Recensione

Destiny 2, la recensione della nuova avventura dei Guardiani

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a cura di YP

Informazioni sul prodotto

Immagine di Destiny 2
Destiny 2
  • Sviluppatore: Bungie
  • Produttore: Activision
  • Piattaforme: PC , PS4 , XONE
  • Generi: Sparatutto
  • Data di uscita: 6 settembre 2017 (console) - 24 ottobre 2017 (PC)

La  recensione valuta il prodotto uscito al day one, che non comprende quindi il nuovo Raid e le Prove dei Nove. Siamo inoltre a conoscenza dell’errore cabbage che, purtroppo, affligge migliaia di giocatori impedendo di giocare con continuità e serenità. Tuttavia abbiamo deciso di escludere il problema in sede di valutazione, sperando che il guaio venga risolto il prima possibile e che quindi tutti possano godere a pieno dell’esperienza.
Sono uno di quei giocatori che ha trascorso tre anni della sua vita a giocare quotidianamente a Destiny. L’ho amato, fin dal principio, per motivi facili da identificare di cui parleremo però nel corso di questa recensione. Il mondo messo in piedi da Bungie è colorato, dinamico, appassionante e avvolgente; l’avventura dei Guardiani è tanto semplice quanto potente e capace di farci immediatamente immedesimare nel nostro Cacciatore, Titano o Stregone che sia. Sarà per questo che l’atipico world shared shooter è stato capace di creare una delle community più grandi e innamorate di sempre. Perché, per il panorama console, Destiny è stato un evento epocale. Mai si era visto uno shooter capace di riunire così tante persone sotto un’unica bandiera che non sia quella della semplice competizione. Destiny è molto di più, è sempre stato molto di più: amicizia, condivisone, epiche nottate nei Raid e tensione nel Crogiolo. Questo secondo capitolo è certamente uno dei giochi più attesi dell’autunno, e noi abbiamo avuto la fortuna di entrarci in contatto diverse volte. Il world reveal di Los Angeles, E3 2017, Gamescom e infine la beta. Lo abbiamo visto nascere, crescere; l’abbiamo giocato, contemplato e sviscerato. Il day one è arrivato giusto qualche giorno fa, e dopo aver provato a trasmettervi il feeling dato dalle prime ore di gioco, eccoci con la recensione completa: abbiamo terminato la campagna, spolpato l’end-game ed esplorato i meravigliosi pianeti. Signore e signori: Destiny 2. 
Per la Luce e per la gloria
Il limite più evidente di Destiny 1 era senza dubbio quello di non essere in grado di raccontare la sua storia in modo funzionale, fruibile e soprattutto coinvolgente. La campagna risultava quindi frammentata, poco intrigante e in particolar modo orfana di un ritmo incalzante che permettesse davvero di entrare completamente in quell’universo che, però, avevo davvero tanto da dire. Una lore sparsa tra le carte grimorio, scene d’intermezzo poco accattivanti e missioni frivole portavano a giocare per inerzia, con il solo intento di finire il prima possibile. Destiny 2 ribalta totalmente le cose: la campagna, di cui vi abbiamo già parlato, è una perla d’intenzioni e realizzazione. Se giocata con grande calma può durare anche dieci ore (o qualcosa di più, dipende da voi) e sarà tutt’altro che noiosa. Dominus Ghaul, leader della Legione Rossa Cabal, piomberà sulla Torre e intrappolerà il Viaggiatore, privando tutti i Guardiani della Luce, la fonte d’energia che alimenta i nostri poteri. Inizia qui un percorso di vendetta e liberazione, perché spezzare le catene che imprigionano il Viaggiatore sarà fondamentale per riportare la pace nella galassia. Ecco quindi che interagiremo con alcuni dei personaggi più iconici del mondo di Destiny: Cayde-6, Zavala e Ikora. Insomma l’Avanguardia al completo, che grazie a cutscene davvero riuscite e tecnicamente apprezzabili sarà capace di farsi amare come mai prima d’ora, raccontando una storia che alle fine ci ha lasciato totalmente soddisfatti. Lo stacco da Destiny 1 è evidente, per la qualità della missioni, per la profondità di scrittura dei personaggi e del villain (un misto fra Darth Vader e Bane), ma anche per un ritmo che ci trascinerà quest dopo quest. Il tutto veicolato da una colonna sonora che è semplicemente maestosa ed evocativa: Destiny non sarebbe quello che è senza le meravigliose note che possiamo apprezzare in sottofondo, capaci di dare ancor più vita a un mondo di gioco che si è presentato ai nostri occhi davvero in ottima forma. Unica pecca, la difficoltà: la campagna di Destiny 2 ci è parsa troppo facile. Se affrontata con l’equipaggiamento di giusto livello e in compagnia di qualche amico, risulterà molto semplice. Tutto sommato però è una piccola macchia che non intacca in nessun modo la qualità dell’esperienza.
Un mare di opportunità
In giochi come Destiny, quindi dalla forte impronta MMO/GDR, la campagna principale è da considerarsi a tutti gli effetti come un enorme prologo per quello che sarà poi il gioco vero e proprio. Una volta terminata l’avventura e raggiunto il level cap (20)  inerente al livello del Guardiano, dovremo fiondarci in tutte quelle attività end-game che ci permetteranno di ottenere equipaggiamento più potente e in particolare raggiungere il Potere massimo, attualmente 350. Per fare ciò dovremmo esplorare il sistema stratificato e capillare di quest secondarie che Destiny 2 ci mette a disposizione: adventures, eventi pubblici, assalti, settori perduti e imprese varie. Andiamo con ordine: le Adventures sono mini-missioni disponibili su tutti e quattro i pianeti (Io, Titano, Terran, Nessus), che una volta completate ci ricompenseranno con armamento e reputazione legati all’NPC che presiede quel determinato pianeta. Dovremmo andare da lui per sbloccarne di nuove, acquistare armi oppure qualche altre piccola chicca, come le imprese che daranno diritto alle armi Esotiche. Ce ne sono molte, di queste Adventures, e sono molto divertenti da svolgere grazie a dinamiche non tediose, che ci permettono di imparare anche qualcosa in più dal mondo di gioco grazie a dialoghi mirati ad espandere l’universo narrativo. I Lost Sectors invece sono dei piccoli  dungeon sparsi per i pianeti: per completarli basterà identificarli, entrare, sconfiggere il nemico d’alto rango e aprire la cassa. Il procedimento è molto rapido e, francamente, ci saremmo aspettati qualcosa di più di un piccolo ambiente ristretto dove uccidere nemici a volontà e portare a casa il loot. Se preferite qualcosa di più rapido, ci sono poi gli eventi pubblici: piccole istanze che ci vengono regolarmente segnalate sulla mappa. Ci chiederanno di svolgere dei particolari compiti entro un tempo limite. Riuscirci vorrà dire, anche qui, ricavarne del loot. 
