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Immagine di Our World is ended - Da Asakusa con furore

Recensione

Our World is ended - Da Asakusa con furore

La recensione di Our World is ended, aka più T_E_T_T_E per tutti

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Avatar di Gianluca Arena

a cura di Gianluca Arena

Editor @SpazioGames

Pubblicato il 10/05/2019 alle 12:01
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  • Pro
    • Cast di personaggi ben assortito
    • Storia più leggera e frizzante di altri congeneri...
    • Diversi momenti davvero buffi
  • Contro
    • Cronica mancanza di ritmo
    • ...ma che manca della profondità e drammaticità viste altrove
    • Fanservice ripetuto ed irritante

Il Verdetto di SpazioGames

6.9
Siamo stati davvero combattuti sul voto da assegnare all'ultima fatica RED Entertainment, perchè tanti aspetti di Our world is ended meritano un encomio, prima tra tutti un'ottima caratterizzazione dei personaggi. Nel contempo, però, la mancanza di ritmo, la quantità davvero eccessiva di fanservice e una storia che ci ha soddisfatto solo in parte non permettono alla produzione di raggiungere l'elite delle visual novel disponibili in occidente, tra cui spiccano prodotti come Chaos;Child, Steins;gate e Root Letter. Il prodotto Pqube rimane consigliato a chi cercasse un'esperienza meno densa e drammatica delle precedenti, con un senso dell'umorismo (e del fanservice) spiccatamente nipponico.

Disponibile su: PC, PS4, SWITCH

Informazioni sul prodotto

Che succederebbe se, a furia di sviluppare videogiochi, si potesse creare una realtà virtuale che consente agli sviluppatori di perdersi all’interno dei mondi da essi stessi creati?

Quando il confine tra realtà e videogioco si assottiglia sempre di più, è lecito oltrepassarlo e quali sono le conseguenze? Partendo da interrogativi analoghi a questi, Red Entertainment (sviluppatore) e Pqube (publisher per l’occidente) ci propongono Our World is ended, visual novel fresca e sbarazzina, che propone un approccio differente a certi temi e prova a battere altre strade rispetto ai congeneri più recenti.

Andiamo a scoprire insieme con quali risultati.

Our World is Ended 2

Judgment 7

La storia raccontata da Our world is ended si sviluppa attorno ad un cast di personaggi assai ben caratterizzati, sebbene tremendamente sopra le righe: il paradosso è rappresentato dal fatto che, nonostante sia assai poco plausibile incontrare personalità di questo tipo nella vita quotidiana, soprattutto in occidente, alla fine della trentina abbondante di ore necessarie a vedere i titoli di coda del gioco ci saremo affezionati ad ognuno di essi, per quanto odiosi possano sembrare durante le prime ore di gioco. Ci dilungheremo a descriverli, allora, perché la loro caratterizzazione rappresenta il meglio che l’opera ha da offrire: Reiji è il protagonista, attraverso gli occhi del quale vivremo l’intera esperienza, ma non è un manichino senza personalità, impacciato e timido com’è.

Eppure, dopo un incipit in cui fatica a dire la sua, prenderà sempre più coraggio nel prosieguo delle vicende, rivelandosi un elemento centrale della narrativa dell’opera RED Entertainment. Owari è il boss di Judgment 7, il team di sviluppo indipendente con sede a Tokyo, un giovane adulto dallo smisurato talento a livello di programmazione, pari solamente alla smisurata passione per il seno femminile: gran parte delle battute becere di cui parleremo più avanti emana da lui, che, comunque, riesce ad andare oltre il personaggio assegnatogli dagli sviluppatori nei momenti più concitati della trama.

Our World is Ended 3

Asano e Yuno sono due sorelle, l’una tecnica del suono e l’altra tuttofare part-time, assai diverse tra loro: piatta come una tavola da surf l’una, tremendamente voluttuosa l’altra, scontrosa e manesca la prima, dolce e naive la seconda.

