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Pokémon Scarlatto e Violetto | Provato – La nostra prima ora a Paldea

Nintendo ci ha portati a Londra per un'ora di hands-on con la nona generazione di Pokémon.

LONDRA – Ci avviciniamo alla fine dell’anno, periodo che ormai da qualche anno corrisponde ad un appuntamento immancabile per i fan di Nintendo, ed in particolare per i possessori di Nintendo Switch: l’arrivo di un nuovo Pokémon.

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
18 Novembre 2022
Sviluppatore:
Game Freak
Distributore:
Nintendo

Quest’anno, come certamente saprete, Pokémon Scarlatto & Violetto daranno inizio alla nona generazione di Pokémon, introducendo creature mai viste prima, nuove tecniche per le battaglie, una regione completamente inedita e molto altro ancora. Soprattutto, si tratterà del primo titolo open world nella storia della serie (Leggende Pokémon: Arceus era un open map).

Siamo stati invitati a Londra da Nintendo e The Pokémon Company per una sessione di hands-on con i nuovi capitoli; in particolare, la nostra prova si è svolta su Pokémon Scarlatto, che abbiamo avuto modo di provare per circa un’ora.

Pronti a scoprire Paldea?

Le tre strade per diventare il migliore

Partiamo con una premessa fondamentale: la versione di Pokémon Scarlatto da noi provata non è la versione definitiva del gioco. Si tratta di una build più vecchia, che è stata modificata appositamente per permetterci di esplorare una porzione di Paldea in totale libertà. Quanto abbiamo visto, quindi, non rifletterà l’esperienza finale, o almeno non completamente.

Ciò detto, la versione di prova realizzata per l’occasione ci consentiva di esplorare una zona specifica di Paldea, localizzata più o meno nella parte sud-est della mappa completa. All’interno di quest’area, siamo stati liberi di esplorare la zona senza restrizioni, con la possibilità di seguire eventi legati alle tre trame principali, vale a dire le palestre, la sfida al Team Star e la cattura dei Pokémon dominanti.

Partiamo quindi proprio da queste tre trame, una vera e propria novità per Pokémon. Finora, infatti, la storia principale era sempre stata una soltanto: le varie sotto-trame risultavano più o meno intrecciate a quella primaria, e quasi sempre procedevano di pari passo.

Qui, invece, le cose sono diverse: potremo scegliere liberamente a quale attività dedicarci, seguendo l’ordine che preferiamo, senza alcuna imposizione da parte del gioco. Si tratta di una novità assoluta per la formula della serie, e sicuramente farà la gioia di chi lamentava un approccio troppo guidato, sicuramente molto manifesto negli ultimi episodi (a partire da Sole & Luna).

Nonostante l’ora a disposizione possa sembrare un tempo generoso, in realtà i minuti sono passati molto velocemente, e non siamo riusciti a completare tutte e tre le missioni; seguendo il consiglio dei membri del team, ci siamo dedicati innanzitutto alla palestra e alla sfida al Team Star, lasciando per ultimo il Pokémon titano presente nella zona, che siamo comunque riusciti a vedere.

In questa avventura ci troveremo ad affrontare il Team Star.

La sfida alle palestre è la componente più “classica”, se così vogliamo definirla. Come da tradizione, si tratta di recarsi nella palestra della città e di affrontare il capopalestra in una battaglia Pokémon. Prima di poterlo fare, però, dovremo completare una sfida. Nella nostra prova, in particolare, abbiamo potuto affrontare il capopalestra di Los Tazones. In questo caso, la prova consisteva nello scovare dieci Sunflora nascosti nella città.

Non è stata una sfida particolarmente difficoltosa, ma si è trattato comunque di un buon diversivo. Rimane da vedere come saranno strutturate le altre palestre – e se offriranno delle sfide più interessanti e/o impegnative.

Per quanto riguarda la sfida al Team Star, siamo potuti entrare in uno dei loro accampamenti. Anche in questo caso, la struttura è per certi versi simile: c’è una prima sfida da completare, dopodiché è possibile affrontare il leader dell’avamposto.

