Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX – Recensione

Il remake dei primi Mystery Dungeon è arrivato

VIDEO RECENSIONE
A cura di Nicolò Bicego - 4 Marzo 2020 - 15:00

La sotto-serie di Mystery Dungeon è forse l’unico spin-off di Pokémon ad aver avuto un successo continuo nel corso degli anni. Dopo l’ultimo episodio su Nintendo 3DS, dal titolo Super Mystery Dungeon, potevamo quindi aspettarci un nuovo episodio su Nintendo Switch, prima o poi. L’annuncio alla fine è arrivato, un po’ a sorpresa, sia per le tempistiche, sia per il fatto che, per la prima volta, abbiamo a che fare con il remake di uno spin-off targato Pokémon, vale a dire i due capostipiti della serie Mystery Dungeon, Squadra di Soccorso Rossa e Squadra di Soccorso Blu. Questi storici titoli hanno adesso una seconda vita come Squadra di Soccorso DX, esclusiva Nintendo Switch che sarà disponibile dal 6 Marzo. Se siete ancora indecisi sull’acquisto, siamo qui per fugare ogni vostro dubbio.

Svegliarsi in un altro mondo

La storia di Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX è piuttosto semplice. Un essere umano, un bel giorno, si risveglia nei panni di un Pokémon. Di quale Pokémon si tratta, verrà deciso attraverso una breve serie di domande posta al giocatore ad inizio gioco. In base alle nostre risposte, ci verrà assegnato un determinato Pokémon: qualora non fossimo soddisfatti, potremmo sempre scegliere liberamente il Pokémon che preferiamo tra un’ampia rosa di creature. Presto, il nostro avatar virtuale farà amicizia con un altro Pokémon, che sarà il nostro partner principale per tutto il corso dell’avventura. Nel nostro caso, Totodile era il nostro alter ego, e Bulbasaur il partner. Se avete ancora i dati della demo uscita qualche tempo fa, il gioco caricherà il salvataggio e vi permetterà di riprendere da dove eravate arrivati.

In ogni caso, la storia da qui si dipana molto lentamente. Il mondo Pokémon è preda di misteriosi disastri, e sempre più Pokémon hanno bisogno di aiuto. Da qui, i nostri protagonisti hanno l’idea di fondare una nuova Squadra di Soccorso, per venire incontro alle esigenze dei loro concittadini. A differenza degli episodi successivi della serie, la trama gioca nelle battute iniziali un ruolo secondario; perlopiù, avremo a che fare con le vicissitudini quotidiane della Squadra di Soccorso, rispondendo a richieste che offrono ben poco contenuto narrativo.

Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX – Recensione

Questo non significa che la storia sia pessima, tutt’altro; quando arriverete a vedere i titoli di coda (e anche ciò che c’è dopo), vi renderete conto di quanto vi siate affezionati a questo simpatico cast di personaggi e alle sue (dis)avventure. La storia è dunque piacevole, ma rimane il fatto che si tratta dell’intreccio narrativo più debole tra quelli visti nei vari Mystery Dungeon nel corso del tempo.

Se sotto questo profilo, dunque, il remake non presenta grandi novità, dal lato tecnico Squadra di Soccorso DX fa davvero un ottimo lavoro per svecchiare i titoli originali. Gli sviluppatori hanno optato per uno stile estetico particolare, abbandonando quello canonico della serie, con dei fondali colorati a pastello che sembrano usciti direttamente da un dipinto. Abbiamo trovato la direzione artistica incredibilmente accattivante, e permette al titolo di essere piacevole da vedere pur senza voler rivaleggiare con le grandi produzioni odierne. I modelli dei personaggi sono ben fatti e il gioco procede senza alcun tipo di rallentamento anche nei dungeon più affollati. Buona anche la colonna sonora, che rielabora sapientemente quanto fatto dai capitoli originali.

Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX – Recensione

Squadra di soccorso in partenza

Dopo la sequenza introduttiva, Squadra di Soccorso DX ci accompagna per mano a scoprire i diversi elementi di gioco. Innanzitutto, faremo la conoscenza del nostro hub principale, da cui potremo accedere ai dungeon che sono il cuore del gioco. L’hub è costituito da diverse zone: abbiamo una prima area che contiene la nostra casetta, con la casella di posta in cui riceveremo utili consigli per il gioco e anche, talvolta, nuove missioni da completare. Spostandoci a destra troveremo l’area con i diversi negozi, presso cui sarà possibile acquistare oggetti, depositare o ritirare denaro, acquistare campi base (spiegheremo tra poco di cosa si tratta) e altro ancora. Tra gli altri, abbiamo anche il Dojo Makuhita, location in cui potremo fare allenare i nostri Pokémon, migliorandone le statistiche anche senza entrare in un dungeon.

L’ufficio postale Pelipper è invece il luogo che permette di inviare o ricevere richieste di soccorso; in poche parole, quando un giocatore esaurisce i Pokémon disponibili mentre si trova in un dungeon, può chiedere aiuto ad altri giocatori per essere rianimato. In questo modo, eviterà di dover ricominciare da capo l’esplorazione del dungeon.
Fuori dall’ufficio postale, troviamo la bacheca da cui potremo accettare nuove missioni, tutte da completare all’interno dei dungeon. Completare missioni serve innanzitutto a fare avanzare la storia, ma anche a ottenere ricompense in termini di oggetti e denaro. Serve inoltre a fare avanzare di rango la nostra squadra, con notevoli vantaggi (più spazio per portare oggetti, più missioni accettabili contemporaneamente, etc.).