Impossibile non affezionarsi a loro (soprattutto a Yuno), anche perché molte delle scene più buffe provengono proprio da fraintendimenti e battute che le coinvolgono.

Tatiana è l’ultima ad entrare in scena, ma non per questo la meno importante: nonostante frequenti solamente le scuole medie, la piccola russa è un genio dell’informatica, figlia di un direttore di laboratorio che non mancherà di fare capolino per controllare che venga trattata come merita.

Chiudono il cerchio i due personaggi meno gradevoli del lotto, che avranno comunque uno sviluppo notevole dopo le prime ore di gioco, in cui recitano un ruolo assai marginale: parliamo di Yuki e di Iruka,

La prima, disegnatrice e artista del gruppo, è un’asociale spocchiosa ed irritante, chiusa nel suo mondo, mentre il secondo, sceneggiatore di Judgment 7, ha la pessima abitudine di urlare frasi senza senso dal nulla (peraltro in un tragicomico engrish), tanto che tutti i suoi colleghi non fanno altro che ignorarlo. Attorno a questi sette protagonisti, intenti a sviluppare un nuovo gioco per non far collassare la piccola casa di sviluppo nell’estate del 2017, si sviluppano vicende dal dipanarsi lentissimo, che coinvolgono, in un gioco di metariferimenti, lo sviluppo e l’industria videoludica.

Our World is Ended 1

Pregi e difetti di Our World is ended

Come detto, la creazione del cast e la scrittura dei personaggi, data per buona la sospensione dell’incredulità viste le grottesche personalità dipinte, sono di ottima fattura: sarà difficile non sviluppare empatia per i protagonisti, l’affezione ai quali passerà tanto per scene buffe e ricche di doppi sensi quanto per altre più intime, in cui si fa strada, timidamente, una certa introspezione psicologica. A motivare un voto inferiore alle aspettative, purtroppo, ci sono una serie di problematiche che non ci saremmo aspettati di ritrovare, a partire dalla totale mancanza di ritmo dell’opera. Se, in ambito visua novel, è normale che ci siano continue digressioni, per introdurre al meglio personaggi e mondo di gioco ed offrire uno spaccato quanto più completo della realtà descritta, in Our World is ended sono le fasi in cui il plot avanza quelle in minoranza, seppellite tra tonnellate di dialoghi inutili ai fini della trama e spesso banalizzati da un continuo fanservice.

L’attenzione al seno femminile, per cui i giapponesi sono diventati famosi, raggiunge qui vette senza precedenti, e, se alle prime cinque battute dobbiamo confessare di aver sorriso, al trecentesimo riferimento sessuale non abbiamo potuto evitare di alzare gli occhi al cielo: gli sceneggiatori di RED Entertainment hanno annacquato la loro opera con un quantitativo davvero smisurato di fanservice di grana grossa, peraltro difficilmente giustificabile anche in rapporto all’età di parte del cast, con Owari, Iruka, Asano e Yuki apparentemente sopra i 25 anni. Dalle nostre parti le battute sulle tette delle compagne si sono fermate alla terza media, ecco.