La prima parte della sfida consisteva nello sconfiggere 30 Pokémon del team entro un tempo limite di 10 minuti. Grazie alla nuova feature che permette ai nostri Pokémon di lottare in autonomia dopo aver lanciato la Poké Ball, il compito è stato molto meno stancante di quanto potrebbe sembrare a prima vista, e siamo riusciti a centrare l’obiettivo.

La sfida finale con il leader dell’avamposto, su cui non vi diremo nulla per evitarvi spoiler, si è rivelata piuttosto impegnativa: una battaglia in due fasi, senza soluzione di continuità, dove abbiamo seriamente rischiato la sconfitta per non esserci preparati adeguatamente.

Questo nuovo modo di affrontare il team nemico di turno ci ha incuriositi ma ci ha anche lasciato alcuni dubbi che potranno essere risolti soltanto giocando la versione finale di Scarlatto & Violetto (potete assicurarvi la consegna al day one prenotando i giochi su Amazon). Quanto saranno diversi tra loro gli avamposti del Team Star? Ci saranno eventi legati a questa sotto-trama anche nel resto della mappa, un po’ come accadeva nei titoli precedenti?

Le domande irrisolte sono molte, ma abbiamo comunque apprezzato la volontà di offrire un cambiamento rispetto alla formula classica; la buona riuscita dipenderà in toto dall’esecuzione di questa novità.

Infine, la caccia ai Pokémon dominanti. Si tratta dell’aspetto che abbiamo provato meno, in quanto il tempo che ci era rimasto una volta giunti a questo obiettivo era scarso. Ad ogni modo, siamo comunque riusciti ad affrontare il Pokémon dominante Klawf, pur senza riuscire a portare a termine la sfida.

Anche in questo caso, si tratta di una battaglia divisa in due parti. Nella prima, l’obiettivo è quello di abbassare la salute del Pokémon dominante, dopodiché esso si vedrà costretto a fuggire. Starà a noi ritrovarlo scandagliando i dintorni, ed è proprio in questo frangente che è scaduto il tempo a nostra disposizione.

La cattura dei Pokémon dominanti è comunque un altro aspetto che potrà essere analizzato a dovere solamente in fase di recensione. Ci sono molte domande in sospeso, e soprattutto bisognerà capire se tutte le battaglie saranno strutturate allo stesso modo, con la temporanea fuga del Pokémon dominante.

Tirando le somme, il nuovo approccio alle missioni principali offre degli spunti interessanti e rappresenta certamente un cambiamento notevole per una serie che ha sempre faticato a rinnovare la sua formula. Sarà da vedere quanto gli sviluppatori avranno saputo variare le sfide, soprattutto per quanto riguarda il Team Star e i Pokémon dominanti, e più in generale come la narrativa è stata adattata a questa nuova formula.

Esplorando Paldea

Veniamo ora a Paldea. Come vi abbiamo già detto, abbiamo potuto visitare soltanto una modesta porzione della mappa, localizzata nella zona sud-est della regione; oltretutto, il tempo che abbiamo potuto effettivamente dedicare all’esplorazione è stato effettivamente poco, perché abbiamo preferito recarci immediatamente verso i tre obiettivi principali.

Ciò nonostante, abbiamo comunque potuto avere un assaggio di Paldea, e la prima impressione non è stata affatto male. Innanzitutto è evidente come il focus sia tornato sull’esplorazione: l’abbandono di una formula guidata consente infatti di esplorare la mappa di gioco liberamente, alla ricerca di tutti i segreti della regione. Non abbiamo avuto modo di esplorare a fondo la zona: è presto, quindi, per esprimersi sulla densità di eventi, oggetti e Pokémon presenti sulla mappa, così come su moltissimi altri fattori.

Nei primi minuti di gioco, però, abbiamo notato l’apertura di una caverna non segnalata sulla mappa, ed abbiamo deciso di dedicare qualche minuto ad esplorare quest’area. La caverna si sviluppava su più livelli, ed il design non era immediato – anzi sembrava piuttosto intricato. Questo ci fa ben sperare per il ritorno dei dungeon nell’avventura, un’assenza che si era fatta molto sentire negli ultimi Spada & Scudo.