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L’ultima area dell’hub è quella dei campi base. Qui verranno ospitati i numerosi Pokémon che andremo a reclutare nel corso dell’avventura. Le diverse specie di Pokémon necessitano di un campo base specifico, che deve essere preventivamente acquistato da Wygglituff nella piazza. Una volta che avremo fatto amicizia con i nuovi Pokémon, potremo interagire con loro nella base per migliorare le loro statistiche tramite oggetti come le gelatine. Preparata al meglio la nostra squadra, potremo finalmente affrontare i dungeon.

Esploratori e combattenti

Eccoci dunque arrivati al cuore del gioco. Squadra di Soccorso DX è, come tutti i titoli della sotto-serie, un dungeon crawler, in cui andremo a esplorare labirinti intricati composti da decine e decine di piani, ovviamente pieni di nemici ma anche di tesori da scoprire. La maggior parte del tempo di gioco, dunque, la trascorreremo proprio nei dungeon.

Le missioni che andremo ad affrontare sono perlopiù simili: si tratta quasi sempre di aiutare un certo Pokémon, rimasto intrappolato ad un determinato piano. Fortunatamente, il gioco ci segnala la sua presenza quando arriviamo al piano corretto, dunque non è necessario esplorare a fondo ogni livello del dungeon. Livelli che, peraltro, sono generati randomicamente, in modo da garantire un’esperienza diversa ad ogni visita – in una scelta che, come al solito, ha dei pro e dei contro. Da un lato, infatti, abbiamo un effetto sorpresa che rompe la potenziale monotonia di un dungeon sempre uguale; dall’altro, però, ciò significa che i piani del dungeon hanno un design sempre piuttosto generico, senza che qualche livello spicchi sugli altri.

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Quando il nostro percorso si incrocerà con quello di un altro Pokémon, comincerà la fase di combattimento. Per attaccare potremo scegliere tra le classiche quattro mosse disponibili per il nostro Pokémon, tenendo a mente forze e debolezze di ciascuna creatura. Il combattimento avviene a turni, ma non viene gestito come una fase separata rispetto all’esplorazione del labirinto.

Tra le novità di questo remake, troviamo l’auto-mode; in pratica, potremo impostarla per far muovere i nostri personaggi da soli, in cerca di oggetti, obiettivi e scale per il piano successivo. Una volta in combattimento, la auto-mode si disattiva, ma è comunque possibile impostare una modalità automatica anche per il combattimento: ci basterà premere A per fare attaccare il nostro Pokémon, con il gioco che sceglierà in autonomia le mosse migliori da sferrare.

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Durante l’esplorazione del dungeon, dovremo tenere d’occhio la fame dei nostri Pokémon: muovendosi nel dungeon e combattendo il loro stomaco si svuoterà, e dovremo prontamente nutrirli, magari con una gustosa mela, per impedire che comincino a perdere preziosi punti vita.
Un’altra novità rispetto alle versioni originali è la possibilità di portare fino a otto Pokémon in squadra. Spesso, infatti, i nemici sconfitti ci prenderanno in simpatia, e chiederanno di potersi unire a noi. Se accetteremo, ci accompagneranno per tutto il dungeon, per poi tornare al campo base (a patto di avere quello adatto) rendendosi così disponibili per le successive avventure.

Sono state aggiunte anche nuove creature al roster di gioco: le versioni originali uscirono ai tempi della terza generazione Pokémon, ma in questo remake sono stati inclusi nuovi mostriciattoli, principalmente forme evolutive dei Pokémon già presenti, provenienti soprattutto dalla quarta generazione. Sono presenti anche le mega-evoluzioni, elemento già svelato di recente dagli sviluppatori.

Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX – Recensione

Una volta compresa la struttura di gioco, non si tratterà che di ripeterla fino all’arrivo dei titoli di coda: ogni giorno, potremo accettare nuove missioni, completarle, accettarne di nuove, completarle ancora, e così via. Il tutto verrà intervallato da eventi di trama, che però prevedono perlopiù sempre la stessa esplorazione dei dungeon. Era questo il difetto principale dei titoli originali e, purtroppo, rimane ancora.

Il gioco tende ad essere estremamente ripetitivo e, nonostante dobbiamo ammettere che i dungeon crawler siano titoli difficile da migliorare sotto questo aspetto, ciò non basta come giustificazione, soprattutto visto che parliamo di un remake. Ciò nonostante, c’è qualcosa in Squadra di Soccorso DX che spinge a continuare a giocare, nonostante la ripetitività; sicuramente parte del merito è della storia, godibile per quanto non ai livelli di quella dei titoli successivi. Ma è, soprattutto, l’innegabile carisma del titolo a spingere a giocare: vivere la vita quotidiana della Squadra di Soccorso, interagire con gli altri Pokémon, visitare location ispirate a questo fantastico mondo ha il suo fascino, che riesce a far passare oltre il fattore noia.

+ Stile grafico accattivante
+ Il mondo Pokémon riesce a conquistare come pochi altri
+ Migliora gli originali...
- ... ma ne eredita i difetti

7.5

Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX è un buon remake, impreziosito da uno stile grafico accattivante, che cerca di rendere giustizia ai capostipiti di questa fortunata sotto-serie del brand Pokémon. Purtroppo si porta dietro anche i loro difetti, su tutti una ripetitività potenzialmente pesante ed un comparto narrativo buono ma non all’altezza degli episodi successivi.

Se siete amanti del brand o se apprezzate i dungeon crawler, potrete comunque trovare in Squadra di Soccorso DX una piccola perla, irresistibile nonostante i suoi difetti, soprattutto se non avete già giocato altri titoli della serie. Se invece i dungeon crawler non vi attirano, fareste meglio ad aspettare l’arrivo di un nuovo episodio o magari di un remake dell’ottimo Esploratori del Cielo.




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