Overwatch, anche Nintendo Switch ha bisogno di eroi – Recensione

Overwatch si fa portatile su Nintendo Switch: rimane lo stesso gioco visto sulle altre piattaforme?

Recensione
A cura di Valentino Cinefra - 21 Ottobre 2019 - 12:04

Certo, fa uno strano effetto avviare Overwatch su Nintendo Switch.
Vedere la sua icona affiancata a Fire Emblem: Three Houses e Luigi’s Mansion 3, e pensare che su quella stessa console si possa comprare anche The Witcher 3: Wild Hunt e DOOM. Quella console che, nel 2017, sollevava molti dubbi, era già data per spacciata, ed oggi si ritrova ad essere un successo oltre ogni aspettativa.

Fa anche effetto pensare a cosa sia successo dal 2016 ad oggi, quando Overwatch fece il suo ingresso nel mondo e Blizzard raccolse i suoi frutti. Overwatch ha avuto un prevedibile, e fisiologico oseremmo dire, calo di consensi, alle porte di una Blizzcon che si prospetta essere un vero e proprio momento di svolta per il franchise, con il probabile annuncio di un nuovo progetto legato allo shooter.

Nel frattempo, anche Blizzard Entertainment ha avuto i suoi problemi. Un generale calo di consensi, qualche idea non molto efficace, alcuni franchise in declino (come Heroes of the Storm, per cui sono stati chiusi i rubinetti a tutti i progetti eSport), ed ovviamente ciò che sta succedendo sulla questione Cina. Quest’ultimo evento che fa il paio anche con il terribile reveal di Diablo Immortal durante la Blizzcon dello scorso anno.

Tante cose sono cambiate, il mercato è stato stravolto, e oggi ci ritroviamo per le mani la versione Nintendo Switch di Overwatch. Ovviamente un porting che, tra alti e bassi, si riconferma un’ottima opportunità per mettere le mani su una delle esperienze multiplayer che, al di là di tutto, ha saputo influenzare l’attuale mercato di riferimento come poche altre negli ultimi anni.

Overwatch Switch

Overwatch nel palmo di una Switch

Partiamo dall’ovvio, prima di arrivare alle peculiarità di questa versione di Overwatch per Nintendo Switch. Il porting è completo e aggiornato. Le modalità di gioco sono le stesse che si trovano al momento sulle altre piattaforme, così come il roster di personaggi ed è tutto allineato, tant’è che in questi giorni è presente anche su Switch l’evento a tema Halloween. C’è anche la possibilità di collegare gli account Nintendo e Battle.net, sebbene su Switch non venga sbloccato niente di esclusivo (viene comunicato che sono stati sbloccati degli elementi, probabilmente sull’account Battle.net).

Detto ciò, cosa cambia? La novità più interessante è il sistema di controlli, che non è direttamente mutuato dalle versioni PlayStation 4 ed Xbox One. Su Nintendo Switch è infatti possibile, ma non obbligatorio, giocare sfruttando i giroscopi dei Joy-Con. Abbiamo giocato esclusivamente in questa modalità, visto che gli sparatutto giocati con un gamepad classico non sono certo una novità.

È molto piacevole notare che Blizzard si è impegnata molto per integrare questo tipo di comandi. Si possono scegliere infatti dei settaggi predefiniti per quando si gioca con i Joy-Con staccati, con il Pro Controller, oppure in portatile. Ognuna di queste configurazioni è ottimizzata per il tipo di sessione che, teoricamente, si dovrebbe fare.

Overwatch Switch

Quando si gioca con i Joy-Con i movimenti sono più reattivi visto che, tendenzialmente, si ha più possibilità di movimento. Con la console in mano, invece, la sensibilità è molto più bassa per un semplice motivo: è probabile che si giochi mentre si sta in treno, sdraiati su un divano, o in condizioni per cui in generale si fanno anche degli impercettibili movimenti con la mano, ed in questo modo non si rischia di fare mosse imprevedibili in gioco.

Oltre a questo, però, si possono configurare in maniera del tutto manuale e personalizzata. Sensibilità su ogni asse, mira assistita o meno, o anche la possibilità di annullare l’analogico destro nel caso ci si stia muovendo con il giroscopio e viceversa, oppure disattivarlo del tutto. Dobbiamo davvero fare un plauso per il lavoro fatto, perché solitamente questo tipo di controlli viene implementato giusto per dare un contentino, mentre invece qui si nota visibilmente che il lavoro è stato fatto con l’idea di durare.

