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Per gli sviluppatori di Control creare giochi cross-gen “fa schifo”

Remedy, il team responsabile per la realizzazione di Control, ha manifestato la propria frustrazione sulla realizzazione di giochi cross-gen.

Remedy, il team responsabile per la realizzazione di Control, non ha sicuramente voluto moderare le parole durante una delle ultime interviste realizzate, manifestando la propria frustrazione per la realizzazione di giochi cross-gen.

Il lancio di Control su PS5 si è rivelato praticamente perfetto, mentre su Xbox Series X pare abbia avuto qualche problema: il motivo per cui non ci si sarebbe potuti concentrare maggiormente sulle versioni next-gen sarebbe «colpa» delle precedenti generazioni di console.

In un’intervista rilasciata a IGN.com, il direttore delle comunicazioni Thomas Puha non ha infatti nascosto quanto realizzare prodotti per più console contemporaneamente non faccia altro che creare problemi.

Ha spiegato infatti che i team di sviluppo impiegano grandi risorse per portare un gioco da una generazione all’altra, soprattutto quando la compagnia in questione non ha le stesse dimensioni di altre grandissime aziende, come appunto è stato il caso di Remedy in occasione della versione next-gen di Control.

Secondo Remedy, sviluppare giochi cross-gen toglierebbe risorse importanti ai team.

Thomas Puha ha infatti affermato quanto non sia affatto bello dover lavorare in questo modo:

«Trovarsi in questa situazione cross-generazionale, per essere franchi, fa schifo.

Devi supportare la generazione precedente ed assicurarsi che vada bene, ma poi qualunque gioco arriverà su next-gen sarà limitato dalle scelte compiute anni fa per la generazione precedente».

Ha poi spiegato che il vero problema di questo processo, che richiede parecchio tempo, è che porta via a team piccoli come il loro delle risorse preziose, che invece servirebbero per sviluppare nuovi giochi di successo.

Il motivo per cui gli attuali giochi che vediamo su PS5 e Xbox Series X non sarebbero all’altezza delle aspettative della next-gen sarebbe dunque, secondo Puha, proprio la cross-gen, promettendo grandi cose per il futuro:

«Vi sentirete spazzati via dai giochi che usciranno e da quello a cui stiamo lavorando. E per dimostrarvelo basta guardare le precedenti generazioni.

Guardate, per esempio, Modern Warfare. Non riesco a capire come faccia quel gioco ad essere così bello su Xbox One e PS4. E succederà la stessa cosa nell’attuale generazione. Vedremo tantissimi miglioramenti».

Modern Warfare è stato usato come esempio dei miglioramenti grafici che possono avvenire nella generazione.

Puha ha in seguito affermato che molti dei problemi conseguenti allo sviluppo dei giochi cross-gen siano i tools arretrati messi a disposizione.

Per esempio, nel caso di Control, l’engine utilizzato era stato aggiornato per aggiungere il supporto alla next-gen, ma questo ha costretto il team ad assicurarsi che tutte le feature funzionassero adeguatamente, dato che erano presenti molti errori.

Gli sviluppatori devono dunque scegliere accuratamente su cosa vogliono lavorare, perché spendere troppo tempo per la conversione di un gioco da una piattaforma all’altra potrebbe ostacolare lo sviluppo di nuovi titoli.

Effettivamente Remedy, dopo Control, aveva promesso che il loro prossimo titolo sarebbe stato pazzesco: cross-gen permettendo, oseremmo aggiungere.

Non è la prima volta che il team manifesta pubblicamente perplessità nei confronti delle piattaforme più deboli: prima del lancio di Xbox Series S si erano infatti detti preoccupati su come avrebbe potuto trattenere il potenziale della next-gen.

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