Our World is Ended 4

Non crediamo si tratti di una differente sensibilità tra oriente ed occidente o di un sense of humour tutto nipponico: abbiamo assorbito, negli anni, un sufficiente quantitativo di prodotti provenienti dalla cultura nipponica, tra visual novel, manga, anime e videogiochi di altri generi, per affermare che in Our world is ended si esagera nel battere sempre sullo stesso chiodo per oltre tre decine di ore. Il plot, che inizia in maniera molto lenta offrendo uno stile slice of life per quasi tutta la prima metà dell’avventura, risulta fresco ed interessante nel suo essere meno drammatico di altri congeneri recenti, ma, sul lungo periodo, perde in profondità e non riesce ad amalgamare bene le sue due anime, passando troppo repentinamente dalle battute di bassa lega alla fantascienza inaspettatamente spinta. Dobbiamo anche segnalare, nonostante la versione recensita fosse aggiornata alla patch 1.2 su Switch, numerosi typo nei sottotitoli, che mal si sposano con l’eccellente lavoro di doppiaggio effettuato dagli attori giapponesi. Lo scenario cui l’appassionato di visual novel nipponiche si deve preparare nel caso di Our World is ended, quindi, è quello di un’opera che ondeggia tra alti e bassi, capace di delineare con maestria un personaggio un attimo prima di mettergli in bocca una battutaccia da osteria per esigenze di trama (e di fanservice), così come di far sorridere genuinamente per un equivoco assai buffo e di far roteare gli occhi con l’ennesimo riferimento sessuale un secondo dopo.

Our World is Ended 5

Al risparmio

Valutare correttamente la componente visiva di una visual novel dura e pura come Our world is ended è sempre un compito ingrato. Se, da un lato, abbiamo una spiccata componente artistica, con un character design che ondeggia tra i topoi classici dell’immaginario nipponico e una gradita ibridazione con il gusto occidentale, per non parlare dei menu, colorati e stilosi, dall’altro abbiamo un prodotto sviluppato con un budget risicatissimo, che fa largo uso di fondali statici e conta su un set di animazioni ridotto al’osso. Quantomeno, abbiamo apprezzato il fatto che, soprattutto nelle scene topiche per la trama, le talking heads dei protagonisti cambiassero espressione e interagissero un minimo con l’andamento dei dialoghi, così da offrire al giocatore una parvenza di movimento in un mare di staticità.

Come spesso accade con i prodotti ambientati a Tokyo e sviluppati da team nipponici, l’accuratezza della riproduzione dei quartieri della capitale giapponese teatro delle vicende è di ottima fattura, ma coloro i quali avessero già fatto il pieno di produzioni simili potrebbero a malapena accorgersene. Nonostante si parli di un prodotto spiccatamente di nicchia, insomma, abbiamo avuto l’impressione che si potesse fare qualcosa in più, e la sensazione è che i livelli qualitativi di produzioni come Chaos;Child e, soprattutto, il recente Steins;gate Elite (quest’ultimo, peraltro, disponibile anche su Switch) non siano stati raggiunti.

Segnaliamo infine, a beneficio di quanti stiano valutando di avvicinarsi al genere delle visual novel con questo prodotto, che, a fronte della sola traccia audio giapponese (ottimamente recitata), sono presenti i sottotitoli in lingua inglese, e che è quindi richiesta una conoscenza almeno buona della lingua d’Albione per godere a pieno dei risvolti della trama. Non che questo sia un contro, beninteso, perché per certi prodotti è impensabile pretendere la presenza dell’italiano, ma troviamo doveroso segnalarlo onde evitare un acquisto inutile ai nostri lettori.

+ Cast di personaggi ben assortito

+ Storia più leggera e frizzante di altri congeneri...

+ Diversi momenti davvero buffi

- Cronica mancanza di ritmo

- ...ma che manca della profondità e drammaticità viste altrove

- Fanservice ripetuto ed irritante

6.9

Siamo stati davvero combattuti sul voto da assegnare all’ultima fatica RED Entertainment, perchè tanti aspetti di Our world is ended meritano un encomio, prima tra tutti un’ottima caratterizzazione dei personaggi. Nel contempo, però, la mancanza di ritmo, la quantità davvero eccessiva di fanservice e una storia che ci ha soddisfatto solo in parte non permettono alla produzione di raggiungere l’elite delle visual novel disponibili in occidente, tra cui spiccano prodotti come Chaos;Child, Steins;gate e Root Letter. Il prodotto Pqube rimane consigliato a chi cercasse un’esperienza meno densa e drammatica delle precedenti, con un senso dell’umorismo (e del fanservice) spiccatamente nipponico.

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