La playlist assalti infine comprende delle missioni più lunghe rispetto a quelle classiche, che si sviluppano in ambienti inediti e con dinamiche di gameplay che probabilmente ritroveremo nell’Incursione. Ci è parso strano che in Destiny 2 gli assalti non vengano introdotti nella storia (com’era nel primo capitolo), ma tant’è che la qualità è molto alta. Pyramidion, per esempio, situato nel mondo dei Vex, è un capolavoro artistico in tutto e per tutto. Talmente impattante da poter essere considerato un raid in miniatura. A tutto questo si aggiungono le sfide giornaliere (che rimpiazzano le taglie) e altre quest “più importanti” chiamate Pietre Miliari, che come ricompensa propongono Armamento Potente, che come dice la definizione non è nient’altro che equipaggiamento molto performante. Insomma Destiny 2 è ricco di cose da fare, sempre remunerative e, cosa più importante, varie e dinamiche. La progressione è palpabile e il sistema di ricompense ad oggi ci è parso funzionante. Merito anche dei viaggi rapidi e della divisione in zone delle varie mappa dei pianeti, ora molto più comodi da esplorare rispetto a quanto visto in Destiny 1.Certo è che se avete fretta di raggiungere il level cap, gli eventi pubblici sono il metodo migliore e anche il più rapido. Un peccato, perché i giocatori più navigati se ne accorgeranno presto e rinunceranno a fiondarsi nelle altre attività, perdendosi tante belle avventure. In attesa delle Incursioni e delle Prove dei Nove (alle quali dedicheremo articoli a parte), l’endgame di Destiny 2 è certamente variegato, ritmato e sorprendentemente sfaccettato. Certo, il farming è pur sempre necessario, ma non potrebbe essere altrimenti e in questo secondo capitolo non è poi così invadente. D’altronde Bungie ha voluto palesemente rendere il gioco accessibile a tutti. Questo si è tradotto nella diversificazione delle quest, dando cosi un ottimo senso di varietà e progressione continua, a dispetto però di un avanzamento che risulterà fin troppo veloce per i più esperti. Vi consigliamo quindi di godervi i meravigliosi quattro pianeti, di fiondarvi in quante più attività possibili e di sperimentare tutte le novità. Come detto in precedenza, il lato artistico di Destiny 2 è una gioia per  gli occhi e una volta iniziato a conoscere ed apprezzare non potrete farne a meno. La ciliegina sulla torta sarebbe stata una nuova razza di nemici, e la mancata introduzione ha un po’ il sapore di occasione sprecata. Certamente le specie già presenti sono state arricchite sia nel look che nelle modalità d’attacco, ma una vera novità avrebbe reso ancor di più entusiasmante la scoperta e l’esplorazione. 
L’ora del Crogiolo
Vittima di decine di patch, ribilancimenti e aggiustamenti d’ogni genere, il Crogiolo di Destiny 1 è stato uno degli aspetti più controversi della produzione. Inizialmente amato, diventò poi aspramente criticato verso la fine del ciclo vitale del gioco. In Destiny 2, si riparte da dove s’era iniziato: giocare in Crogiolo è divertente e stimolante, complice la modalità 4vs4 e a seguire la nuova organizzazione delle armi. Nello slot primario armi cinetiche, secondario riservato alle elementali e terziario per quelle pesanti, che ora inglobano anche fucili a pompa, cecchini e fusione. Tutto questo si traduce in una solidità che riesce a escludere l’abuso di alcuni archetipi di bocche da fuoco, puntando tutto su di uno scontro più serrato e competitivo. Il gameplay di Destiny non è cambiato di una virgola, il gun-play è il solito, rodato del primo capitolo e il feeling delle armi è ottimo. Certo, le super abilità spostano un po’ l’ago della bilancia, trasformando match più complicati in baraonde di fuoco, lampi e vortici da vuoto, ma questa è comunque una delle caratteristiche madri del gioco che a noi piace sempre molto. Allo stato attuale il Crogiolo divide le playlist in partita veloce e competitiva: ovviamente cambia la qualità dei giocatori che ci partecipano, e annesse sfide. Le nuove mappe risultano molto ben integrate al gameplay e gradevoli da vedere, senza rinunciare a un level design che ci obbliga a impegnarci e conoscere molto bene i vari ambienti di gioco. Lascia un po’ spiazzati la scelta di non permettere la scelta delle modalità; non ci sono inoltre penalità per chi abbandona i match in anticipo: questa è una cosa che farà storcere il naso a moltissimi giocatori (giustamente) e ci auguriamo venga sistemata il prima possibile. Insomma il nuovo Crucible è eccezionale, nel vero senso della parola. Il gameplay azzeccato, il nuovo bilanciamento perfettamente studiato e le nuove e rinnovate modalità creano un contesto rifinito e che rappresenta un’ottima alternativa al PvE. Siamo ben consci che le carte in tavola cambieranno diverse volte nel corso dei mesi e noi non mancheremo di raccontarvi come si evolverà la situazione. Ad oggi, però, il comparto PvP di Destiny 2 è davvero riuscito.

