La nuova iniziativa di Ubisoft legata all'intelligenza artificiale generativa ha un nome: Motherbrain. A farlo emergere sono alcune domande di registrazione del marchio presentate dal publisher di Assassin's Creed e Far Cry, nelle quali vengono descritti software e servizi destinati alla creazione di videogiochi e contenuti interattivi.
Una delle domande riguarda nello specifico un software scaricabile che impiega l'IA per realizzare questi contenuti. Un'altra descrive un servizio basato sull'intelligenza artificiale con funzioni di analisi dei dati e interazione con gli esseri umani, oltre ad attività di ricerca e progettazione di software che utilizzano la stessa tecnologia.
Il nome richiama Mother Brain, il supercomputer nemico della serie Metroid di Nintendo. Nei documenti del publisher, invece, la denominazione accompagna diversi ambiti di applicazione dell'IA generativa. L'azienda non ha ancora presentato pubblicamente Motherbrain: il termine risulta utilizzato al suo interno.
Un precedente concreto risale al 2023, quando la società presentò Ghostwriter, uno strumento di scrittura basato sull'IA generativa. Il suo obiettivo dichiarato era aiutare gli sviluppatori a elaborare i dialoghi di sottofondo dei personaggi non giocanti, intervenendo quindi su una componente specifica della scrittura dei videogiochi.
Alla fine del 2025, l'amministratore delegato Yves Guillemot aveva dichiarato che l'intelligenza artificiale generativa era stata adottata nell'intera azienda. Per descriverne la portata aveva parlato di una rivoluzione, paragonandola al passaggio dai videogiochi bidimensionali a quelli tridimensionali: un confronto che accompagnava il racconto della diffusione interna di questi strumenti.
Nell'estate del 2026, il publisher ha inoltre affermato di voler accelerare gli investimenti in Teammates. Si tratta di uno sparatutto presentato dalla società come la sua prima esperienza giocabile basata sull'intelligenza artificiale generativa, un progetto che affianca gli strumenti destinati al lavoro degli sviluppatori.
Queste iniziative si inseriscono nel periodo della ristrutturazione aziendale avviata a gennaio 2026, che ha comportato la chiusura di due studi, la cancellazione di sei progetti e licenziamenti tra gli sviluppatori. Nei mesi successivi, un altro intervento ha portato alla chiusura di altri due studi e alla riorganizzazione di un terzo, con il taglio di circa 380 posti di lavoro.