Ci sono frasi che sembrano innocue, quasi nostalgiche. E poi ci sono quelle che, nel giro di poche ore, accendono l’intero immaginario di una community. È esattamente quello che è successo con Neil Druckmann e il suo ultimo messaggio dedicato a The Last of Us.
Il co-creatore della saga targata Naughty Dog ha condiviso sui social alcuni vecchi sketch risalenti al 2003, legati al concept originale del primo capitolo. Un tuffo nel passato, certo. Ma è stata una frase in particolare a catturare l’attenzione: quel riferimento ai “pochi stop rimasti lungo la strada”.
Un dettaglio apparentemente piccolo, ma sufficiente a riaccendere una delle domande più insistenti degli ultimi anni: The Last of Us Part III esiste davvero?
La verità, come spesso accade, è meno lineare di quanto i fan vorrebbero. Lo stesso Neil Druckmann ha più volte cambiato posizione nel tempo. Prima raffreddando le aspettative, poi riaprendo uno spiraglio, a patto di trovare una storia “degna” dell’eredità della serie.
Ed è proprio qui che si gioca tutto. Perché The Last of Us non è mai stato solo un videogioco: è un racconto, un viaggio emotivo che ha sempre messo la narrazione al centro. Tornarci tanto per farlo sarebbe, probabilmente, il modo peggiore per farlo.
Nel frattempo, Naughty Dog non è certo ferma. Lo studio è attualmente concentrato su Intergalactic: The Heretic Prophet, una nuova IP sci-fi che, secondo le parole dello stesso Neil Druckmann, rappresenterà il progetto più ambizioso mai realizzato dal team. Un titolo che, salvo sorprese, dovrebbe arrivare nel 2027.
Ed è proprio questo il punto interessante. Se davvero lo sviluppo è in fase avanzata, è plausibile che lo studio stia già iniziando a guardare oltre. E a quel punto, tornare nell’universo di The Last of Us diventerebbe un’opzione concreta.
Certo, non è l’unica possibilità. Il franchise continua a vivere anche fuori dal gaming, con la serie TV che proseguirà il suo percorso. Ma con Neil Druckmann meno coinvolto in quel progetto, il suo focus sembra essere tornato saldamente sui videogiochi.
Alla fine, tutto si riduce a una domanda semplice: c’è ancora qualcosa da dire? Perché se la risposta è sì, allora The Last of Us Part III non è solo possibile. È inevitabile.
Se invece quella storia è già stata raccontata fino in fondo, allora forse quei “pochi stop rimasti” non indicano un nuovo capitolo, ma la fine del viaggio. E forse, per una volta, anche saper chiudere sarebbe la scelta più coraggiosa.