Chi ha vissuto il lancio disastroso di Cyberpunk 2077 su console nel 2020 ricorderà bene il caos che ne seguì: frame rate imballati, bug a raffica e una PlayStation Store che decise persino di rimuovere temporaneamente il gioco dal proprio catalogo.
Quell'episodio ha lasciato un segno profondo in CD Projekt RED, tanto che oggi il co-CEO dello studio polacco, Michal Nowakowski, sente il bisogno di rassicurare pubblicamente i giocatori sul futuro capitolo della saga di Geralt di Rivia.
Le sue parole non lasciano spazio a dubbi: "Venite nei nostri uffici e provate ad avviare The Witcher 4 in questo momento. Potete lanciarlo su PC, su PlayStation 5 o su Xbox Series X: funzionerà comunque, su ogni piattaforma." Una dichiarazione che suona quasi come una sfida, ma che nasce da una consapevolezza precisa dei problemi passati.
Tornando indietro nel tempo, Nowakowski ha spiegato quale fosse la filosofia produttiva durante lo sviluppo di Cyberpunk 2077. L'obiettivo primario era spingere al massimo la qualità visiva, puntando su un livello cinematografico che il PC, grazie alla sua flessibilità hardware, era in grado di garantire senza compromessi. Le console, invece, sono rimaste in secondo piano nelle priorità di sviluppo.
Questo approccio ha generato quello che oggi viene riconosciuto come un errore di valutazione strategico. All'interno del team si era diffusa la convinzione, rivelatasi poi completamente infondata, che adattare un progetto così ambizioso all'hardware delle console di quella generazione sarebbe stato un passaggio relativamente semplice, quasi una formalità tecnica da gestire nelle fasi finali dello sviluppo.
La realtà dei fatti raccontò una storia diversa, con un lancio che danneggiò pesantemente la reputazione dello studio e costrinse CD Projekt RED a mesi, se non anni, di correzioni e aggiornamenti per riportare il gioco a uno standard qualitativo accettabile su console.
Proprio in questi giorni, in coincidenza con l'annuncio di The Witcher 3 Remastered, Nowakowski ha ripercorso anche le difficoltà affrontate durante lo sviluppo del terzo capitolo della serie. Anche in quel caso il team dovette superare ostacoli significativi, riuscendo però a portare a termine il progetto con successo.
Paradossalmente, proprio quel successo finale contribuì a instillare un eccesso di fiducia nelle capacità dello studio, fiducia che si sarebbe poi rivelata mal riposta con Cyberpunk 2077.
Il metodo di lavoro adottato oggi da CD Projekt RED per The Witcher 4 appare radicalmente diverso. Secondo quanto raccontato dal co-CEO, lo studio ha introdotto un sistema di controllo molto più rigido, basato su obiettivi tecnici concreti che devono essere raggiunti prima di procedere con le fasi successive dello sviluppo.
Nowakowski ha usato un paragone concreto per spiegare il cambio di rotta: se in passato, davanti a dieci traguardi tecnici da centrare, ne mancavano uno o due, l'atteggiamento era di rimandare, con la promessa implicita di recuperare più avanti nel processo produttivo. A volte questo recupero avveniva effettivamente, ma in altre occasioni no, con conseguenze che si accumulavano nel tempo.
Il risultato di questa gestione poco rigorosa era che, ad un certo punto del percorso, lo studio si ritrovava con quattro o cinque obiettivi ancora non raggiunti rispetto alla tabella di marcia originale, una situazione tutt'altro che semplice da gestire nelle fasi finali dello sviluppo, quando il tempo per correggere errori diventa sempre più scarso.
Per questo motivo, la linea guida attuale prevede che qualsiasi criticità tecnica venga risolta immediatamente, bloccando l'avanzamento dei lavori fino a quando il problema non sarà completamente superato. Un approccio più conservativo, ma che secondo lo studio dovrebbe garantire che The Witcher 4 arrivi sul mercato senza ripetere gli stessi errori commessi con l'avventura cyberpunk ambientata a Night City.