God of War: Sons of Sparta è disponibile da pochissimi giorni, ma è già finito al centro di una polemica di peso. A intervenire con toni durissimi è stato David Jaffe, storico creatore del franchise, che non ha usato mezzi termini per descrivere il nuovo capitolo 2.5D lanciato a sorpresa durante lo State of Play di febbraio 2026.
In un video pubblicato sul suo canale YouTube, Jaffe ha definito il progetto “una pessima idea”, arrivando a etichettarlo come “stupido” e mettendo apertamente in discussione le motivazioni che avrebbero spinto Sony a dare il via libera al titolo. Pur ammettendo di aver giocato poco più di un’ora, il creatore del primo God of War (2005) ha espresso critiche pesanti su più fronti.
Il bersaglio principale è la scelta narrativa di realizzare un prequel, con un giovane Kratos affiancato dal fratello Deimos durante l’addestramento spartano. Secondo Jaffe, tornare indietro nel tempo invece di proseguire il percorso evolutivo del personaggio sarebbe una decisione incomprensibile. La nuova versione di Kratos viene descritta come troppo generica, quasi da “protagonista di una serie per ragazzi”, e priva della forza identitaria che aveva caratterizzato la saga originale.
Le critiche non si fermano alla storia. Jaffe ha attaccato anche il gameplay e il valore produttivo, paragonando Sons of Sparta ad altri esponenti recenti del filone 2.5D come Ninja Gaiden: Ragebound, Neon Inferno e Shinobi: Art of Vengeance. Pur riconoscendo che il gioco sia “ben realizzato” sotto il profilo tecnico, lo ha definito “generico” e privo di una vera identità, accusandolo di non rispettare pienamente il peso del marchio God of War.
La polemica si inserisce in un momento già delicato per il titolo, complice la recente confusione legata alla presunta modalità cooperativa indicata inizialmente sul PlayStation Store ma non disponibile nella campagna principale. Nonostante le parole durissime di Jaffe, God of War: Sons of Sparta è appena uscito e il giudizio definitivo spetterà alla community nelle prossime settimane.