Il negozio di Steam ha subito una breve interruzione, per poi tornare accessibile. Il disservizio ha impedito di consultare lo store della piattaforma di Valve, coinvolgendo gli utenti impegnati nella navigazione delle sue pagine. Le segnalazioni raccolte da Downdetector hanno confermato problemi diffusi durante il blocco.
Al posto dei contenuti compariva il codice E502 L2, accompagnato da un messaggio che comunicava l'impossibilità di soddisfare la richiesta e invitava a riprovare più tardi. La schermata d'errore prendeva quindi il posto delle pagine che gli utenti cercavano di aprire nel negozio.
Download e aggiornamenti risultavano invece funzionanti durante le verifiche effettuate nel corso dell'interruzione, così come l'avvio dei giochi. Anche le sessioni online continuavano a essere accessibili: tra i titoli avviati senza problemi figuravano Slay the Spire 2 e ARC Raiders, entrambi utilizzabili mentre lo store restituiva l'errore.
Il blocco è arrivato durante lo Steam Next Fest, l'appuntamento dedicato alle versioni dimostrative. L'impossibilità di navigare nel negozio ostacolava la ricerca di nuove demo e, di conseguenza, il percorso necessario per individuarle e scaricarle. L'interruzione colpiva così l'accesso alle prove dei giochi presentati nell'ambito della manifestazione.
Valve non ha comunicato la causa dell'interruzione e il collegamento con le vulnerabilità PHP che hanno interessato il web resta un'ipotesi. In un avviso di sicurezza del 21 ottobre, CERT-EU ha segnalato falle critiche capaci di consentire l'esecuzione di codice da remoto, richiamando l'attenzione sulle applicazioni che utilizzano questa tecnologia.
L'organismo europeo ha raccomandato di individuare le applicazioni basate su PHP e prepararsi a installare gli aggiornamenti appena disponibili. La raccomandazione prevedeva quindi di identificare i servizi interessati e organizzare l'applicazione delle correzioni al momento della distribuzione delle versioni aggiornate.
Per le organizzazioni impossibilitate a intervenire subito, CERT-EU ha suggerito di valutare l'isolamento delle applicazioni accessibili da Internet dalle reti pubbliche, fino all'installazione di una correzione. L'emergenza ha coinvolto anche siti governativi, diversi dei quali sono stati messi temporaneamente offline nell'ambito delle misure urgenti di risposta.