Potremo esplorare liberamente Paldea.

La speranza è che anche il resto di Paldea presenti aree di questo tipo, e che gli sviluppatori sappiano riempire adeguatamente la mappa di gioco con segreti da scoprire ed eventi da completare, dimostrando così di aver effettivamente compreso come realizzare un buon open world; se Leggende Pokémon: Arceus era un ottimo inizio, adesso è fondamentale costruire su quella base per quanto riguarda l’utilizzo di mappe aperte.

Una novità assoluta è la possibilità di avventurarsi a Paldea in compagnia: fino a quattro giocatori possono unirsi in una partita, e ciascuno potrà muoversi liberamente, senza limiti di sorta. Le interazioni possibili tra i giocatori sono diverse: oltre ai consueti scambi e alle battaglie, è anche possibile organizzare dei picnic, con tanto di mini-giochi finalizzati alla preparazione di panini (che doneranno dei boost ai nostri Pokémon), partecipare a raid ed altro ancora.

Si tratta di una feature sicuramente interessante, che regalerà ore di divertimento a chi ha amici appassionati della serie. Ci sono alcuni aspetti che potrebbero essere migliorati: ad esempio, nella nostra prova non era possibile vedere la posizione dei nostri compagni sulla mini-mappa, ma soltanto accedendo alla mappa completa dal menù di pausa.

In ogni caso, si tratta di una feature promettente, che siamo curiosi di testare a fondo.

Teracristal e raid

Una delle novità introdotte da Scarlatto & Violetto è il cosiddetto fenomeno Teracristal. Se avete seguito Scarlatto & Violetto fino ad ora saprete già di cosa stiamo parlando: in breve, a Paldea è possibile trovare i Tera cristalli, grazie ai quali un Pokémon può trasformarsi e cambiare il suo tipo. Non solo: le mosse il cui tipo corrisponde al tera tipo del Pokémon saranno ancora più potenti.

Si tratta di una meccanica che deve ancora essere esplorata a fondo, e l’impatto che avrà sul competitivo sarà analizzabile soltanto nel lungo periodo. Nel corso della nostra prova, abbiamo avuto la possibilità di teracristallizzare diversi nostri Pokémon e, soprattutto, di affrontare alcuni raid, sia in solitario che in compagnia; raid che vedono al centro, appunto, Pokémon teracristallizzati.

I raid sono strutturati in maniera leggermente differente rispetto al passato. Innanzitutto, saranno sempre quattro gli allenatori che affronteranno il Pokémon teracristallizzato: qualora fossimo da soli, si uniranno alla battaglia altri tre allenatori controllati dalla CPU.

Dopodiché, la battaglia si svolge senza veri e propri turni: potremo infatti dare continuamente ordini al nostro Pokémon, senza la necessità di attendere gli altri giocatori. Sarà possibile utilizzare un solo Pokémon nei raid, ma in caso di sconfitta del nostro prescelto ci basterà attendere qualche turno per rivederlo in piedi, nuovamente pronto a combattere. Tenendo conto che c’è un tempo limite per portare a termine il raid, non vorremo comunque far cadere il nostro alleato.

Esteticamente alcune battaglie sono molto scenografiche.

Una volta che il Pokémon teracristallizzato sarà sceso intorno al 25% della salute, perderà il suo cristallo, tornando allo stato normale (vale solo per i selvatici). Riuscendo a sconfiggerlo, sarà data a tutti la possibilità di catturarlo; sarà possibile eseguire un solo lancio, dunque dovremo scegliere accuratamente la Poké Ball da utilizzare perché non avremo seconde chance.

