Anche i giochi single player potrebbero richiedere la verifica dell'età: la definizione di gioco online contenuta nell'EU Kids Act sembra comprendere le esperienze che dipendono da Steam per distribuzione, aggiornamenti o una singola autenticazione. Il testo è una proposta della Commissione europea, ancora modificabile durante l'iter legislativo.
Presentata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, l'iniziativa riguarda l'accesso dei minori di 15 anni a social media, chatbot basati sull'intelligenza artificiale e videogiochi online. Prevede un sistema a livelli per stabilire quali account possano creare i ragazzi, accompagnato da controlli obbligatori sull'età per tutti gli utenti dei servizi interessati.
A evidenziare le possibili conseguenze per chi gioca da solo è stato Paul Diegel, consulente politico senior del Partito Pirata Europeo, durante una conferenza stampa della campagna Stop Killing Games. Nella sua lettura della bozza, anche il collegamento a Steam per gli aggiornamenti farebbe rientrare un titolo single player nell'ambito delle regole proposte.
I documenti pubblicati dalla Commissione partono dalle piattaforme videoludiche che consentono di diffondere e scambiare contenuti generati dagli utenti con un numero indeterminato di destinatari, facilitando i contatti tra loro. Il testo le riconduce alla definizione di piattaforme online del regolamento europeo 2022/2065, includendole così nel perimetro della nuova proposta a tutela dei minori.
La formulazione si estende però anche ai giochi che non permettono questa circolazione delle informazioni. Il passaggio successivo menziona esperienze utilizzabili su PC, dispositivi mobili e console, indipendentemente dal fatto che il software venga eseguito localmente oppure da remoto. La presenza di scambi pubblici fra giocatori, quindi, non è l'unico criterio descritto nella bozza.
Neppure il modello commerciale delimita il campo: il testo comprende giochi gratuiti, a pagamento e con formule ibride basate sugli acquisti all'interno dell'applicazione. Precisa inoltre che un gioco dotato di funzioni assimilabili a quelle di una piattaforma di condivisione video continuerebbe a essere classificato come videogioco ai fini delle nuove disposizioni.
L'esclusione esplicita riguarda invece i giochi accessibili o acquistabili esclusivamente su supporto fisico, senza componenti online che ne consentano l'accesso, la distribuzione o l'acquisto. È questa formulazione a distinguere le esperienze interamente fisiche da quelle distribuite attraverso un negozio digitale, anche quando l'attività di gioco si svolge in solitaria.