Scalzare Steam dal vertice della distribuzione digitale su PC richiederebbe più di un negozio concorrente con condizioni migliori. È la valutazione di Emmanuel Rosier, direttore della divisione market intelligence di Newzoo, che individua nella struttura di Valve e nelle abitudini dei giocatori due vantaggi difficili da superare per gli altri operatori.
Il primo riguarda la proprietà dell’azienda: Valve è una società non quotata. Secondo Rosier, questa condizione le permette di perseguire obiettivi di crescita senza le stesse pressioni che gli azionisti esercitano sulle imprese presenti in Borsa. Può quindi adottare decisioni orientate ai giocatori, alimentando la fiducia del pubblico nei suoi confronti.
Sul fronte degli utenti, invece, pesa la concentrazione di amici e libreria nello stesso ambiente. Trasferire gli acquisti altrove introduce un attrito, perché le persone hanno già costruito relazioni e raccolte di giochi sulla piattaforma. Per convincerle a cambiare, spiega l’analista, un concorrente deve proporre un’esperienza migliore di quella offerta dal servizio di Valve.
Rosier descrive inoltre la distribuzione su PC come un pendolo. Tra dieci e vent’anni fa, diversi grandi publisher avevano puntato su piattaforme proprietarie, salvo poi tornare sullo store. Tra gli esempi figurano EA e Ubisoft, mentre anche Blizzard vi ha portato Overwatch. L’analista non vede una nuova uscita collettiva dei grandi editori a favore dei rispettivi negozi.
Le alternative comprendono GOG, Epic Games Store, Battle.net e itch.io, ciascuno presente nello stesso mercato senza aver sottratto la leadership al rivale. Rosier richiama anche il successo dei launcher locali in Asia: la presenza di operatori affermati in specifiche aree geografiche accompagna quindi un panorama nel quale il negozio di Valve rimane difficile da evitare.
Il modello economico della piattaforma prevede una commissione del 30%, con una struttura a scaglioni. La quota trattenuta sulle vendite è al centro del confronto tra sviluppatori: il dibattito riguarda il valore dei servizi offerti oltre all’accesso al pubblico dello store e l’opportunità di condizioni più favorevoli per i giochi con ricavi inferiori.
Un altro elemento citato da Rosier è Project Helix, la prossima console Microsoft presentata come un sistema ibrido con il PC. Il gruppo possiede Activision Blizzard e, attraverso questa acquisizione, anche Battle.net. Il progetto porta quindi nel confronto un’azienda che controlla già un proprio canale di distribuzione e punta a un hardware capace di eseguire giochi PC.
Nel dibattito è intervenuto anche Kiaran Ritchie, ex programmatore delle animazioni di Epic Games. La sua tesi è che la posizione raggiunta da Valve sia talmente consolidata da rendere una perdita significativa di terreno improbabile senza un grave errore dell’azienda stessa. Rosier ha condiviso questa lettura.