Le battaglie in raid si sono rivelate divertenti, mentre sulla teracristallizzazione rimane ancora molto da scoprire e da capire. Una cosa ci sentiamo di dirla: non è il massimo dal punto di vista del design dei Pokémon, è vero – ma, per spezzare una lancia a favore di queste nuove trasformazioni, su alcune creature rende molto meglio che su altre. Al di là di questo, comunque, la meccanica appare interessante ed in grado di aggiungere profondità strategica agli incontri, ma sappiamo bene che a decidere la riuscita di questa novità sarà il bilanciamento, per cui staremo a vedere.

L’elefante nella stanza

Eh sì, eccoci infine giunti al punto. Non ci siamo dimenticati di parlare della grafica di Scarlatto & Violetto. Purtroppo.

La nostra prova si è svolta su una build vecchia, non sulla versione finale del gioco, ed abbiamo giocato su un monitor, con Nintendo Switch in modalità docked (sicuramente le cose saranno migliori in modalità portatile, specialmente sull’edizione limitata della variante Oled che trovate su Amazon).

E speriamo che sia l’unione di questi due fattori a giustificare quello che abbiamo visto. Perché Scarlatto & Violetto era davvero brutto da vedere, un mostruoso passo indietro rispetto a Leggende Pokémon: Arceus.

Il pop-in degli elementi dell’ambientazione e dei Pokémon, i vistosi cali di frame rate, alcuni modelli di oggetti usciti direttamente dalla settima generazione di console (ad essere generosi), animazioni legnose e poco curate, personaggi che scompaiono e riappaiono a causa della sparizione di alcuni frame di animazione: potremmo andare ancora avanti, pensiamo che il concetto sia piuttosto chiaro.

Certo, possiamo parlare dei limiti innegabili di Nintendo Switch e possiamo anche parlare dell’esperienza e del budget relativamente limitato di cui dispone il team di Game Freak; niente di tutto questo può però giustificare una resa del genere. Se Nintendo è stata in grado di fare uscire Breath of the Wild al lancio, e se la stessa Game Freak ha raggiunto un risultato comunque ammirevole con Leggende Pokémon: Arceus, non può esserci nessun valido per quello che abbiamo visto dal punto di vista tecnico.

L’impressione è stata che Game Freak abbia fatto il passo più lungo della gamba con l’adozione di un modello open world che palesemente non era in grado di gestire, anche se ovviamente spereremo fino all’ultimo di essere smentiti.

Ci è stato ripetuto più volte che non si trattava della build finale, ma non ci è stato detto quanto fosse vecchia la build che abbiamo visto. La preoccupazione a questo proposito è molta, perché all’uscita manca meno di un mese, ed il fatto che abbiamo voluto mostrare alla stampa il gioco con questo aspetto non ci rassicura affatto su quello che vedremo al lancio.

Per il momento, però, non possiamo che sospendere il nostro giudizio in merito. Fino a che non metteremo le mani sulla versione finale, le pessime impressioni avute sotto il profilo tecnico rimangono soltanto delle impressioni, e niente è ancora scritto. Per la prima volta, però, la resa tecnica della serie ha pesantemente inciso sulla nostra esperienza, per cui speriamo che le cose cambino drasticamente da qui al lancio.

Piattaforme: switch
Pokémon Scarlatto & Violetto ci hanno lasciato sensazioni contrastanti. Da un lato, sotto il profilo tecnico, il gioco ci è stato presentato in uno stato assolutamente inadeguato, con un vistoso passo indietro rispetto all'ultimo episodio dedicato ad Arceus. Superato questo scoglio (che speriamo sia dovuto alla build datata), abbiamo potuto apprezzare i numerosi cambiamenti che Game Freak ha introdotto, ma è ancora troppo presto per dire quanti di essi saranno effettivamente riusciti. Sicuramente, abbiamo apprezzato il nuovo senso di libertà e di esplorazione, che mancava completamente negli ultimi episodi canonici della serie. Speriamo solo che la versione finale riesca ad eliminare le nostre preoccupazioni sul fronte tecnico e a togliere i dubbi rimasti sulla nuova formula di gioco.

Pro

  • Molte novità per la serie...
  • Focus sull'esplorazione
  • Design della mappa promettente

Contro

  • ... tutte ancora da testare a fondo
  • Tecnicamente non ci siamo proprio