consentiranno di ottenere dei token che sarà possibile spendere per avere dei potenziamenti nel tentativo successivo. Nel complesso, l’idea è interessante ed aumenta la longevità, ma il cronometro che la fa da padrone all’interno del gioco rischia di farle passare del tutto in secondo piano, o di farvele addirittura tralasciare, finendo con il farvi concentrare sul tentativo di completare la messa in sicurezza dell’area.
Punti ciechi
Le meccaniche alla base di Flame Over sono, insomma, semplici ed immediate. A complicare le cose, non volutamente, sono alcuni difetti dell’opera, abbastanza evidenti. Il primo sono i controlli, estremamente legnosi, che finiscono con l’inasprire ulteriormente la difficoltà, e con il farvi sprecare spesso buona parte dell’acqua, facendovela spruzzare nella direzione sbagliata. A ciò dobbiamo sommare il fatto che la gestione della telecamera e della visuale isometrica si sposano male alla necessità di scovare anche le fiamme più piccole, che potrebbero innescare nuovi incendi: tutte le pareti, infatti, sono sempre e costantemente a vista, impedendovi di vedere da quale punto si stanno originando le fiamme, o perfino se sono presenti apparecchiature elettroniche sulle quali intervenire con l’estintore. Si rende quindi necessario ruotare la telecamera, finendo però, sopratutto nelle stanze più piccole, con il rendere cieca l’altra parte dell’incendio.
C’è da riflettere anche sulla generazione casuale dei livelli, che non sempre riesce nell’intento di proporvi uno stage apprezzabile, e diverse volte vi proporrà delle sfide che, semplicemente, non è possibile completare entro il tempo limite. La generazione di tante stanze particolarmente spaziose, ad esempio, farà sì che vi ritroviate ad affrontare incendi enormi, con fiamme che saltellano (letteralmente) da una parte all’altra, e che vi faranno perdere una quantità spropositata di tempo, rischiando di frustrarvi.
Il titolo soffre, purtroppo, anche di un altro problema, che alla lunga vi verrà a noia: trattandosi di un roguelike, sarebbe importante consentire al giocatore un nuovo tentativo abbastanza rapidamente, ma non è questo il caso. Una volta che il povero Blaze sarà morto, infatti, vi ritroverete nel menù iniziale, e dovrete attraversare diverse schermate (e diversi caricamenti, con perfino un FMV che dovrete preoccuparvi di saltare, dopo la prima volta) ogni singola volta. Una scelta che spezza il ritmo del gioco, facendovi perdere tempo inutilmente.
Nota di merito e demerito contemporaneamente, poi, anche per la colonna sonora: il tema del gioco – un unico brano jazz vivace e magnetico – vi rimarrà subito in mente, ma rischierete di odiarlo quando vi renderete conto che è il solo che sentirete in tutto Flame Over, e che lo udirete praticamente all’infinito in ogni schermata, si tratti del gameplay o delle opzioni.

– L’ardua sfida vi coinvolgerà

– Il tema musicale è un tormentone…

– Idea interessante

– Confusionario

– … ma si ripete all’infinito

– Telecamera scomoda

– Lento nel passaggio da un tentativo all’altro

– Controlli legnosi

6.0

In definitiva, Flame Over parte da un’idea interessante che, come novelli Rosco McQueen, vi chiede di avventurarvi tra fuoco e fiamme nel tentativo di domarle e di salvare i superstiti, consci che, presto o tardi, la morte del vostro alter ego sarà inevitabile, e dovrete solo cercare di arrivare più in fondo possibile. Il livello di difficoltà, inizialmente proibitivo, si comincia a padroneggiare dopo qualche tentativo, quando vi ritroverete completamente coinvolti nella sfida. Peccato però che la complessità di quest’ultima venga incrementata dai difetti tecnici dell’opera, che vanno dalla telecamera ai controlli, passando per la generazione casuale dei livelli che, pur garantendo varietà, di tanto in tanto crea ambientazioni impossibili da completare. Considerando che il gioco viene proposto gratis su PlayStation Plus, consigliamo il download di prova a coloro che vogliono cimentarsi nella sfida e confrontare i propri risultati nelle classifiche online; se, invece, dovete passare per l’esborso dei 9,99€ di listino, ci sentiamo di raccomandarlo solo a chi ama il genere e non si lascerà frustrare facilmente.

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