Campagna spettacolare

Gameplay solido

End-game ricco e dinamico

Crogiolo divertente e bilanciato

Difficoltà troppo accessibile

Una nuova razza di nemici sarebbe stata un’aggiunta perfetta

Progressione che diventa troppo facile e rapida per i player più navigati

8.5

Destiny 2 è un gioco capace di coinvolgere e ipnotizzare, merito di una mole contenutistica ampia e ben caratterizzata. Il lato artistico conferma ancora una volta le capacità del team Bungie: la campagna è ottima, coinvolgente e ben raccontata. I pianeti sono una meraviglia da vivere ed esplorare e alcuni assalti sono delle vere e proprie perle di game design. Il gameplay rimane invariato, scegliendo di riproporre quindi l’ottimo feeling del primo capitolo; discorso diverso invece per l’end-game, ora più ricco e sfaccettato, in grado di trasmettere un senso di progressione continuo e mai noioso, nonostante il farming sia necessario. Peccato solo per una difficoltà troppo permissiva e accogliente, unita al mancato inserimento di una nuova razza che avrebbe certamente arricchito l’esperienza.. In attesa della nuova Incursione e delle Prove dei Nove, possiamo però dire senza riserve che la nuova epopea dei Guardiani prende tutto ciò che c’era di migliorabile nel primo capitolo e lo porta ad un livello superiore. Non sappiamo se anche questa volta la community deciderà di rimanere legata a questo fantastico mondo per tre anni o forse di più, ma le premesse certamente ci sono e siamo sicuri che chi amò il primo Destiny rimarrà ammagliato da questa seconda incarnazione, mentre i neofiti troveranno un’offerta ludica cospicua, varia e magnetica; una strada talmente bella da percorrere che una volta intrapresa sarà difficile da abbandonare.

Voto Recensione di Destiny 2 - Recensione


8.5

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