GameStop torna ad aprire negozi precedentemente chiusi. La catena ha annunciato attraverso i propri canali social un piano di riaperture che prenderà il via l'11 settembre negli Stati Uniti. L'iniziativa riguarda una selezione di punti vendita dismessi: il messaggio dell'azienda presenta un ritorno sul territorio dopo gli anni segnati dalla contrazione della sua rete commerciale.
Il primo negozio identificato si trova a Brooklyn, in Ohio, lungo Ridge Road. Interpellato sul numero di esercizi coinvolti, un portavoce ha indicato almeno una riapertura per la partenza dell'iniziativa, invitando a seguire i successivi aggiornamenti per le altre. Il totale dei punti vendita interessati dal programma non è stato comunicato.
Alle spalle della catena ci sono oltre mille chiusure dal 2020, accompagnate da interventi di riduzione dei costi. Tra le difficoltà affrontate dall'azienda figura la crescita degli acquisti di videogiochi in formato digitale, che ha contribuito a mettere sotto pressione l'attività dei negozi. Le riaperture arrivano quindi dopo una lunga fase di ridimensionamento della presenza fisica.
La riorganizzazione ha coinvolto anche Game Informer, la rivista di videogiochi che apparteneva al rivenditore ed era venduta nei suoi punti vendita. GameStop ne aveva interrotto le attività; la testata ha poi trovato un nuovo proprietario ed è tornata dopo un percorso durato quasi un anno. La sua ripartenza è avvenuta dunque sotto una proprietà diversa.
Nel frattempo, l'offerta commerciale della catena si è allargata al collezionismo e ai prodotti legati alla cultura pop, comprese le figure Funko Pop. Sono categorie che affiancano la vendita di videogiochi e che fanno già parte dell'attività del gruppo, alle prese con il cambiamento delle abitudini di acquisto del pubblico.
Un altro fronte riguarda il tentativo di acquisire eBay. L'operazione punta alla diversificazione delle attività attraverso una piattaforma di commercio online, mentre il programma appena annunciato interviene sulla rete dei negozi fisici, recuperando sedi che erano state chiuse.