Noi abbiamo giocato in maniera “mista”, diciamo, usando sia l’analogico destro che il giroscopio, con quest’ultimo per aiutarci a dare quel colpo di reni necessario ad aggiustare un buon tiro, oppure per calibrare un buon lancio di una Ultimate e, pur avendo dovuto chiaramente prendere confidenza, non ci siamo mai trovati male. Ha giocato sicuramente a favore la memoria muscolare del sottoscritto, che pur non toccando Overwatch da mesi ha pur sempre qualche centinaio di ore di gameplay alle spalle, ma di base possiamo affermare che, per chi vuole cimentarsi, è un sistema di controlli ben implementato e facile da apprendere.

Overwatch recensione

La resa dei conti, anche online

Verifichiamo con grande sorpresa, considerati i precedenti porting di titoli esclusivamente (o molto) votati al multiplayer online come Dragon Ball FighterZ, che la situazione su Overwatch è rassicurante. Abbiamo trovato partite senza difficoltà, sia tramite cavo che wireless, dove in questo secondo caso non abbiamo nemmeno registrato fenomeni di lag fastidiosi. Super Smash Bros. Ultimate, per fare un esempio, era più incerto al lancio sotto questo aspetto. C’è addirittura la chat vocale integrata, perfettamente funzionante anche con un semplice auricolare per smartphone. A questo proposito, comprando Overwatch si ha accesso anche a tre mesi gratuiti di Nintendo Switch Online con un codice che verrà incluso nella transazione.

Veniamo a quelli che sono, inevitabilmente, i compromessi di questo porting. La resa estetica è ancorata a 900p di risoluzione su TV e 720p in portatile, con dettagli che corrispondono, ad occhio, ai settaggi medio-bassi di un PC. Confrontando la versione PS4 con quella Switch si notano in particolare dei colori più spenti, e in generale una illuminazione meno dettagliata. I modelli dei personaggi sono ben fatti al colpo d’occhio, ma concentrandosi si notano delle texture un po’ slavate di armi e modelli, le quali fanno anche fatica a caricare velocemente il più delle volte. Oltre ad una costruzione poligonale che nei bordi porge il fianco a qualche eccessiva scalettatura.

Overwatch Switch

Tuttavia, quando si gioca ovviamente tutto passa in secondo piano, anche perché i livelli sono ottimizzati in maniera perfetta e, ad un’occhiata fugace, le differenze con le versioni console sono quasi minime in termini di estetica. Allo stesso modo per quanto riguarda gli effetti delle spettacolari mosse dei personaggi: i due dragoni di Hanzo sono spettacolari anche su Nintendo Switch. Tutto questo su TV è chiaramente più accentuato, mentre focalizzandosi sul piccolo schermo il tutto, come spesso accade con produzioni di questo tipo, assume una luce molto più positiva.

Il boccone più amaro da mandare giù sono i 30fps a cui gira Overwatch su Nintendo Switch. Onestamente, visto il gran lavoro fatto sulle altre console, ci aspettavamo una fluidità doppia anche a fronte di un downgrade generale molto più evidente. Invece, per quanto stabili che siano, il titolo è ancorato a trenta fotogrammi per secondo. Non perdono mai il colpo, neanche nei momenti più frenetici (ed Overwatch ne è pieno), ma il compromesso per avere questo grande titolo in una piccola console è questo – ed è effettivamente lo scoglio più grande da superare per un porting che, altrimenti, si è rivelato soddisfacente.

+ Giroscopi rappresentano un vero e proprio valore aggiunto
+ Tre mesi di Nintendo Switch Online inclusi
+ Infrastruttura online perfetta, sia in wireless che in LAN
- Fluidità a 30fps
- Esteticamente meno affascinante che su console
- Collegare gli account Battle.net e Nintendo non serve apparentemente a nulla

8.0

Overwatch su Nintendo Switch è, come spesso accade per questo tipo di porting, un piccolo miracolo. L’infrastruttura online è sorprendentemente funzionante, i server sono popolati, è tutto va come deve. All’acquisto riceverete anchetre mesi di Nintendo Switch Online gratuiti. Anche i giroscopi dei Joy-Con sono stati integrati in maniera brillante, perché molto personalizzabili per ogni tipo di utente e, con la giusta dimestichezza, possono rappresentare quel qualcosa in più (oppure possono essere completamente disattivati). Prevedibilmente, questa versione di Overwatch paga il prezzo di un downgrade grafico evidente, pur non eccessivamente fastidioso che sia nell’estetica, il cui boccone più amaro è indubbiamente la fluidità di gioco (solidamente) ancorata a trenta frame per secondo.




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